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È MORTA EMMA BONINO. ECCO CHI FU DAVVERO!

Di UGO FUOCO da Ugo Fuco | Geopolitica Verità

Aveva 78 anni. Se ne va una delle figure più negative della Seconda Repubblica, una persona che ha dedicato la sua intera vita alla lotta contro le esigenze del popolo italiano, favorendo quelle delle cosche finanziarie occidentali, simbolo di uno spietato neoliberismo radicale votato alla demolizione di qualsiasi forma di equità e democrazia economica.

La Bonino voleva abolire l’art. 18. Lo chiamava “vincolo che blocca le assunzioni”. Voleva togliere la reintegra per licenziamento illegittimo. Il referendum fallì miseramente, 66% di NO, ma quelle idee fecero da spaccaghiaccio per le riforme poi concretizzate dal trio delle meraviglie Monti-Fornero e Renzi col Jobs Act.

Paladina della precarietà, pretendeva contratti a termine e part-time totalmente deregolamentati che spacciava manipolatoriamente attraverso la viscida retorica della “flessibilità”. La risultante delle idee della Bonino la abbiamo quotidianamente sotto gli occhi, poiché ha generato l’attuale panorama di precarietà strutturale. Milioni e milioni di precari, senza un presente e con l’incubo di un futuro infausto… alla faccia di chi si lamenta che poi la gente non faccia più figli.

La Bonino voleva superare l’INAIL obbligatorio per aprire il settore al mercato delle assicurazioni private, trasformando la tutela di chi muore in fabbrica in un mastodontico business per multinazionali assicurative e banche.

La Bonino è stata una delle figure che ha aperto al superamento della sanità pubblica. Pur non avendo mai affermato pubblicamente di volerla sopprimere, spingeva per aprire alle assicurazioni private anche in questo settore. Ci provò con tutte le sue forze, ma il quesito referendario venne bocciato come inammissibile. Non ce la fece, ma la cosiddetta finestra di Overton era ormai spalancata. Abbiamo poi visto che fine ha fatto la sanità pubblica.

Emma sostenne a spada tratta l’idea di un sistema previdenziale basato sull’innalzamento dell’età pensionabile e sull’aumento degli anni di contributi necessari. Quando hai passato la vita fra gli scranni percependo 15.000 euro al mese, l’innalzamento dell’età pensionabile non è un tuo problema, d’altronde.

Questo era il suo sogno. Un sogno iperliberista che poi Bruxelles, Monti, Forza Italia, PD, Renzi, Draghi & co. hanno realizzato pezzo per pezzo.
Questa gente ha sempre chiamato “flessibilità” ciò che per le persone si tramutava nel dramma di una vita di sacrifici senza diritti.

Fanatica europeista, atlantista, suprematista occidentale, guerrafondaia, sionista, antisocialista ma soprattutto anti-italiana, Emma Bonino ha funto da cavallo di Troia per quello spietato neoliberismo ipercapitalista, che spostando tutta l’attenzione su “diritti civili” sostanzialmente “vuoti”, ha avuto il compito di distruggere qualsiasi sacrosanto diritto sociale in nome e per conto degli interessi elitari del capitale.

Malata da tempo, nemmeno durante la sua infermità ha mancato di dare il proprio contributo alla decadenza del nostro Paese, appoggiando con le poche forze rimaste ogni politica lesiva nei confronti delle esigenze delle persone comuni e della classe lavoratrice.

Non mancherà a coloro i quali hanno a cuore il ripristino dei diritti violati, il rifiuto del giogo neoliberista, l’uscita dalla sfera d’influenza anglo-americana, ed a chiunque lotti quotidianamente affinché la supremazia degli interessi finanziari, bancari ed elitari, che utilizzano la speculazione come arma di ricatto verso popoli e paesi, smetta di opprimerci.

Sponsor della sionista “Big Pharma” durante la fase pandemica, ricorderemo la Bonino soprattutto per il suo:

Sì, collaboro con Soros e ne vado fiera. Prendo soldi da lui? Sono contributi regolari e li rivendichiamo.

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