Costruisci il tuo futuro nel cuore dello Stretto: perché scegliere Giurisprudenza alla Mediterranea
Scegliere il proprio percorso universitario significa fare una scommessa sul futuro. In un mondo del...

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di Albaserena Larizza
Nei giorni scorsi assieme ad alcuni amici ho visitato Samo, antico borgo in provincia di Reggio Calabria, zona preaspromontana, per visitare i ruderi del paese vecchio che, come un po’ tutta questa parte di Calabria risale ai tempi della Magna Grecia.
Il suggerimento per questa escursione era partito da un amico, Gianni Focà che conosceva già l’interessante lavoro di conservazione e di abbellimento di un cammino tra i ruderi del posto. Abbiamo intrapreso un sentiero che è stato ripristinato ed arricchito con opere di vario tipo da parte di alcuni artisti del luogo. Parte da una fontana da cui sgorga acqua pura di montagna e dove si può ammirare una prima opera scultorea, ritrovata e riportata a nuova vita. Poi il sentiero si snoda ripercorrendo le “stazioni” della Via Crucis che sono contrassegnate da piccole e antiche rappresentazioni pittoriche.
Giunti in cima al percorso, il panorama è davvero sorprendente, la natura si mantiene ricca di vegetazione malgrado gli attuali problemi climatici e fa da cornice alla maestosità della fiumara Del Verde, la più ampia della zona.
Ed ecco i ruderi dell’antica Samo, chiamati Precacore, tracce tangibili di culture antiche; ancora in buono stato di conservazione c’è una chiesetta di origini bizantine che purtroppo quel giorno era chiusa e vari lavori in ferro battuto molto belli che in parte hanno funzione di “cartelli indicativi” di date soprattutto ed altri servono a decorare con grazia il sito.
Con lo stesso rispetto di un tempo, oggi questo gruppo di artisti del luogo ed in particolare l’architetto Pietro Bartolo ma anche Peppe Vilardo artigiano del ferro battuto, presidente dell’associazione Artemi ed altri che non ho conosciuto hanno unito le loro capacità, la loro artigianalità, la loro conoscenza storico/antropologica dei luoghi, la loro sapienza e soprattutto il loro amore per la propria terra e si sono messi insieme creando un’associazione di arte e di saperi che hanno chiamato Artemi, appunto!
Nel corso della giornata ho parlato abbastanza a lungo con il presidente dell’associazione, Peppe Vilardo, gli ho manifestato il mio interesse e la mia voglia di partecipare ad iniziative future e ci siamo ripromessi di trovare un modo per instaurare una qualche collaborazione anche se a distanza (risiedo da molti anni ad Ascoli Piceno nelle Marche).
L’amico Gianni mi aveva già parlato delle attività dell’associazione e dell’idea di portare a conoscenza di chi ne ha interesse, la bellezza dei posti, la fruizione degli stessi, la conservazione e l’arricchimento culturale della zona attraverso la cura e le opere originali e di valore dei propri artisti.
L’impegno dell’associazione degli artisti è disinteressato e, lo ribadisco, portato avanti per amore e per rispetto della loro terra, che è anche la mia, visto che sono nata e cresciuta a Bova Marina a distanza di un’ora di macchina circa.
Il loro è un agire concreto, fatto di grande generosità, capacità, senso di altruismo e di ospitalità tipica delle nostre radici culturali e tradizionali che, come in questo caso, alcuni dei suoi figli più “illuminati”, caparbi e generosi sanno conservare, mantenere ed offrire a chi ha ancora occhi curiosi per vedere e mente aperta per apprezzare.
Io posso dirvi che abbiamo trascorso una giornata indimenticabile per le bellezze naturali, per l’interesse geomorfologico e storico dei luoghi e per la gradevolezza delle persone e delle opere artistiche. E di questo voglio ringraziare prima di tutto alcuni rappresentanti dell’associazione Artemi che ci hanno accolto ed accompagnati in questo percorso dedicandoci parte del loro “prezioso” tempo libero. Tra loro, ringrazio in particolare Pietro e sua moglie Francesca che in segno di amicizia per Gianni e per tutti noi (considerati amici da subito) ci hanno aperto le porte del loro laboratorio artistico e della loro casa, e ci hanno offerto la bontà e la genuinità della cucina tipica delle calabresi e dei calabresi.
In poche parole sono rimasta piacevolmente colpita dalla gentilezza, dall’accoglienza sincera e disinteressata, dalla proverbiale ospitalità di questa terra molto spesso angariata, sopraffatta da problemi socio/economici mai risolti, da soprusi di varie forme di potere politico/mafioso, dalla mala gestione economica e culturale dei nostri paesi e da una montagna di pregiudizi più alta del bellissimo e pressoché sconosciuto (a molti) Aspromonte.
Ringrazio anche i miei compagni di viaggio di questa meravigliosa giornata di agosto che hanno dato fiducia a Gianni e a me che abbiamo “ organizzato” questo piccolo viaggio culturale.
Ringrazio il professore Dieni che si è unito a noi e durante il tragitto ha definito con brevi cenni, il “quadro” storico/antropologico relativo alla zona che stavamo andando a visitare e ringrazio Angelo, l’autista del pulmino molto gentile e disponibile.
Ed in ultimo ma per primo ringrazio Gianni che mi aveva incuriosito con un semplice gesto: un piccolo video condiviso su un gruppo Whatsapp, che con poche immagini dava già l’idea di quanto fossero interessanti i ruderi dell’antico borgo di Samo, località oggi chiamata Precacore. Pare che questo nome fosse, in origine “Crepacuore” per ricordare la disperazione dei sopravvissuti al terribile terremoto del 1783.
Chi ha voluto e saputo rendere fruibile la memoria del territorio e cioè l’associazione Artemi, chi è andato in visita, chi ne è incuriosito e vorrà andare a visitarne i luoghi fisici, sarà custode di tale memoria, del dolore e delle sofferenze di quei tempi ma soprattutto potrà testimoniare e portare a conoscenza di tanti, la storia, le tradizioni, la cultura e la bellezza di “questa” Calabria che ai tempi dei Borboni veniva definita “Ulteriore” e che i grandi viaggiatori europei del 1800 (da Stendhal a Rohlfs a Edward Lear), con i loro diari e racconti di viaggio ed i loro disegni hanno saputo mirabilmente illustrare e raccontare. Questo è lo stesso intento di chi scrive che, nel suo piccolo, tenta di incuriosire, interessare ed invogliare chi legge a visitare questo ed altri luoghi che l’associazione Artemi vorrà promuovere.

