IL CONTEST LETTERARIO “Il MaR fra mezzo” PROCLAMA I VINCITORI
Agata De Luca e Daniela Scuncia Sono pubblici gli esiti del Contest per racconti brevi...

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Re Pipuzzu e il coraggio mancato nel melologo di Dario De Luca e Gianfranco De Franco per il Globo Teatro Festival.
Quando cade il barattolo del coraggio le conseguenze potrebbero essere rovinose: “Re Pipuzzu fattu a manu” lo spettacolo di Dario De Luca tratto dalle fiabe calabresi “Re Pepe e il vento magico” del fine novelliere Letterio Di Francia, ha stregato il vasto pubblico del Globo Teatro Festival, in un Parco Ecolandia magico e incantato. Sopra un’altalena di emozioni contrastanti, la costruzione di De Luca, supportato in scena dal musicista Gianfranco De Franco, riesce a srotolare un filo narrativo che parte dalla Calabria, ma mostra risonanze orientali da Mille e una notte, tratteggi nordeuropei derivati dai Fratelli Grimm e da Andersen ed echi rituali della Magna Grecia. Sempre in bilico tra il sogno e la realtà, De Luca si pone di fronte il pubblico da narratore ancestrale e come tale dosa umorismo e tensione, pause e ritmo, realizzando una perfetta simmetria con le grammature che la reginotta, vera protagonista del racconto, usa per creare il suo principe. Una figura femminile senza tempo, attuale e determinata a non cedere alle richieste del padre che, con profondo pudore, le propone un ventaglio di mariti. La reginotta li rifiuta, tuttavia si mette all’opera per fabbricarsene uno su misura impegnando ben sei mesi impastando passione, fedeltà, intelligenza e altre doti ancora. Ma quel coraggio da unire agli ingredienti che le cade dalle mani e che andrà perduto farà la differenza, così Re Pipuzzu non saprà, senza le gesta intrepide e sagaci della moglie, realizzarsi completamente. La fiaba si complica quando un colpo di vento glielo porterà via e la ragazza deciderà, ancora una volta, di non subire gli eventi ma esserne protagonista.
Mentre Gianfranco De Franco narra la storia con una sonorizzazione fatta di strumenti che esprimono un linguaggio primitivo e, allo stesso tempo, contemporaneo grazie a un’armonica contaminazione tra elettronica e fiati, un magistrale De Luca procede nella riscrittura e la messa in scena con un’apertura imprevista che non pretende di accompagnare lo spettatore verso risposte lineari, viceversa propone strade in grado di far immergere ognuno dei presenti in un viaggio onirico in cui l’ignoto è il co-protagonista di un mondo fuligginoso e affascinante. La vicenda, dunque, non si presenta già decisa come potrebbe apparire, anzi: si apre tra possibilità e inganni da affrontare, ma con leggerezza d’animo e, soprattutto, senza mai tralasciare la passione. Uno spettacolo che prende lo spettatore per mano e lo accompagna verso una dimensione fiabesca sempre in bilico tra il riconoscibile e l’immaginario.
