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MATTEO RENZI E’ FIGLIO UNICO

L’evangelista Luca (versetti 2. 14) proclama: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli, e pace in terra agli uomini di buona volontà». Stefano Folli, nel suo bell’editoriale dal titolo La via stretta di Renzi nel campo largo, apparso sul quotidiano «La Repubblica», sorvola sull’osanna, al livello dell’Universo, nei riguardi del creatore di tutte le cose, e attribuisce la qualifica di «uomo di buona volontà» al leader di Iv Matteo Renzi. Il ceto medio, i moderati, i centristi avrebbero, dunque, trovato la loro «pace in terra» nell’essere rappresentati da un partito che secondo i sondaggi, oggi, si trova sotto la soglia del 3%. … La questione politica, però, è un’altra. Renzi, in quanto uomo di «buona volontà», ce la sta mettendo davvero tutta a cercare di contrastare questo governo della destra-destra. E lo sta facendo bene. Per quanto riguarda l’ipotesi di un «campo largo», da «allargare» fino a Italia Viva, Matteo Renzi si fa forte di una stima politica, peraltro ricambiata, con la segretaria del Pd Elly Schlein. Certo, i problemi non mancano. Dopo la decisione, che sa tanto di autodafe, di Carlo Calenda di correre da solo, alla John Rambo, contro tutto e tutti, come giustamente osserva ancora Folli, rimane il fatto che una certa parte del Pd non ama affatto Renzi, Giuseppe Conte, per ovvi motivi, non è da meno, e ad Avs non può che risultare abbastanza stonato. Il prisma concettuale, qui in gioco, ha, perciò, due facce. C’è da considerare il lato rivolto alla «pace in terra» ricercata dai moderati italiani che si sono visti restituire l’appartenenza a una classe sociale «evaporata in una nuvola rossa», come cantava Fabrizio De Andrè. Dove il colore «rosso» simboleggia quella proletarizzazione del ceto medio che non è un fenomeno, del resto, soltanto italiano. L’altro lato riguarda, appunto, il futuro del «campo largo», che ha bisogno del voto moderati tanto quanto di quello degli «estremisti» di Allenza Verdi-Sinistra. Nel mezzo, ci sta la «buona volontà» di Matteo Renzi, il quale dovrebbe riuscire a conciliare i timori dei centristi rispetto a un connubio troppo stretto con le forze radicali, e cercare di ricucire gli strappi con le altre componenti del «campo largo», prima fra tutte quella con il leader del Movimento Cinque Stelle. Per il filosofo Immanuel Kant, la «volontà buona» non è nient’altro che la «buona volontà»; l’intenzione di agire in funzione solamente di quella «legge morale» che, a differenza del notorio «cielo di stelle», si trova «dentro di me». Matteo Renzi, dunque, ascoltando il senso del dovere nonché la voce dell’imperativo categorico, dovrebbe cercare non solo di ricucire gli strappi ma anche, più in globalmente, tessere la tela (per Platone, la politica, giova ricordarlo, era «l’arte del tessitore») di una presenza moderata nella strategia del centrosinistra, oggi più necessaria che mai. I moderati si trovano esattamente, oggi, nella situazione descritta da Rino Gaetano nella canzone Mio fratello è figlio unico. Pur avendo un «fratello», Mario, è «figlio unico» perché è «sfruttato, represso, calpestato, odiato». Il «campo largo» non solo avrebbe, oggi, bisogno della «buona volontà» di tutti ma anche, e soprattutto, della «pace in terra».

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