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È nata la filarmonica metropolitana reggina, al Cineteatro Odeon l’esordio

Non ci è dato sapere, con certezza, se farà caldo, ci sarà umidità o climaticamente mite si presenterà la mattinata: tuttavia, riposti nel fondo dell’ultimo cassetto del comò pruriti acquatici e speranze aspromontane, allo scoccar della decima ora del ventotto di giugno, il sabato che sta per arrivare, non potremo non essere tutti quanti già seduti sulle comode poltroncine del reggino CineTeatro Odeon.

Lì s’alzerà il sipario sulla Filarmonica Metropolitana Reggina.

Un concerto, con brani di Vivaldi, Verdi, Puccini, Bizet, Myers e con la conclusione affidata all’affascinante “Torna a Surriento”, che nel 1894 Ernesto De Curtis compose su parole del fratello Giambattista, decreterà l’inizio di un cammino fatto d’inclusione e armonia.

Ebbene sì: l’idea, che sta al centro del progetto che vede alla presidenza Silvana Velonà, alla vicepresidenza Ferdinando Polimeni, alla direzione artistica Alessandro Calcaramo, con Antonio Moscato come segretario/tesoriere ed Emilia Occhiuto responsabile della comunicazione, consiste nel dare vita a una Filarmonica desiderosa d’esser “musica e allo stesso tempo luogo di incontro, momento di condivisione e laboratorio creativo, con un linguaggio universale che trascende ogni tipo di barriera e capace di  raggiungere persone di tutte le provenienze e di tutte le età, per diventare i protagonisti di un futuro che privilegi il senso di appartenenza, la collaborazione, la condivisione. È nostra aspirazione – sottolineano gl’ideatori – riuscire a coinvolgere in particolare i più giovani con un’arte che stimola le menti, favorisce la crescita personale e rafforza il benessere emotivo”.

In verità, la nascente Filarmonica Metropolitana Reggina cela, nel suo personalissimo dietro le quinte, un’illustre antenata: “la Filarmonica Reggina nasce negli anni ’30, ma interrompe definitivamente la sua attività durante il secondo conflitto mondiale. Oggi rinasce grazie all’iniziativa di un gruppo di amanti della musica, supportati da musicisti professionisti, con l’intento di restituire un’istituzione così preziosa alla nostra città, intanto divenuta metropolitana. Da qui la denominazione Filarmonica Metropolitana Reggina, pronta oggi a debuttare con il suo primo concerto, inaugurando un viaggio emozionante, teso a unire la nostra città attraverso la musica, un’arte capace, più di ogni altra, di aggregare, creare comunità, entrare nel cuore di tutti, dagli appassionati più esperti di musica alla gente comune che semplicemente ama ascoltarla. In un mondo – chiosano i componenti il direttivo – che tende a isolare e privilegiare la singolarità, vorremmo fare la differenza. Facendo risuonare la bellezza della musica in ogni angolo del territorio metropolitano, costruendo ponti tra le persone e valorizzandone le diversità”.

Insomma, la decisione è presa. I musicisti, Alessandro Calcaramo e Francesca Canale e Simone Latella, alacremente provano in vista di questo sabato reggino: a noi non resta che esserci, all’esordio e lungo le, sicuramente, molteplici tappe di un cammino che si preannuncia avvincente e complicato.

A Reggio Calabria, e in qualsiasi altra Città del Globo Terrestre, essenziale, in qualsivoglia nascente iniziativa, è l’entusiasmo: non a caso l’imprenditore statunitense Henry Ford sosteneva che “l’entusiasmo è il lievito che permette alle tue speranze di elevarsi fino alle stelle”. Ma l’entusiasmo del principio deve, immediatamente, tramutarsi in sostegno costante e duraturo: sarebbe un peccato che una simile iniziativa, prestigiosa negli intenti e intrigante nei progetti, finisse con l’andare a ingrossare l’elenco delle tante cose belle iniziate e poi lasciate morire. Non per colpa di chi lancia l’idea ma per quel caratteraccio che caratterizza, diciamocelo, un po’ tutti noi.

Consideriamola nostra, la Filarmonica Metropolitana Reggina, sogniamo di lasciarci vincere dal potere trasformante della Musica. Hermann Hesse diceva: “la musica è basata sull’armonia tra Cielo e Terra, è la coincidenza tra il disordine e la chiarezza”.

In una Reggio afflitta da egocentrismi e miopie, cordate e soprusi, contrasto al buono che emerge e sostegno a ciò che offre personale tornaconto, lasciamo che quel buon miscuglio di note e parole, sogni e dolcezze, lasciamo, dunque, che la Musica metta chiarezza, sconfigga il disordine, spinga la Terra nostra verso un’autentica rinascita: umana, politica, culturale, spirituale.  

Pertanto: ci si vede sabato ventotto giugno alle dieci all’Odeon?

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