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TRE LETTERE DI VINCENZINA VANZETTI A PIA ZANOLLI

A cinquant’anni da Sacco e Vanzetti di Giuliano Montaldo.

Tre lettere di Vincenzina Vanzetti a Pia Zanolli.

Le tre lettere che pubblichiamo in questa nota fanno parte di un compendio di quattordici provenienti da Vincenzina Vanzetti (Villafalletto 1903-Cuneo 1994), sorella di Bartolomeo Vanzetti (Villafalletto 1888-Boston 1927); destinataria (di lettere, cartoline, biglietti augurali in occasione delle feste) era stata Pia Zanolli: nata a Belluno nel 1896, moglie di Bruno Misefari, e morta nel 1981 a Roma.

Le lettere sono finite nel «Fondo Bruno Misefari», inventario on-line, costituito presso la Fondazione “Lelio e Lisli Basso” con i documenti accumulati da Pia Zanolli nel corso della sua vita, e collocate nella «Serie 2. Altri corrispondenti Busta 5 n. 6, Vincenzina Vanzetti a Pia Zanolli».  

Fra le lettere in questione è finita una cartolina illustrata proveniente da Ponza, spedita il 1° aprile 1968 e raffigurante il «Porto borbonico e Corso Carlo Pisacane» che l’inventario, pagina 14, attribuisce a Vincenzina Vanzetti. Il mittente, e primo firmatario, in realtà è Alfonso Failla (Siracusa 1906 – Carrara 1986), anarchico impenitente che passò una decina di anni al confino tra Ventotene e, probabilmente, anche a Ponza; a Ponza soggiornò, e vi venne anche carcerato dall’otto giugno al 10 agosto 1932, Bruno Misefari.

Le lettere del compendio coprono l’arco di tempo che va dal 15.12.1965 al 25.04.1973; quelle qui pubblicate furono spedite a inizio di marzo e a inizio di aprile 1971, l’ultima è un biglietto del 15 dicembre 1971.

Argomento predominante delle missive è il film Sacco e Vanzetti di Giuliano Montando, musiche di Ennio Morricone e Joan Baez cui si deve il testo e la voce della canzone finale Here’s to you, Nicola and Bart: protagonisti Gian Maria Volonté e Riccardo Cucciolla nelle vesti dei due anarchici condannati a morte ingiustamente.

I ruoli femminili più rilevanti furono quelli di Rosa Sacco, moglie di Nicola, affidata a Rosanna Fratello, e quello di Luisa Vanzetti, sorella di Bartolomeo, affidato ad Armenia Balducci.

Vincenzina Vanzetti, dunque, racconta del mancato incontro con Rossana Fratello al Festival di San Remo e di cosa la stessa le aveva fatto riferire dalla sua segretaria.

La Fratello era al suo secondo anno di partecipazione alla kermesse; l’anno precedente, 1970, era stata esclusa dalla finale ed anche nel 1971 successe la stessa cosa. Per la carriera dell’attrice il film di Montaldo fu veramente un punto di svolta. Al Festival di Cannes dell’anno successivo vinse il Nastro d’argento come migliore attrice non protagonista.

La prima missiva si chiude con «Se hai l’occasione ricordami all’avv. Conci e a Reggiani».

Il primo, avvocato di fama internazionale e docente universitario di diritto penale, aveva studio in via Flaminia a Roma, a cento metri dall’abitazione di Pia Zanolli; negli anni precedenti aveva presieduto un comitato per l’erezione a Palizzi (RC) di un monumento a Bruno Misefari (rimando per questo aspetto al mio libro L’invenzione del ribelle, Reggio Calabria, Città del Sole edizioni, 2020, pp. 221-223).

Pino Reggiani, nato a Forlì 1937, è pittore di orientamento realista che tra il 1968 e il 1970 aveva realizzato una serie di opere dedicate a figure storiche di primo piano e, tra esse, anche a Sacco e Vanzetti.

Nulla da dire sulle due altre lettere.

 

San Remo 6.3.71

Cara Pia,

a San Remo ho ricevuto nei giorni scorsi la tua cartolina. Il 26 (venerdì del Festival) ho cercato la signorina Fratello, l’ho rintracciata all’ “Hotel degli inglesi” (beata lei), ma non ho potuto parlarle perché occupatissima (giornalisti, fotografi, impresari ecc.), avrei dovuto attendere chissà quanto, in un ambiente che francamente non è proprio il mio. Dalla sua segretaria mi ha però fatto dire, anzi assicurato, che in prima visione, il film, verrà proiettato a Milano il 23 corrente e che della proiezione a Cannes lei non sapeva, non ne era informata. Ora, a parte il fatto che non conosco tale data, c’è pure il fatto della mia salute che difficilmente mi permetterà di intraprendere un viaggio e di sopportare una forte emozione. Sono in cura, come già sai per il mio cuore (miocardiosclerosi) e per artrosi diffusa (il medico curante mi disse che scricchiolo tutta). Spero sia una esagerazione. Soffrire soffro molto, malgrado dall’apparenza non appaia. Mancare a questa ennesima e sia pure penosa prova, mi addolora. Mi farò forza e lo vedrò sugli schermi di qualche città più vicina. Tornerò a Cuneo dopo il venti e so che i film arriveranno prestissimo. Apprendo con piacere che il signor Reggiani possa esporre i suoi quadri nell’atrio del cinema. Gliene sono molto grata. Ti spero bene e in gamba e da te sentirò l’esito e l’eco della produzione. Se hai l’occasione ricordami all’avv. Conci e a Reggiani. Un caro abbraccio.

Vincenzina

 

Cuneo 8.4.71

Mia carissima Pia,

Grazie, grazie di tutto. La tua partecipazione alla mia pena mi dà conforto e speranza.

Il tuo entusiasmo è così grande che mi travolge e mi fa con te sperare. Quante alternative di speranza e di delusione. Ora però sento che qualcosa si è risvegliato e che la produzione di questo film, che non ho potuto vedere, perché per me sarebbe stato il crollo, sta scuotendo l’opinione pubblica che entusiasticamente, anche a Torino, applaude durante la produzione(?). Le figure dei nostri due Martiri si ergono gigantesche nella loro purezza a monito di chi volutamente li ha condannati innocenti. Io ho già tanto sofferto e con me tutti i miei cari che sovente mi sorprende la ribellione, io così mite, e mi viene di odiare i responsabili che, ostinatamente, hanno sempre respinto di riparare moralmente il male fatto.

Perdonami, cara Pia, questo sfogo. Ti sento vicina e parlo con come ad una sorella. Tu mi darai coraggio vero?

Non sono sola, ho vicina, non solo di casa ma anche col cuore, una mia cara cugina, e poi a Torino i miei che mi vogliono bene, e tanti, tanti cari amici.
il mio affetto con un forte abbraccio,

tua Vincenzina

 

San Remo, 15.12.71

Carissima Pia,

ti chiedo scusa per questo mio prolungato silenzio. Come sempre sto poco bene e in questo periodo ho iniziato una cura nuova (chiroterapia) presso un medico di Montecarlo. Per questo il mio soggiorno qui. E tu come stai? Spero ed auguro bene. Ho appreso, dai giornali e da amici in America che è stato e si sta proiettando il film – specie nei giovani – e ottima critica. Sono molto contenta e propensa a sperare bene.

Ricevi con i miei saluti tanti cari ricordi e affettuosi auguri di Buone feste.

Vincenzina

 

 

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