GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO E DEL DIRITTO D’AUTORE
Il 23 APRILE – Una Giornata per la Lettura, la Conoscenza e il Rispetto della...

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da IL FATTO DI CALABRIA e IL FATTO QUOTIDIANO
Se il governatore calabrese Roberto Occhiuto incassa 3.883 euro al mese di rimborsi per il noleggio di un’auto “per l’esercizio delle funzioni”, perché il suo ex socio dice che la rata la paga lui? E che ci fa quell’auto in giro per Cosenza mentre il presidente esercita le “funzioni” nei suoi uffici di Catanzaro? Ci sono anche questi tra gli interrogativi ai quali stanno ancora provando a dare adeguata risposta gli investigatori dell’inchiesta sulle corruttele in Regione Calabria.
L’esito di queste verifiche, al rientro dalle vacanze, potrebbe portare i pm della Procura guidata da Salvatore Curcio a tirare le somme e a decidere tra una richiesta di archiviazione e un avviso di chiusura delle indagini, premessa di una richiesta di rinvio a giudizio.
A puntare dritto al presidente calabrese c’è uno specifico filone d’indagine che ha preso di mira i suoi rapporti con l’ex socio Paolo Posteraro, tuttora indicato sul sito di Pazzo Chigi tra i portaborse della compagna di Occhiuto, la sottosegretaria ai Rapporti col Parlamento, Matilde Siracusano.
I pm hanno già iscritto il governatore azzurro sul registro degli indagati per un’ipotesi di corruzione che lo vedrebbe beneficiario di soldi e utilità varie da parte di Posteraro, in cambio della promessa di un incarico istituzionale.
Intercettando i telefoni di Posteraro, tuttavia, le Fiamme gialle hanno raccolto anche alcune conversazioni in grado di riscrivere un caso da giorni alla ribalta delle cronache locali: quello della moltiplicazione delle “auto blu” del governatore. Due “auto blu” vere e proprie in contemporanea, denuncia chi si è accorto che la Calabria ha continuato a pagare il noleggio di una Land Rover incidentata dopo la scelta, in sua sostituzione, di una Audi A6. Tre “auto blu”, se si considera anche quella “privata”: una Audi Q4 che Occhiuto ha dichiarato di aver noleggiato “per lo svolgimento delle funzioni”.
“Quella di Angelica se l’è proprio pijata (presa, ndr)… gliene pago un’altra in forza della quale lui pija (prende, ndr) un bel rimborso dalla Regione”. Così a novembre 2024 l’ex socio di Occhiuto, Posteraro, si sfogava con la moglie raccontandole dei benefit a quattro ruote concessi al presidente dalla ditta di cui sarebbe stato “socio simulato”. Dopo la richiesta di Occhiuto di liquidazione della sua quota, sopravvalutata secondo l’ex socio, e la pretesa immediata dei relativi assegni, per 100 mila euro, da parte del suo commercialista-braccio destro Tonino Daffinà, commissario regionale per la Depurazione.
Dunque la Smart concessa in uso alla figlia Angelica, e poi acquistata per 500 euro a fronte di un valore di 25 volte superiore. Più: “una macchina a noleggio che avevo preso per lui… una Q4 totalmente elettrica…” Questa la rivelazione di Posteraro, che in un’ulteriore intercettazione con un avvocato alquanto perplesso (“e allora che cazzu se ne facia di sta machina e merda?”) aggiunge che la macchina sarebbe stata sempre “ferma”. Perché serviva soltanto a Occhiuto “per giustificare il fatto che pijava (prendeva, ndr) 5 mila euro u mise (al mese, ndr) di rimborso”. Una mezza verità, a ben vedere, dal momento che in almeno due occasioni i finanzieri l’avrebbero fotografata attaccata a una colonnina di ricarica nel centro di Cosenza. Mentre in una terza, davanti a un noto ristorante della città di Telesio, si sarebbe mossa eccome, e avrebbe tamponato un’altra auto.
“Noi siamo carabinieri… bello mio tutto quello che volete ma io imbrogli non ne faccio”. Negli atti dell’inchiesta dei pm di Catanzaro c’è persino la viva voce del militare intervenuto sul posto. A captarla è stato sempre il telefono di Posteraro, accorso dopo essere stato avvisato dell’accaduto da Marco Occhiuto, il figlio del governatore che era al volante.
Si dà il caso, infatti, che l’auto noleggiata dalla società di Posteraro e del presidente fosse senza assicurazione. E a nulla sarebbero serviti i tentativi di convincere i militari a far risultare che alla guida, o quantomeno seduto al posto del passeggero, vi fosse qualcuno riconducibile alla società.
“Sono tutte ricostruzioni false”. Questa la difesa del governatore arrivata ieri da In Onda, su La7. “Io decido di andar via da questa società con Posteraro. Litighiamo come succede in questi casi e il perito che ho incaricato, che è quello della procura, ha valutato le quote il doppio di quello che ho preso”.
