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Giovani in biblioteca
Mediterranea

COOPERAZIONE SOCIALE. 11°COMANDAMENTO: FARSI GLI AFFARI DEGLI ALTRI

Fare cooperazione sociale significa farsi gli affari della comunità. Ovvero, non intrattenere con il contesto soltanto un esclusivo scambio commerciale, nel senso di erogare servizi in committenza prevalentemente pubblica. Ma prendersi cura dei bisogni della comunità anche ed oltre il proprio mandato. Ovvero farsi gli affari degli altri, che sono la comunità. Undicesimo comandamento.

Esattamente come la buona scuola che aiuta i giovani a crescere “fuori dalle mura”.

Martedì 5 aprile, le ragazze e i ragazzi del liceo di Scienze Umane Mazzini di Locri, nell’ambito del progetto di PCTO “Rigeneriamo la speranza”, promosso dal MIEAC, ed insieme alle ragazze ed ai ragazzi dell’Istituto alberghiero, hanno incontrato Mario Alberti, il responsabile provinciale Legacoop Calabria e componente della Direzione Nazionale Legacoop sociali. Con i ragazzi c’è stato un confronto aperto, empatico e fondato sul fattore esperienziale piuttosto che su aspetti più formali che caratterizzano il movimento cooperativo. Alla storia della cooperazione si è sovrapposta la storia della comunità e del territorio. Il confronto si inquadra, per quanto concerne Legacoop, nella scelta intrapresa da anni di stare sempre più sul territorio e nei singoli contesti formali e informali, per creare occasioni di reciproca vicinanza e crescita. La prossimità è soprattutto relazione umana, e va ricercata attraverso questi momenti di confronto con le giovani generazioni, che posseggono la bellezza del futuro e delle idee, che sopravvivranno ad ognuno di noi. Questi momenti di confronto intergenerazionali sono estremamente proficui per far comprendere ai ragazzi come funziona il mondo della cooperazione sociale, le difficoltà che incontra, i fronti aperti sempre mutevoli, e la bellezza della solidarietà. Ma ancor più servono al mondo degli adulti per percepire sempre più la bellezza che alberga nei giovani, e quanto questi possano rappresentare il cambiamento che tutti auspichiamo, se soltanto incontrassero chi ripone in loro concreta fiducia, e disponibilità all’ascolto. E li possa valorizzare. Un plauso al Mazzini che ha intrapreso, con successo, questa strada.

Alla prossima

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