IL CONTEST LETTERARIO “Il MaR fra mezzo” PROCLAMA I VINCITORI
Agata De Luca e Daniela Scuncia Sono pubblici gli esiti del Contest per racconti brevi...

Agata De Luca e Daniela Scuncia Sono pubblici gli esiti del Contest per racconti brevi...
La politica reggina appare divisa tra due poli: visione e amministrazione. Se il centro-destra rivendica e, a volte, propone – a fronte della propria condizione che lo vede «opposto» a un centro-sinistra di governo – qualcosa cole una visione, una progettualità, un superamento della concreta e «nuda» realtà dei fatti, il suddetto centro-sinistra, essendo coalizione di maggioranza a palazzo San Giorgio, deve amministrare. E quindi: le iniziative e gli «argomenti» afferenti alla gestione della Cosa Pubblica, alla funzionalità degli uffici, alla cura, regolazione, alla contabilità di bilancio appaiono, in questo senso, quelli prioritari nelle scelte (politiche) a favore della città.
Da una parte, dunque, visione – ma è fin troppo sciocco osservare che se si è all’opposizione non si contesta la «linea» della Giunta di Giuseppe Falcomatà (sono sempre questioni a lungo termine e che non portano nulla in termine di consensi) – e dall’altra amministrazione: e, anche, qui è chiaro che se devi «governare» responsabilmente hai più a cuore i problemi della gente (dei tuoi cittadini) piuttosto che «misteriose» strade da intraprendere, non si sa dove né quando, per condurre la città (nella sua completezza) fuori dalle secche della nuda e «cocente» realtà.
Insomma saremmo di fronte a due «concetti» (visione e amministrazione) del tutto strumentali. Il primo messo in campo perché l’avversario si occupa dell’altro; e viceversa per il secondo. Ovvero: qui non si sta dicendo affatto che al centro-destra manchi la realtà e che al centro-sinistra difetti il sogno. Si sta dicendo che una cosa è governare e che una cosa è fare opposizione. Ma si sta dicendo anche qualcosa di profondamente diverso (e questo vale anche al livello della politica nazionale): che un conto è fare i conti con i problemi della gente (i bisogni: alcune volte impellenti e vitali) e un’altra cosa è proporre «cambi di prospettiva» (globali, universali, generali) che forse i cittadini di Reggio Calabria nemmeno anno in mente e nemmeno sanno indicare cosa siano. Ma si sta dicendo qui anche una terza cosa: visione e amministrazione marxianamente vogliono dire: «capacità» e «bisogni» («Da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni» scriveva Karl Marx nella sua Critica al programma di Gotha): il centro-destra punta dunque tutto sulle «capacità»; mentre il centro-sinistra flirta con i «bisogni»; e questo non vuole affatto dire che l’uno e l’altro trascurino, rispettivamente, i due altri termini correlati.
Il centro-destra si rende ben conto che i cittadini della nostra città hanno dei «bisogni» e il centro-sinistra sa molto bene che il complesso della nostra città possiede numerose (e belle) «capacità». La questione, per finire, può essere tradotta come segue: si affermerà nel «gusto» (che per Kant era la facoltà del piacere o dispiacere e quindi del «votare» alle elezioni di conseguenza) dei reggini più il tema della «visione» o più quello dell’«amministrazione»?
In letteratura questa sarebbe la diatriba tra Romanticismo e Illuminismo? In filosofia sarebbe l’annosa questione del contrasto tra idealisti e realisti? In sostanza: questo pc che ho davanti è una mia idea oppure esso esiste realmente al di là di me? Pensiamoci …
