Un libro da leggere: Tempi e Temi Mediterranei di Salvatore Berlingò

Città del Sole Edizioni, aprile 2026
C’è un mare che non è solo geografia. È memoria, crocevia di civiltà, laboratorio di umanità. È il Mediterraneo, e a questo mare — al suo destino politico, giuridico, spirituale — Salvatore Berlingò dedica la sua ultima raccolta di saggi, Tempi e Temi Mediterranei. Ricorrenze e forme di mediazioni socio-religiose in area transculturale: un’opera densa, colta e insieme appassionata, che arriva in libreria in questa seconda parte del 2026 con una tempestività quasi profetica.
Professore emerito di Diritto ecclesiastico, già ordinario nell’Ateneo di Messina, Salvatore Berlingò è una delle voci più autorevoli del panorama giuridico italiano in materia di rapporti tra Stato, chiese e pluralismo confessionale. In questo volume raccoglie saggi elaborati nell’arco di quasi un decennio, aggiornati e integrati fino agli ultimi mesi del 2025, con un’introduzione scritta appositamente che costituisce, da sola, un contributo di grande originalità.
Il punto di partenza è un’intuizione forte: il Mediterraneo non è un mare «in declino» ai margini della globalizzazione, ma — rovesciando il luogo comune — una plurima centralità, un polo attrattore. La sua storica perifericità può diventare, proprio ora, la sua forza. Berlingò riprende Braudel, Corrado Alvaro, Giorgio La Pira, Papa Francesco e il neo-eletto Papa Leone XIV per disegnare un Mediterraneo capace di fare quello che sa fare meglio: incontrare, contaminare, tenere insieme senza annullare le differenze. La metafora che più colpisce è quella del bergamotto: come l’essenza di questo frutto unico, tipico dell’estrema punta calabrese, fissa il bouquet di ogni profumo senza alterarlo, così la cultura mediterranea ha storicamente valorizzato ogni identità che vi si è innestata. Una metafora non retorica, ma programmatica.
Il libro è diviso in due parti.
La Prima Parte — I Tempi — affronta le grandi questioni del presente: le migrazioni nel Mediterraneo (tra «frontiera di pace» e «cimitero d’Europa»); i fenomeni migratori in terra di Calabria riletti quasi come un riflesso della Fata Morgana; la figura di Giorgio La Pira, messinese di nascita, studioso del diritto romano e venerabile della Chiesa cattolica; il tema della laicità pos-moderna nell’Europa contemporanea; il dialogo interculturale e le minoranze religiose al tempo del Covid-19; e infine il rapporto tra mediazione, diritto e religioni nella società complessa.
La Seconda Parte — I Temi — entra nel cuore del diritto canonico e dell’esperienza ecclesiale: dalla critica alla teoria kelseniana della giustizia, alla dimensione sinodale dei processi canonici; dal commento alla Costituzione Apostolica Pascite gregem Dei di Papa Francesco, all’analisi del diritto divino e della prassi canonica. Un saggio finale, di tono più personale, è dedicato al sodalizio intellettuale con Giuseppe Casuscelli, percepito insieme sul comune orizzonte dello Stretto di Messina.
Tempi e Temi Mediterranei è un libro che si rivolge a un pubblico ampio, ben al di là degli specialisti di diritto ecclesiastico. È un testo per chi vuole capire cosa sta succedendo nell’area euro-mediterranea con gli strumenti del diritto, della filosofia, della teologia e della storia. È un libro per chi crede che il Mediterraneo abbia ancora qualcosa da dire al mondo — non per nostalgia, ma per visione.
La prosa di Berlingò è esigente ma mai opaca: il rigore scientifico si intreccia costantemente con una dimensione sapienziale, con rimandi a Braudel e Kant, a Lévinas e Vattimo, a Sant’Agostino e Papa Francesco, senza mai perdere il filo del ragionamento giuridico. È la scrittura di un uomo che ha trascorso una vita intera a pensare che il diritto, per essere vivo, deve saper respirare la stessa aria che respirano le persone. Un testo, in sintesi, che è allo stesso tempo documento del nostro tempo, strumento di analisi e — non di rado — atto di speranza.
Il segreto del Mediterraneo sarebbe quello di essere predisposto a recepire, nel medesimo ambito, le tante alterità e diversità che ne rendono plurale e complessa l’identità, istintivamente portata ad interloquire con l’universo. — Salvatore Berlingò, Tempi e Temi Mediterranei (2026 Città del Sole pagg.272 euro 24)









