IdeocoopSpazio Open
Reverendo Frank Reverendo Frank Corvo rosso Corvo rosso
Giovani in biblioteca
Mediterranea

IL SELFIE SUL PONTE, CORTE DEI CONTI PERMETTENDO!

Di certo, a scanso d’equivoci, la curiosità c’è. Ed è pure tanta!

In fondo, chi di noi, almeno per una volta, non vorrebbe attraversarlo, a piedi, il Ponte sullo Stretto?

Caspiterina che selfie che scatteremmo, giungendo più o meno a metà percorso. Uno scatto con la Calabria alle spalle, l’altro con la Trinacria incombente.

Tuttavia, tal sogno, tali desideri fotografici, al momento, per colpa della Corte dei Conti, appaiono lontani dal realizzarsi.

E sì, in quel di Roma, in uno di quei palazzoni grigi e tristi, proprio la Corte dei Conti sospende la delibera del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile, che riportava il progetto definitivo e il finanziamento proprio del Ponte, deferendo il piano nuovamente all’organo collegiale, definendolo ancora con troppi lati dubbiosi.

Insomma, parafrasandoci: la Corte dei Conti ha sospeso la registrazione della delibera Cipess n. 41/2025, che approvava il progetto definitivo e assegnava le risorse del Fondo sviluppo e coesione 2021-2027. L’ufficio della Corte ha emanato una richiesta di deferimento all’organo collegiale, della stessa Corte, segnalando dubbi sull’intera documentazione e sulla completezza dell’istruttoria.

Per farla breve: mancano alcuni documenti cruciali, come alcune delibere della Società Stretto di Messina e atti aggiuntivi al contratto con il contraente generale, fondamentali per comprendere varianti e modifiche intervenute.

E ancora: la procedura Iropi. Il governo ha assoggettato il Ponte ai motivi imperativi di interesse pubblico, scelta su cui la Corte chiede di verificare la piena coerenza con la normativa europea. L’Ufficio chiede di verificare la conformità alle direttive Habitat e Vinca e l’effettiva interlocuzione con la Commissione europea, avviata a giugno 2025 ma non documentata in modo completo negli atti trasmessi. Per i magistrati contabili la questione resta aperta e dovrà essere chiarita in sede collegiale. Restano in dubbio anche altre esclusioni dai pareri sull’opera: secondo il giudice amministrativo nelle procedure avrebbero dovuto essere coinvolti sia l’autorità di regolazione dei trasporti (Art) che il Nars (Nucleo di consulenza per l’Attuazione delle linee guida per la Regolazione dei Servizi di pubblica utilità).

E sul piano economico-finanziario? La Corte chiede chiarimenti sulle asseverazioni della società di revisione Kpmg, sui conti dei costi ambientali e sulla voce di 189 milioni relativi a spese sostenute prima del decreto 35/2023. Richiama inoltre la necessità di assicurare la continuità dei requisiti di idoneità tecnica e finanziaria per tutti gli affidatari e la trasparenza nella determinazione dei costi dei materiali da costruzione. Sul disallineamento tra il valore di progetto e quello del Pef, i chiarimenti ministeriali appaiono non ancora pienamente coerenti.

Insomma, sottolineano gli esperti, le osservazioni ridisegnano la mappa dei rischi della delibera Cipess: pareri mancanti, iter ambientale da integrare, coperture da validare, istruttoria documentale da rafforzare. Per questo il magistrato istruttore propone il deferimento alla Sezione centrale di controllo di legittimità, che dovrà decidere se registrare o restituire l’atto al governo.

E quindi? Beh, tutto sospeso fino a quando il Collegio non avrà formulato una decisione.

Anche perché, per dirla con le parole che la Corte usò già in settembre, la delibera del Cipess, risulterebbe essere più una ricognizione delle attività intestate ai diversi attori istituzionali che una ponderazione delle risultanze di dette attività. Senza scordar che la Corte lamentava, sempre in settembre, di aver ricevuto parte della documentazione utile tramite condivisione di link che rimanda al sito istituzionale della società Stretto di Messina. La Corte dunque chiedeva già chiarimenti su come il Ministero e il Comitato abbiano ottenuto formalmente gli atti.

E quindi? Che facciamo? Limitiamoci a leggere quel che scrive il Patto per il Nord: Salvini si dimetta, l’82% di risorse nazionali su un ponte non prioritario. (Fra i fondatori del Patto per il Nord vi son Bossi, Pagliarini, Borghezio…)

Ponte non prioritario? Ma… come? E io, e noi, i selfie dove dovremmo andare a farli?

Ci dovremmo forse accontentare di quel che il buon Dio, original Pittore e magnifico Creatore, ha donato a quanti sono stati chiamati alla Vita in questa porzione di storia e d’umanità che abbraccia Reggio e Messina, la Calabria e la Sicilia?

Anche perché, se al compimento del sesto giorno Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona, e non proseguì nel crear null’altro, perché noi dovremmo forzar la mano?

Certo, qualcuno starà sbraitando, a quel tempo mica il Padreterno aveva creato l’ingegneria, e quindi i progetti, e quindi i ponti…

Ed è pur vero che al buon Dio sarà sfuggita, un pochettino, la mano nel dar vita a figuri che hanno il coraggio e la faccia di propinarci un obbrobrio simile.

Inutile.

Dannoso per quella poetica, suggestiva, magnifica bellezza che caratterizza l’incanto dello Stretto.

Che verrebbe deturpato da un ammasso di cemento e di ferro e di catrame.

E allora: evviva la Corte dei Conti!

E, soprattutto, speriamo che i governanti nostri, al mattino del ventinove d’ottobre, allorquando ci sarà l’attesa riunione collegiale, riescano finalmente ad ascoltar quella interiore vocina che, già da un pezzo, sussurra: siate artefici di un futuro concreto per l’italico popolo, date alle nuove generazioni la possibilità di realizzare i sogni nel fazzoletto di Terra che li ha visti nascere, date ai papà e alle mamme quella piccola serenità che sboccia dall’arrivare in condizioni dignitose a fine mese, date ai vecchi quel poco che a loro è dovuto. Sappiate parlare al popolo con chiarezza, non con incomprensibili tecnicismi che aumentano ansia, preoccupazione, che suggeriscono di nascondere sotto al mattone quella carta da venti euro rimasta nel portamonete. Lavorate a progetti di legge che risolvono i problemi reali delle genti dell’italico stivale, create le condizioni affinché finanziamenti e sovvenzioni giungano a tutti quei progetti che, oggettivamente, aggiungono qualità, visione vera, lungimiranza, all’imprenditoria, piccola e grande.

Siate governanti, non marionette in mano alla paura di non essere rieletti. (E rammentate che la follia del Ponte non vi regalerà pacchetti di voti: righerà, con lacrime amare, il volto di quanti, fors’anche elettori vostri, subiranno eventuali disumani espropri).  

Ricerca Avanzata

Cerca negli archivi per data, categoria e testo.

Torna in alto