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Mediterranea

Per CABINA ELETTORALE: Elisabetta Santoianni

In occasione delle Elezioni  Regionali  del 5 e 6 Ottobre 2025   per il  Presidente della Giunta e per il Consiglio  regionale   della  Calabria, CalabriaPost ha  attivato una nuova rubrica che si chiama: CABINA ELETTORALE,  che permette  ai candidati  dei vari schieramenti,  nelle  consultazioni elettorali in corso e future,  di poter  esprimere  le loro opinioni  e i loro programmi. Per  il ristretto  tempo  a disposizione abbiamo potuto  ospitare  alcuni  candidati scelti in maniera casuale e abbiamo  cercato di rispettare la distribuzione territoriale.

Ringraziamo la dott.ssa   Elisabetta Santoianni  per  la disponibilità a rispondere alle nostre domande in un momento così importante  della campagna elettorale, iniziamo subito con una premessa: Dal punto di vista sociologico, la Calabria è caratterizzata da un profondo divario socio-economico con il resto d’Italia, con il 77% della popolazione che guadagna meno della media nazionale, il che porta a fenomeni di spopolamento, precarietà lavorativa e migrazione. L’economia regionale, fortemente dipendente dal settore pubblico, soffre di carenza di imprese private e di un sistema produttivo poco sviluppato. La dimensione sociale della regione è anche segnata da una forte identità territoriale, legata alla sua conformazione geografica montuosa e costiera, e dalla presenza di tradizioni culturali e folcloristiche molto radicate. 

CalabriaPost: In un ampio contesto di interventi,  secondo i punti sottoriportati,  quali sono per la Calabria i punti più cogenti, e qual’e’ la Sua  ipotesi  di intervento?

Santoianni: La Calabria ha già avviato un percorso di cambiamento che va consolidato e accelerato. Le aree interne restano il banco di prova principale: territori che custodiscono la nostra identità e che, grazie agli investimenti avviati, stanno tornando al centro dell’agenda regionale. Rafforzare i servizi scolastici e sanitari di prossimità, potenziare la digitalizzazione e sostenere l’imprenditorialità giovanile e femminile significa rendere questi luoghi attrattivi e vitali, contrastando lo spopolamento. Allo stesso tempo, turismo e agroalimentare possono diventare i due motori di una crescita diffusa. Il turismo lento e rurale, legato ai cammini, ai parchi e agli agriturismi, trova forza proprio nelle produzioni tipiche che caratterizzano ogni territorio. Mettere in rete paesaggi, ospitalità e filiere di qualità significa costruire un modello capace di generare valore economico e nuove opportunità occupazionali nei borghi. Proseguire lungo la strada tracciata dalla Giunta Occhiuto e dall’Assessorato Gallo significa rafforzare una visione che mette insieme competitività, coesione territoriale e tutela delle comunità. È in questa continuità che il cambiamento può trasformarsi in crescita duratura.

CalabriaPost:  Spopolamento. La carenza di opportunità lavorative e la povertà hanno contribuito a fenomeni di migrazione, sia interna che internazionale, che hanno portato a un consistente spopolamento di alcune aree.  Qual’ è la sua idea di visione e cambiamento?

Santoianni: Lo spopolamento è una ferita profonda che negli anni ha svuotato la Calabria, indebolendo i paesi e costringendo intere generazioni di giovani a partire. Politiche sbagliate e scelte assistenzialistiche hanno condannato tanti ragazzi all’inattività, finanziando la rassegnazione invece che le opportunità.

Girando per la nostra provincia ho incontrato molti giovani che nelle aree interne stanno cominciando una loro attività. Penso a un ragazzo che ha creato una start-up per la digitalizzazione delle imprese a San Basile, o a due ragazze di Altomonte che hanno deciso di mandare avanti, innovando, il mulino di famiglia. Storie che hanno bisogno di essere supportate nel loro sviluppo con incentivi e defiscalizzazioni.

Non abbiamo bisogno di “redditi di dignità” irrealizzabili, ma di politiche attive che incentivino il lavoro nei borghi e nelle aree interne, ad esempio quelle che favoriscono il south working e un reddito di merito, come ha indicato il presidente Occhiuto per premiare chi studia e costruisce il proprio avvenire nella nostra Regione. Perché la dignità delle persone non si restituisce con un sussidio, ma con la possibilità di crescere, lavorare e costruire qui la propria vita. Solo così la Calabria potrà invertire la rotta e convincere a restare energie e talenti invece di perderli. Questa è la strada per fermare lo spopolamento e restituire orgoglio e prospettive alla Calabria e ai calabresi.

CalabriaPost: Cultura e Identità Forti Tradizioni e Rischio Assuefazione 

La Calabria possiede un’eredità culturale ricca, con una forte identità legata al territorio e alla sua essenza mediterranea. Una  società  senza tradizioni  rischia di scomparire. Ma  secondo Lei  esiste il  pericolo di una distrazione di massa in quanto
spesso  si ha l’impressione  che  tali esternazioni  siano fatte  per mantenere  alta l’attenzione dei luoghi   per il solo periodo  vacanziero, e poi  spente le luci della ribalta (Luglio-Agosto) si rimane sempre, scusi  l’espressione,   con il cerino in mano.
Secondo Lei una maggiore  cura verso i Calabresi  residenti, giovani, famiglie, anziani, disabili è ancora possibile;  anche per  rimuovere la RASSEGNAZIONE COLLETTIVA,  disarmante?

Santoianni:  Sono nata e cresciuta a Lungro, comunità arbëreshë che da secoli custodisce lingua, tradizioni e cultura, patrimonio prezioso non solo per il turismo ma per l’identità stessa del nostro territorio.

So bene che la strada per superare la rassegnazione collettiva è ancora lunga, ma da calabrese che ha costruito qui la propria carriera professionale posso dire che non siamo più con il cerino in mano.

Il percorso di valorizzazione delle aree interne in questi ultimi anni va nella direzione giusta. Penso ai 36 milioni destinati a tre aree strategiche – l’Alto Ionio Cosentino, il versante tirrenico dell’Aspromonte e l’Alto Tirreno–Pollino – con investimenti fino a 12 milioni ciascuna, ai bandi per i comuni montani che hanno permesso a tanti piccoli borghi di accedere a finanziamenti fino a 100 mila euro.

Sono segnali di un percorso che restituisce fiducia ai calabresi. Una politica del fare che dobbiamo continuare e rafforzare, perché la Calabria non può permettersi di disperdere questa opportunità.

CalabriaPost: Criticità e Sfide, Fragilità Economica: 

Il sistema economico calabrese è debole, con un settore terziario dominante, un’industria poco trasformativa, una  agricoltura  che non domina i mercati, forse  è una  nostra  impressione ma vediamo che le relazioni sociali ovvero un agire  per collaborazione  è ampiamente  sostituito  da una  competizione  eccessiva che non

permette  di far emergere  i nostri prodotti specialmente quelli  della filiera agroalimentare.  Quali proposte ha nel cassetto? 

Santoianni: Il quadro che lei descrive coglie alcune difficoltà storiche del nostro sistema economico, ma credo sia giusto evidenziare anche i progressi compiuti negli ultimi anni. Dal 2021 al 2024 l’export delle merci calabresi è cresciuto di oltre il 70%, con l’agroalimentare che ha trainato questa crescita con incrementi annuali a doppia cifra. Grazie alla Giunta Occhiuto e all’impegno dell’Assessore Gianluca Gallo molte aziende agricole hanno già beneficiato di alcuni interventi importanti come il bando regionale da 5,5 milioni per l’internazionalizzazione e l’accordo con SIMEST, che offre credito agevolato e assistenza tecnica per affrontare i mercati esteri. A ciò si aggiunge la campagna Calabria Straordinaria, che ha reso più visibile e riconoscibile la qualità delle nostre produzioni. La sfida per il futuro è accompagnare sempre più aziende sui mercati internazionali, sostenendole con fiere, missioni economiche e digitalizzazione, in linea con un commercio che ha bisogno di esplorare nuovi mercati. Perché spesso la vera proposta non è ripartire ogni volta da zero, ma consolidare e rafforzare quanto già avviato: è questa la scelta politica che ha dato una speranza di competitività al nostro agroalimentare e orgoglio ai nostri territori.

CalabriaPost:  Immigrazione vs  Emigrazione: 

La spinta verso la emigrazione dei giovani, sia interna che verso l’estero, è un fenomeno sociale importante, sicuramente  dovuto a scarsa propensione ad intervenire  sugli stipendi e/o buste paga, come si dice in un tessuto industriale, Quale è la sua visione, anche utopica, per esempio sull’uso intensivo delle nuove tecnologie in tutti i settori dall’agricoltura, alla scuola, alla sanità, ai trasporti per  ridurre  lo spettro  della mancanza di prospettive economiche?

Santoianni: Il superamento del digital divide è un passaggio imprescindibile per ridurre la marginalità delle aree interne e offrire nuove prospettive economiche a chi sceglie di restare. La tecnologia è ormai parte integrante dello sviluppo di tutti i settori, compresa l’agricoltura: dalla meccanizzazione intelligente alla gestione digitale dei dati con sensori e droni, fino all’irrigazione di precisione e alla tracciabilità con blockchain. Ogni passaggio riduce sprechi, aumenta la produttività e rende il sistema agricolo più sostenibile. In questi giorni ho incontrato molti giovani laureati in discipline STEM, che vedono nel settore primario un campo ideale per mettere a frutto le proprie competenze. Per questo, sostenuti dalle semplificazioni introdotte negli ultimi anni, dobbiamo promuovere nuovi bandi dedicati all’innovazione e alla meccanizzazione, come annunciato dall’Assessore Gianluca Gallo, in grado di accogliere queste professionalità altamente specializzate. Per fare sì che tutto questo non sia utopia significa stare a fianco di chi crede che la Calabria possa essere il posto dove le idee migliori prendono forma. Con il coraggio della buona politica, sono sicura che i nostri ragazzi non cercheranno altrove quello che possono realizzare qui.

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