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FRAMMENTI TELLURICI, DRAMMATURGIA DELLA CATASTROFE

“Frammenti tellurici” di Domenico Loddo è un libro pubblicato nel 2008, in occasione del centenario del catastrofico terremoto di Reggio e Messina del 28 dicembre 1908, da Città del Sole edizioni. Un Reading Parossismico, per dirla col geniale autore, tratto dal testo è andato in scena lo scorso 11 giugno, prodotto dalla Compagnia Teatro Primo di Villa San Giovanni; drammaturgia di Domenico Loddo, con Silvana Luppino e Giusva Branca e con interventi musicali di Domenico Canale, adattamento e regia di Christian Maria Parisi.

Frammenti Tellurici intrecciando arte e vita, racconta quella drammatica vicenda che ha determinato una vera e propria frattura socio-antropologica nell’area dello Stretto. Come ripete spesso Loddo, “niente oggi sarebbe stato com’è se non si fosse verificata quella catastrofe”, quelle 87mila persone, se non fossero morte di colpo, avrebbero generato vite e sviluppato azioni che, scorrendo negli infiniti rivoli dell’esistenza collettiva, avrebbero certamente prodotto una società diversa di quella in cui ci è toccato vivere. 

L’alternanza della due voci risulta vera e propria altalena emozionale del disastro che, nella lettura di Silvana Luppino e Giusva Branca, restituisce la poesia e la realtà, il teatro e la cronaca di quei giorni, con l’ausilio delle musiche di Domenico Canale, evocando l’intero spazio del dramma collettivo, mentre sulle acque del nostro mare si sparge il dolore di chi è stato e ora non è più.

Il lavoro risponde al bisogno di custodire la memoria di quel disastro che segnò l’Italia e, ancor più, delle 87mila vite che in quella circostanza si spensero. Trentasette secondi aprono di fatto le porte a una riflessione profonda sul senso della vita e sulla precarietà cui nostro malgrado soggiacciamo. “Nostro intento, mediante la parola, addentrarci nell’abisso della storia e della coscienza, vivificando il passato e salvandolo ancora una volta dall’oblio. Consapevoli di quanto poco serva costruire sulle macerie seppellendo la memoria di ciò che fu, rassegnandoci a sempre nuove generazioni ignare di tutte quelle microstorie che compongono il quadro della grande storia, ciascuna delle quali tassello insostituibile e ineludibile per la comprensione dell’insieme”.

L’incedere del racconto non è solo una cronaca dei fatti, ma sposta il fatto storico al confine di una cognizione esistenziale, anche grazie alla sapiente regia di Christian Maria Parisi.

Il pubblico ha apprezzato con ripetuti applausi e forte coinvolgimento emotivo. Questo piccolo evento teatrale, con la sua forma quasi colloquiale, restituisce una storia accorsa al nostro territorio poche generazioni fa, per non dimenticare mai che viviamo sull’instabile e non c’è nulla di definitivo.

Già preannunciato per il 22 Giugno anche il debutto teatrale del nuovo spettacolo “Aramen e Stanum”, con lo stesso gruppo di lavoro. Una piece teatrale misteriosa che parlerà di due famosissime statue di bronzo…

(Progetto co-finanziato con risorse PSC Piano di Sviluppo e Coesione 6.02.02 erogate ad esito Avviso Produzione Teatrale 2022-2024 della Regione Calabria – Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura).

 

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