Costruisci il tuo futuro nel cuore dello Stretto: perché scegliere Giurisprudenza alla Mediterranea
Scegliere il proprio percorso universitario significa fare una scommessa sul futuro. In un mondo del...

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Per due giorni la formazione del Conservatorio Statale di Musica “Fausto Torrefranca” di Vibo Valentia è uscita dalle aule approdando al mare. Presso il Lido Acqua Azzurra di Pizzo Calabro, il 7 e l’8 settembre, la masterclass “Body Water Music” ha trasformato l’acqua in materia di studio, spazio di ascolto e di pratica musicale, mettendola in relazione con body percussion, voce e musicoterapia.
A condurre la masterclass è stata Lara Gardin, musicoterapeuta e musicista, ideatrice del metodo Body Water Music. Laureata in Scienze Psicologiche dello Sviluppo e dell’Educazione all’Università degli Studi di Padova, ha studiato pianoforte e organo nei Conservatori di Castelfranco Veneto e Vicenza e ha successivamente approfondito la propria formazione nell’ambito della musicoterapia, con una particolare specializzazione nel periodo pre e post natale e prima infanzia. Referente e coordinatrice del progetto per il Conservatorio è stata la prof.ssa Paola Anselmi.
Al centro delle attività vi è stato un approccio che considera il corpo e l’acqua come primi strumenti musicali. Il metodo sviluppato dalla Gardin, infatti, integra i suoni prodotti nell’ambiente acquatico con la body percussion, la voce e l’impiego di strumenti e oggetti specifici, traendo origine anche dalla ricerca sulle pratiche delle donne delle Tribù dell’Acqua del Camerun.
Nelle due giornate i partecipanti hanno potuto sperimentare direttamente le possibilità ritmiche, timbriche e percettive dell’acqua. Non semplice scenario delle attività, dunque, ma elemento attivo della produzione musicale, un materiale da suonare, ascoltare e percepire attraverso il corpo. Pratiche guidate, improvvisazione e lavoro sulla relazione tra acqua, corpo e voce hanno alternato la sperimentazione diretta ai momenti di approfondimento teorico.
La masterclass ha offerto a musicisti, musicoterapeuti, educatori e studenti strumenti e metodologie applicabili in ambiti professionali differenti attraverso attività nelle quali si sono alternati momenti di approfondimento teorico alla sperimentazione diretta, con pratiche guidate, improvvisazione e lavoro sul rapporto tra acqua, corpo e voce.
“Body Water Music” si inserisce nel programma delle attività formative 2026 del Conservatorio Torrefranca, che affianca alla formazione accademica occasioni di approfondimento dedicate alla ricerca e alla sperimentazione. Un ambito sul quale l’Istituzione sta investendo anche attraverso lo sviluppo degli studi e delle attività legate alla musicoterapia, ampliando progressivamente le possibilità di formazione e specializzazione offerte agli studenti.
«Portare la formazione anche in contesti diversi da quelli abituali significa offrire ai nostri studenti la possibilità di confrontarsi con ambiti di ricerca e applicazione della musica sempre più ampi – sottolinea la vicedirettrice del Conservatorio, Chiara Macrì-. La solidità della preparazione accademica deve accompagnarsi alla capacità di conoscere linguaggi, metodologie e professionalità che stanno ampliando il campo di azione della musica. In questa direzione, la sperimentazione e il confronto con esperienze specialistiche rappresentano una parte importante del percorso che il Torrefranca sta costruendo».
