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L’ULTIMO LIBRO DI ROCCO FAMILIARI: UN CAPOLAVORO DA POSSEDERE E FAR SCOPRIRE

Chiedo venia, caro lettore!

In codesta circostanza non posso non scrivere in prima persona: non posso non farti conoscere sentimenti ed emozioni che sbucano nell’animo mio a mano a mano che divoro Il caso Horcynus. Scritti su Stefano D’Arrigo 1975-2025 che Rocco Familiari, l’autore, e Città del Sole Edizioni hanno mandato in libreria qualche settimana fa.

Ma… procediamo con ordine. Anzitutto: chi è codesto Stefano D’Arrigo, citato nel sottotitolo? Scrittore, poeta, critico d’arte, Stefano D’Arrigo nasce ad Alì Terme, piccolo borgo di pescatori affacciato sul versante ionico dello Stretto di Messina, il 15 ottobre 1919. Si spegnerà improvvisamente a Roma, il 2 maggio 1992, nel suo unico luogo, l’appartamento di via dell’Assietta, dove, come sempre, si trovava solo con la moglie Jutta e le sue carte.

La fama di D’Arrigo, amico, per esempio, di Ennio Flaiano e Renato Guttuso, esploderà con la pubblicazione, il 25 febbraio 1975 e con Mondadori, preceduto da una fama ormai leggendaria e da un inedito battage pubblicitario, Horcynus Horca, nella mole imponente di 1257 pagine. La stesura del romanzo era stata intrapresa dal D’Arrigo nel 1956…

A proposito di Horcynus Horca, sull’enciclopedia Treccani leggiamo… oltre al portato sperimentale e alla novità linguistica, in Horcynus Orca si trova un impianto concettuale possente che, a parte ogni plausibile varietà di consenso, assomma molto di ciò che ancora non esisteva nel panorama letterario italiano: un «libro-mondo», un grande romanzo del mare, e un denso nucleo di significati.

Rocco Familiari, invece, l’autore del libro che stringo gelosamente fra le mani mie, è scrittore, drammaturgo, saggista, critico letterario e d’arte. Direttore del Teatro Struttura di Messina (1973-79), fondatore (1976) del Festival internazionale del teatro di Taormina, è drammaturgo rappresentato da registi del calibro di Trionfo, Zanussi, Nanni, Missiroli, e interpretato da attori come Giordana, Vallone, Pani, Quattrini, Lo Verso, Kustermann, Bucci. È romanziere e nel 2024, con Studium, pubblica il saggio Un drammaturgo-papa: sul teatro di Karol Wojtyla, affascinante volume che indaga sui testi teatrali del grande e santo Papa Giovanni Paolo II.

Stefano D’Arrigo e Rocco Familiari sono amici. Lo diventano nel 1962.

E Il caso Horcynus. Scritti su Stefano D’Arrigo 1975-2025 che Città del Sole Edizioni pubblica è libro prezioso, singolare, avvincente, che t’acchiappa, ti perseguita, t’incuriosisce, s’insinua nella tua quotidianità fin quando non l’hai portato a compimento, suscitando, poi, nell’animo tuo, il desiderio dell’approfondimento, ora relativamente a quel testo citato, ora riguardo del personaggio, di cui magari conosci qualche notiziola, ora però desideri sapere un po’ tutto, di lui, della produzione sua. Rocco Familari, insomma, analizza D’Arrigo, racconto il tempo in cui D’Arrigo scrive e pubblica, svela l’amicizia loro, pone sotto al naso del lettore lettere, biglietti, frasi intime, sconosciute ma essenziali per la crescita, umana, culturale e spirituale di chiunque. Lo fa, Familiari, con maestrìa narrativa: ecco perché il lettore resta aggrappato al libro, deve saper tutto, scoprir tutto, carpire ogni emozione che viaggiava su quel cuore a cuore che fu l’amicizia fra D’Arrigo e Familiari.

Il caso Horcynus. Scritti su Stefano D’Arrigo 1975-2025 è l’ennesima intuizione editoriale di Franco Arcidiaco e Antonella Cuzzocrea, anime di Città del Sole, la casa editrice che, fra le tante voglie, ha quella di dar voce alle storie intriganti ma rimaste sconosciute. Rocco Familiari raccoglie in questo volume gli articoli e gli interventi che in varie sedi e a vario titolo ho scritto su Stefano D’Arrigo in un arco temporale che va dal 1975, l’anno cioè in cui finalmente uscì il suo capolavoro (dopo una leggendaria correzione di bozze durata quasi sedici anni) fino a oggi. Cinquant’anni esatti di “fedeltà” al grande scrittore e al caro amico. I testi sono in ordine cronologico salvo il contributo che, nel 2015, mi è stato chiesto per il seminario dedicato allo scrittore, organizzato dall’università di Messina, nel quale avevo ricostruito il nostro sodalizio intellettuale e il rapporto di amicizia. Ho ritenuto perciò, dato il suo carattere in qualche modo “riassuntivo”, di premetterlo agli altri scritti. Poiché questi, peraltro, sono stati composti in occasioni e tempi diversi, è inevitabile che vi siano delle ripetizioni. Ho voluto però lasciarle ugualmente, dato che il libro è, sì, una raccolta di scritti su D’Arrigo, ma anche la testimonianza, ripeto, di una relazione personale, e dell’attenzione all’opera dello scrittore siciliano, proseguita anche dopo la sua scomparsa.

Il caso Horcynus. Scritti su Stefano D’Arrigo 1975-2025 è pregiata testimonianza, annota Dario Tomasello nella prefazione, di una civiltà della conversazione, ancora inventiva e felice, come quel naufragio infinito, destinato ai fortunali dell’opera-mondo oceanica.

Il caso Horcynus. Scritti su Stefano D’Arrigo 1975-2025 è scambio epistolare (e ci riporta pure al tempo del telegramma, delle cartoline…), è analisi letteraria, è provocazione umana e artistica, è un racconto di racconti, idee, fatti, volti, delusioni, sofferenze, speranze, opportunità.

Il caso Horcynus. Scritti su Stefano D’Arrigo 1975-2025 è il libro che non può mancare nella personal biblioteca di coloro che, come Fernando Pessoa, ritengono che la letteratura, come tutta l’arte, è la confessione che la vita non basta.

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