La RAI diffamò Oliverio: basteranno i soldi a restituirgli quel pezzo di vita trasformato in incubo?
Il diciassette di dicembre, si sa, è giornata, da sempre, alquanto particolare: a sette lunghezze...

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Si apre una lunga stagione elettorale per i cittadini calabresi e reggini. La Regione, Reggio, andranno presto al voto e sono già in movimento – per le due diverse competizioni – i fronti contrapposti. Tentiamo, però, un ragionamento ‘precedente’ lo scontro elettorale, un pensiero che può fondare il “presupposto etico” dell’impegno personale finalizzato al successo nelle urne.
Le Istituzioni democratiche hanno bisogno non solo del “numero” che legittima, con la vittoria, l’occupazione degli scranni ma anche del “valore” incarnato da chi – da candidato (“candidatus”, simbolo di purezza e candore) – si propone per intercettare il consenso libero dei propri pari.
E allora, concentriamoci su questo secondo momento, su un movimento – un proporsi all’altrui rappresentanza – che è carico di responsabilità.
È giusto, allora, proporre un doppio appello. Il primo e’ diretto ai possibili candidati: si facciano avanti le persone perbene, i lavoratori, chi è impegnato quotidianamente nella gestione e nella risoluzione dei problemi, di chi ha una visione della Calabria e di Reggio che trascende il proprio destino, gli interessi di famiglia o di consorteria. Questo passo avanti di “valore” serve a contrastare i soliti impegnati nell’affermazione del proprio potere, i professionisti non della “Politica” ma di un carrierismo assolutamente indipendente dall’interesse pubblico. Come distinguere gli uni dagli altri? I “candidati” di valore sono, in genere, gli esclusi dai sotterfugi di potere, i credenti in “altro” rispetto all’affermazione, anche violenta, dei gruppi organizzati per la conquista di ruoli e poltrone. Il ‘candidato’ vero è chi si offre all’apprezzamento, o meno, del cittadino libero e impegnato nel cimento di coscienza legato al voto di opinione.
Il finto “candidatus”, invece, è il livello terminale di una catena di interessi privati, scelto per rappresentare non la Calabria o Reggio ma i “grandi elettori” capaci di materializzare nelle urne un voto per nulla personale, libero e segreto ma familistico, estorto, calcolabile nell’oscena misurazione dell’altrui asservimento, dell’asservimento dei calabresi e dei reggini. E veniamo al secondo appello, diretto appunto agli elettori: nessuna promessa o auto-inganno vale la propria libertà, nessuna “offerta in cambio” vale l’eclissi di ogni speranza per la nostra terra, per i nostri figli. Scegliamo chi vale, chi resiste, chi opera, chi merita, chi salva, chi sogna, chi crede, chi sostiene, chi sa, chi migliora, chi lavora, chi non si piega, chi non ha timore, chi domanda e offre fiducia non per me o per te ma per Noi. Basta poco, pochissimo … basta la dignità, solo la dignità, basta un ragionamento pre-politico che, forse, e’ l’unico che conti davvero.
