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LA QUADRATURA

Terra, Cielo, Divini, Mortali

«Conservatori e progressisti hanno cullato un sogno irenico: la globalizzazione e la liberalizzazione dei capitali, dei beni, degli uomini». Massimo Giannini ha scritto, in un bell’articolo dal titolo Sull’onda nera nessuno è senza peccato apparso su «La Repubblica», che, dalla caduta del Muro di Berlino, il mondo si è adagiato sulla finanza, il mercato, l’economia; senz’alcun altra alternativa possibile a quella capitalistica. Noi, oggi, stiamo vivendo una quadratura di multiformi crisi: crisi, appunto, delle democrazie liberali, crisi dell’Occidente e della sua civiltà, crisi della globalizzazione, crisi assiologica del sistema dei valori, sotto forma di una specie di nichilismo generalizzato. Terra, Cielo, Divini e Mortali costituiscono il fondamento, per Martin Heidegger, di tutto quello che c’è. La Terra, dopo l’Antropocene, è in pericolo. Il Cielo, con una tecnologia disfrenata e, ormai, declinata, per lo più, in intelligenza artificiale, non esiste affatto per come era. «Il virtuale» aveva «sostituito il reale» già nel 1981, quando Jean Baudrillard pubblicò il suo saggio Simulacri e simulazioni. I Divini sono in caduta libera. E, infine: i Mortali hanno paura. Sì, perché la cifra del mondo contemporaneo, e Massimo Giannini lo ripete varie volte, è «l’insicurezza», un certo «malessere»; siamo tutti «impauriti e impoveriti». Quel «sogno irenico» che voleva ispirare concordia e armonia universali, si è trasformato in un incubo splatter fatto di femminicidi, assassini per caso, giustizieri della domenica… La quadratura che «il capitalismo esteso a tutto il mondo» (questa è la definizione di globalizzazione) era certo di poter offrire (e quindi il legame definitivo di tutti con tutti), è diventato il regno dei nazionalismi, dei sovranismi e dei populismi. Le connessioni tra i Mortali, inoltre, e dunque quel «legame definitivo»: non sono più state realizzate dalla socialità fra persone, ma da links, account, followers, interfacce, cloud e browser. A fronte di questa messa in opera di una mancata quadratura, che fare? Milan Kundera, da qualche parte, ha detto: «Globalizzazione vuol dire che non esistono vie di fuga». Perciò, occorre stare dentro, per forza, a questa scatoletta ogni giorno più piccola e serrata, fatta di una classe media evaporata, di una perdita di fiducia nel ceto politico e dell’ economic divide (il divario economico) tra i pochissimi che stanno bene e i moltissimi che non ce la fanno ad arrivare a fine mese. A tutto ciò si è aggiunto, in filosofia, il relativismo. Non solo, non ci sono più «vie di fuga» collettive, ma, ognuno di noi deve cercare la sua propria personale «via di fuga». E’ il Kaos! Da dove ripartire, allora? Nell’inno Patmos, il poeta Friedrich Hölderlin ha scritto: «Là dove cresce il pericolo, cresce anche ciò che salva». E, dunque, oggi che cosa sta crescendo? Io individuo un segno. I giovani. La cosiddetta Gen. Z ha già dimostrato, tanto per fare un solo esempio, nel Referendum sulla giustizia di marzo, di saper pensare con la propria testa. Al di là di irrilevanti considerazioni pro o contro questo governo (non è questo il punto), queste ragazze e questi ragazzi, cresciuti con lo smartphone e con Internet, hanno fatto vedere che posseggono, come diceva Edgar Morin, «una testa ben fatta». Non mi interessa il risultato, che allora, come si sa, fu in contrasto rispetto alla posizione del governo; mi interessa che queste ragazze e che questi ragazzi hanno dimostrato di saper pensare. Da costoro, secondo me, sta crescendo «ciò che salva».

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