Il Partigiano calabrese nella Resistenza: Sebastiano Giampaolo, nome di battaglia “Fiore”
La libertà – sosteneva Ignazio Silone – è la possibilità di dubitare, la possibilità di sbagliare, la...

La libertà – sosteneva Ignazio Silone – è la possibilità di dubitare, la possibilità di sbagliare, la...
La buona letteratura, di scena ieri a Santo Stefano d’Aspromonte, sotto l’abile regia del sindaco Francesco Malara (che si avvia meritatamente verso una trionfale riconferma) e la sapiente conduzione di Anna Foti.
Giovanni Suraci non fa parte della deleteria categoria degli “scribastar”, tristi soloni che ammorbano il panorama letterario nazionale con retorici proclami intrisi di supponente demagogia e diffondono il loro verbo nel corso di improbabili adunate bucoliche. Suraci è un abile e bravissimo narratore che ama visceralmente la nostra terra e riesce a raccontarla con realistica passione. I suoi personaggi sono assolutamente credibili ed i suoi libri dimostrano come un buon romanzo valga più di mille saggi in ordine alla decriptazione dei fenomeni socio antropologici che caratterizzano una comunità. La comunità stefanita ha molto apprezzato la serata e ha sommerso Suraci di domande e di ricordi di vita quotidiana.
L’organizzazione è stata perfetta grazie al Comune e ai volontari della Protezione Civile che hanno curato in modo impeccabile tutte le norme anti Covid.
