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Mediterranea

LE SFIDE DELL’ AMBIENTE VISTE DA REGGIO CALABRIA

L’America brucia. Il bilancio è ormai impietoso, la portata incendiaria incontrollabile. Uno scenario manifestatosi in tutta la sua drammaticità nella mattina di mercoledì, quando la baia di San Francisco è stata coperta da una coltre di fumo così spessa da impedire l’irraggiamento solare, costringendo le autorità a ricorrere all’illuminazione stradale. Un evento surreale, visto solo nei film, che ha scosso l’intera popolazione.

Il fenomeno, favorito dal forte vento che sta alimentando i roghi in Oregon, nello stato di Washington e nella stessa California, sarebbe dipeso dalla grande massa di fumo salita a un’altitudine di più di dodici mila metri, in cui le temperature sono bassissime e l’aria è gelata, determinando la formazione di nuvole di cenere e ghiaccio.

Il cielo marziano, rievocante l’icona della capitale, il Golden Gate Bridge, non è l’unica tragica conseguenza dell’emergenza: la West Coast, dilaniata sotto l’aspetto ambientale, deve fare i conti anche con trenta morti, di cui venti solo in California, migliaia di abitazioni distrutte e decine di migliaia di persone costrette ad abbandonare le proprie città, interi boschi devastati.

Il governatore dem Gavin Newsom, stagliandosi in un panorama infernale, ha lanciato un ultimatum, ribadendo la necessità, non più ignorabile, di arginare gli effetti sortiti dal cambiamento climatico e dall’incremento delle temperature. L’esplosività degli incendi ha reso l’aria satura e irrespirabile, la meno salubre al mondo, come attestato dall’indice IQ Air. Lo spettro di un “disastro mortale di massa”, secondo quanto affermato da un funzionario dello stato dell’Oregon, ha dimostrato alla politica globale la preminenza della questione ambientale.

Una tematica che va affrontata in maniera sinergica, partendo dai territori locali, dalle singole aree metropolitane. Dal territorio discende infatti la possibilità decisionale delle grandi autorità, europee e mondiali.

La sensibilizzazione anche nel nostro territorio è in costante crescita grazie alle iniziative portate avanti e alla strategicità che il tema ambiente ha assunto nel piano amministrativo.

Da registrare in tal senso la campagna Adotta il verde, la quale dal 2015 ha permesso a un centinaio di attori dell’associazionismo e alle aziende virtuose, oltre a soggetti istituzionali quali l’Università Mediterranea di partecipare attivamente alla buona gestione del verde urbano presso il Lungomare Falcomatà e altre zone nevralgiche della città.

Una città dotata di un inestimabile patrimonio floristico di stampo tropicale e subtropicale, dalla maestosità degli esemplari di ficus magnolioide ultracentenari alle palme provenienti dalle Canarie, senza considerare la varietà e la rarità delle specie di piante che adornano la Villa comunale Umberto I.

Dal cosiddetto Tronchetto della felicità, endemico della Micronesia, alla Chorisia insignis, nota come albero antiscimmia, originaria del Perù, dalla Cycas revoluta nipponica, considerata un “fossile vivente”, il cui genotipo potrebbe contenere informazioni sull’ambiente biologico di quasi 200 milioni di anni fa, all’Acanto di classica memoria, le cui foglie sono scolpite nei capitelli corinzi.

La svolta ambientalista non si è limitata alla valorizzazione del patrimonio già radicato, ma si è concentrata anche sulle nuove forme di mobilità sostenibile.

Il servizio di bike sharing in ascesa al quale la città di Reggio ha aderito nel giugno del 2019, con stazioni dotate di biciclette elettriche, si è distinto nell’alveo del boom constatato pochi giorni fa dal rapporto dell’Osservatorio nazionale.

Uno studio condotto sulle 31 città pilota che dimostrano come i cittadini accolgano positivamente la sharing mobility, con una flotta complessiva giunta a 35 mila unità. Un modello mutuato al centro sud, Reggio in primis, con risultati incoraggianti anche nel post lockdown, ridisegnanti la strategia del trasporto pubblico.

Un trasporto rivoluzionato anche dalla proficua collaborazione tra ATAM e Città Metropolitana nell’ambito del noleggio delle vetture ecosostenibili. Il servizio, fruibile attraverso un’applicazione per smartphone dall’ottobre del 2019 è adesso attivo in tutta la rete extraurbana con 21 automobili.

Mobilità sostenibile è sinonimo di infrastruttura green, al centro del fervente dibattito tenutosi presso la suggestiva cornice di Ecolandia il mese scorso.

Un’occasione per ribadire le opportunità di rigenerazione urbana, a partire dall’ultimazione dei lavori del Parco Lineare Sud e del Waterfront, il progetto di prolungamento della promenade fino al porto.

Una riqualificazione che interessa anche i quartieri grazie all’inaugurazione di piazze con aree verdi ludico-ricreative, realizzate col programma “Quindici agorà per quindici quartieri”.

L’attenzione per l’ambiente si riflette anche sulla vivibilità di una città.

Per questo, per raggiungere definitivamente quel Green New Deal avallato dall’Unione Europea, è doveroso continuare a perseguire la transizione ecologista, partendo dal territorio e dalle potenzialità di esso, per il bene comunitario, per tutelare le nuove generazioni.

Partendo da noi.

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