Il Partigiano calabrese nella Resistenza: Sebastiano Giampaolo, nome di battaglia “Fiore”
La libertà – sosteneva Ignazio Silone – è la possibilità di dubitare, la possibilità di sbagliare, la...

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Sabato 26 marzo presso il Foyer del Teatro Comunale Francesco Cilea di Reggio Calabria, si è tenuta una interessante conferenza dal titolo “Il Teatro in Calabria: bilanci e prospettive”.
L’evento, organizzato dall’ “Associazione Calabria dietro le quinte ASP”, giunta al suo undicesimo anno di attività, ha visto la partecipazione di personalità di spicco del mondo culturale e teatrale calabrese e si inserisce a pieno titolo nella programmazione del Famag, Festival delle arti della Magna Grecia. Una rassegna importante e ricca di straordinari contenuti, che tra programmazione di spettacoli nazionali per ogni età, di masterclass con artisti di calibro e di momenti di discussione aperti alla cittadinanza, ha come obiettivo quello di offrire spunti di approfondimento e di dibattito, sulle tematiche dell’arte e della cultura, in una città che fu una delle più importanti colonie della Magna Grecia.
Presenti all’incontro l’Assessore alla cultura Irene Calabrò, il Consigliere delegato alla cultura della Città Metropolitana Filippo Quartuccio, l’attore Gigi Miseferi, direttore artistico del FAMAG, Carlo Fanelli docente di Discipline dello Spettacolo presso la facoltà Dams dell’UNICAL, e gli attori e registi Teresa Timpano di Scena Nuda e Gaetano Tramontana di Spazio Teatro. A moderare gli interventi Raffaella Imbrìaco, di “Calabria dietro le quinte”, che dopo aver portato ai presenti i saluti del presidente dell’Associazione Giuseppe Mazzacuva, ha dato avvio alla discussione.
Sin dai primi interventi della serata, si è colto il senso dell’iniziativa, finalizzata a fare il punto sulla situazione attuale della cultura e dell’arte nella città di Reggio e sugli aspetti eminentemente economici della ripartizione dei fondi del FUS, fondo unico per lo spettacolo previsto dalla legge 30 aprile 12985, n.163. Emerge dalle parole degli amministratori, la volontà di implementare il settore e di realizzare politiche attive a favore di un comparto che ha fortemente sofferto, ancor prima della pandemia, di una mancanza di fondi necessari per realizzare i progetti culturali in cantiere. Una decisa volontà di attenzionare il settore e di impegnarsi a favore di un ambito prezioso per la comunità come il teatro è emersa da tutti gli interventi.
Il contributo dell’attore Gigi Miseferi si è incentrato prettamente sulla necessità di educare le nuove generazioni alla cultura del teatro, partendo dai più piccoli. Il teatro è certamente un veicolo fondamentale nella trasmissione dei valori universali dell’arte e della bellezza ed è dunque necessario fornire ai giovani gli strumenti per la comprensione dei testi e delle opere che arricchiscono l’animo umano. Una delle proposte emerse dalla discussione ad opera di Miseferi, è stata quella di rendere fruibile l’imponente “Cilea”, ricostruito dopo il terremoto del 1908 su progetto degli ingegneri De Simone e Laviny, per realizzare visite guidate. Un tour per ammirare l’architettura del teatro anche in assenza degli spettacoli. Così come si fa per una cattedrale o un’opera d’arte, sarebbe bello poter immergersi nel silenzio, e respirare lo spirito che permea di sacralità questo bellissimo luogo di cultura. Sulla stessa lunghezza d’onda anche gli interventi di Teresa Timpano e di Gaetano Tramontana, due professionisti del mondo culturale reggino, che da anni si prodigano sul territorio per portare avanti interessanti progetti culturali. Condivisibile ed attuale la prospettiva evidenziata da Teresa Timpano, che crede nella necessità di professionalizzare sempre di più le figure di chi opera nell’ambito teatrale, attraverso l’acquisizione di competenze manageriali ed imprenditoriali che consentano di interloquire con realtà nazionali ed internazionali del settore. Dello stesso avviso Gaetano Tramontana che ha puntato il dito sulla mancanza di spazi adeguati, di teatri fruibili, sulla riqualificazione delle periferie per attirare i giovani, ma essenzialmente sulla necessità che le nuove generazioni si innamorino della bellezza e dell’arte.
Molto interessante l’intervento di Carlo Fanelli, insigne docente del Dams di Cosenza, che ha intessuto una discussione sul valore della cultura classica, fondamentale per comprendere la realtà di ogni epoca, e nello specifico di quella contemporanea. Ma nel suo intervento non sono mancati elementi di criticità relativamente alle scelte culturali delle compagnie teatrali, che puntano spesso su rappresentazioni leggere e di intrattenimento. Il discorso ha assunto anche connotazioni economiche nel momento in cui si è parlato dell’indotto e delle maestranze teatrali che spesso non si riescono a reperire sul territorio. Anche in questo caso occorrerebbe creare nella nostra regione delle scuole di specializzazione per chi è interessato a lavorare nel ramo tecnico di uno spettacolo. Si tratta di scelte politiche che potrebbero avere una ripercussione sul piano occupazionale e sarebbero finalizzate inoltre, a dare slancio ad un settore come quello delle arti teatrali e cinematografiche, che purtroppo non sono mai decollate in Calabria.
Considerata la tematica pregnante, gli elementi propositivi scaturiti dalla discussione, la presenza di un pubblico attento e partecipativo, l’iniziativa promossa da “Calabria dietro le quinte” si può ritenere conclusa con successo, rappresentando un unicum ed un primo importante tassello di un percorso rivolto alla valorizzazione della cultura teatrale calabrese.
