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Mediterranea

IL NOSSIDE: QUARANT’ANNI DI POESIA UNIVERSALE

La sua poetica, uno dei primi esempi occidentali di voci indiscutibilmente femminili, costituisce un canto alla vita, alla bellezza femminile e alla dolcezza dell’amore: Nosside, discendente d’una famiglia appartenente alla nobiltà locrese, fu la più grande poetessa della Magna Grecia. Tant’è che nella seconda metà del I secolo a.C. il poeta Antipatro di Tessalonica la inserì tra le nove Muse terrestri, contrapposte alle nove Muse celesti, insomma tra le più famose poetesse dell’antichità greca.

E nel 1983, Pasquale Amato, uno storico globale per la sua propensione a muoversi agilmente su scacchieri molteplici senza confini di temi, di spazi e di tempi, creando un originale, lungimirante, mondiale premio di poesia, decise di dedicarlo proprio a Nosside: unico concorso globale aperto a tutte le lingue e alle diverse forme di comunicazione.

Da allora, quaranta son state le edizioni del premio: l’ultima, la quarantesima, ha visto l’ultimo atto, d’un percorso fatto d’incontri dislocati in più luoghi, vivificarsi all’interno dell’Aula Magna “Antonio Quistelli” della reggina Università Mediterranea.

Lì, al pomeriggio del ventotto di novembre, s’è svolta la kermesse: perfetto intreccio di poesia, umanità, storia, musica, arte orafa.

Tutto ha avuto inizio con l’introduzione del presidente Amato, utile espediente per far cogliere, a chiunque, l’unicità d’un “premio che altro non è se non un trittico, temporale: intreccia il tempo che fu, essendo titolato alla poetessa Nosside, il tempo recente, giacché ha adottato come logo un’opera del reggino Umberto Boccioni, l’immediato presente, essendo affiancato dalla creazione orafa del Maestro Gerardo Sacco di Crotone”.

E se il Magnifico Rettore della Mediterranea, Giuseppe Zimbalatti, salutando, ha individuato nella “vivacità culturale” la caratteristica essenziale “del premio e del suo presidente: connubio vincente, capace, anno dopo anno, di entusiasmare e stimolare alla creazione in versi giovani e meno giovani d’ogni parte del globo terrestre”, Gerardo Sacco, intervenendo, ha svelato d’aver lasciato, a casa, a Crotone, quella “collana da me creata per celebrare in quarantennale e per avviare una sorta di asta, una raccolta fondi a favore del Nosside. Ma, mentre mi scuso e m’impegno a pagar pegno, donando, ai vincitori, una creazione, che già domani potranno ritirare nel reggino showroom, v’informo che, la collana, presto sarà visibile, e quindi pronta per l’asta, grazie ai nostri canali social, molto seguiti, tra l’altro”.

Naturalmente, la scaletta, fitta e abbondante, prevede una sfilza di premiazioni, un succedersi di premianti e premiati e di interpretazioni dei testi a cura degli attori Teresa Timpano e Dario Zema Soncin.

I vincitori assoluti del Nosside del quarantennale sono, ex-aequo, cinque: Elisa Camilla Vincenza D’Ascola con la poesia “Preghiera del Fante”, Said Abdel Khaleq, palestinese, con la poesia “Gaza”, lo spagnolo Fernando Arranz Platòn con il componimento “Mujer que arde en la linea”, il bangladese Niloy Rafiq con la poesia “Bellezza composta” e il greco Kostas Vassilakos con il componimento “Colombe bianche”.

Riguardo ai premi speciali: il “Nosside-Bergamotto di Reggio Calabria” è andato a Eufemia Attanasi, Dominella Magda Foti, Serafina Folti e Sofia Bania; il “Nosside-Kouros di Reghion” ad Alessia Crucitti, Michelle Lorellaine Sanna, Miriam Tuscano, Mislaine de La Vega e Candela Mendoza; il “Nosside-Aspromonte” a Rita Minniti, Olga Ekonomidou, Antonios Efthymiou e Angelica Perreira; il “Nosside-Stretto di Scilla e Cariddi” a Cinzia Manetti e Fabrizio Romeo; il “Nosside-Teàgene di Reghion” a Rosanna Giovinazzo, Michele Petullà e Maria Louca.

Naturalmente, sul tavolo della presidenza spiccava quella “Storia del bergamotto di Reggio Calabria”, che Pasquale Amato, con Città del Sole Edizioni, pubblicò nel 2005 e ch’è, tutt’oggi, punto di riferimento, letterario, storico, scientifico, necessario, originale e utilissimo per quanti desiderano davvero conoscere, a fondo, ogni particolare della Terra Calabra, proprio a cominciar dal principe degli agrumi: il bergamotto!

D’altronde, il premio contempla pure il desiderio di far conoscere Reggio, e l’intera area metropolitana: Amato annualmente valorizza tutte le sfaccettature di questa porzione di storia e d’umanità: a decretar la conclusione dell’evento, in questo 2025, per esempio, è Marinella Rodà che, unitamente a Mario Lo Cascio alla chitarra e Francesco Alati al flauto, s’esibisce cantando in grecanico. Interpretando anche un brano composto da Michele Carilli anche regista del Nosside ’25.

E poi, il Nosside è anche l’occasione per scoprir chicche particolari assai: a Cipro, per esempio, v’è una montagna simili a colei che s’erge a Pentidattilo, anche lì con ben cinque dita! Senza scordar che uno dei vincitori, Rafiq, assente fisicamente, s’è comunque definito “lavoratore delle parole”: geniale!

E mentre ReggioTV terminava di trasmettere, in streaming e in ogni dove, le immagini del ’25, Amato annunciava già la quarantunesima edizione del Nosside: “l’uno dicembre presiederò la prima riunione programmatica”.

(L’articolo è apparso ieri, domenica 30 novembre 2025, su Il Quotidiano del Sud-Laltravoce, a pagina dodici, cronaca di Reggio)

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