Il Partigiano calabrese nella Resistenza: Sebastiano Giampaolo, nome di battaglia “Fiore”
La libertà – sosteneva Ignazio Silone – è la possibilità di dubitare, la possibilità di sbagliare, la...

La libertà – sosteneva Ignazio Silone – è la possibilità di dubitare, la possibilità di sbagliare, la...

Sono parecchi i libri che hanno molti argomenti in comune. Che inevitabilmente derivano dal sentire dell’autore. Nulla può essere scritto se non sentito.
Ma non basta scrivere un libro. Anzi, due.
Occorre dialogare con i lettori sui temi espressi. E ricevere da essi impressioni ma soprattutto emozioni.
I libri sono una raccolta di emozioni nascoste tra le righe.
Le emozioni e i sentimenti dello scrivente che si abbracciano con i sentimenti e le emozioni del lettore.
Non sempre il rendiconto è positivo. Ma fa parte del gioco.
I due libri che si confronteranno domenica prossima, otto maggio, saranno “Fil rouge, storia di un vissuto e di un sentire”, romanzo storico e non solo della giovane autrice Antonella Ammendolia.
E “Il posto del vento” di Mario Alberti, che è al suo secondo lavoro.
Entrambi sono autori che scrivono per la casa editrice “Città del sole edizioni”.
Sono libri dei quali ho già scritto, e non mi ripeto, rilevandone elementi comuni che aprono strade.
Strade piene di curve. Tornanti insidiosi che portano a sbandare facilmente.
Perché la lettura deve essere sbandamento. La lettura è nemica della tranquillità. Leggere inquieta, disturba.
Turba.
Domenica prossima il dialogo tra gli autori verterà principalmente su quattro parole.
Le classiche quattro parole.
Amore, disamore, ribellione e resistenza.
Parole che sono il vissuto delle protagoniste dei due libri.
Parole che sono il sentire degli autori.
Spazio Open, a Reggio Calabria, domenica prossima alle sei e mezza della sera, Antonella ed io ne parleremo con Letizia Cuzzola.

