Fine disonorevole di un Sindaco senza qualità

Di Tommaso Iaria
L’accanimento terapeutico con cui ci si è ostinati a tenere in vita l’Amministrazione carnevalesca si è concluso martedì mattina allorquando sette Consiglieri (Clemensi, Iaria, Barreca, Foti, Rodà, Latella, Maisano) hanno staccato la spina ponendo fine alla penosa agonia. Il viaggio verso l’abisso intrapreso da Filippo Paino – cominciato con litigi, promesse non mantenute e qualche grappa di troppo- termina dunque nel peggiore dei modi. Quanto a noi, sin dall’inizio della campagna elettorale abbiamo messo in guardia circa i rischi apocalittici che si correvano nel caso di una sua vittoria. Negli ultimi due anni abbiamo denunciato irregolarità nei conti pubblici e nei procedimenti burocratici delle opere pubbliche nonché innumerevoli opacità amministrative, ma quello che ci ha colpito di più, ad esser sinceri, è stata l’assoluta inadeguatezza della maggioranza amministrativa.
Del resto se prendi un tizio che pare un incrocio tra Kim Jong-un e Don Abbondio, uno che non ha sviluppato doti di leadership, e lo metti a capo di un gruppo di squinternati – quattro furbetti del quartierino, due comprimarie che si guardano in cagnesco (una un po così… l’altra più infida e velenosa di un esercito di vipere in processione) e qualche scappato di casa- potrai vincere qualche battaglia, ma la guerra la perderai di sicuro.
Lucio Seneca ci aveva avvisati con duemila anni di anticipo: non esiste vento a favore per il marinaio che non sa verso quale porto vuol approdare. I valori non si parlano, si vivono. Le qualità non si enunciano, si mostrano sul campo. E Filippo Paino ha dimostrato oltre ogni più ragionevole dubbio che fare il Sindaco non è cazzo suo, tanto per parlar forbito! Emblematica al riguardo la vicenda del Parco Nazionale d’Aspromonte che negli anni scorsi ha destinato numerosi finanziamenti a Condofuri. Con sangue e sudore avevamo conquistato un posto nel Direttivo e uno nella Giunta esecutiva dell’Ente: frutto di precisi accordi tra i sindaci dell’Area grecanica. Con Paino al comando ce li hanno scippati entrambi senza nemmeno la necessità di chiedere scusa…
Che il nostro eroe avesse scarsa dimestichezza con la complessità della governance e la trasparenza dei processi amministrativi era noto. La voglia di vincere “facile” lo ha portato alla guida di una combriccola che affettuosamente lo appellava come “Pippo Caino”. A fondamento della lista “Siamo Condofuri” non c’era, infatti, un progetto politico condiviso o una comune visione. La solidarietà e la lealtà, di fatto, erano inesistenti. I collanti che tenevano assieme le facce di bronzo che volevano accopparmi (politicamente, s’intende) erano rappresentati da sentimenti di odio e rivalsa: mai un confronto nel merito delle cose, solo ingiurie da osteria, provocazioni gratuite e attacchi personali.
Come sempre accade in questi casi, adesso che è finita volano gli stracci. A destra e a manca si odono, infatti, improperi di ogni tipo contro Pippo Caino. Per carità, saranno pure strameritati, ma questi criticoni, folgorati da uno stucchevole flusso di coscienza, dovrebbero innanzitutto chiarire i motivi veri per i quali hanno deciso di candidarsi con lui e poi chiedere scusa ai cittadini per i danni fatti. Perché, amici belli, delle due l’una: o questi brocchi sono stati inseriti in lista a loro insaputa oppure qualcosa non torna…
Voglio dire che Pippo Caino non ha fatto tutto da solo: c’è stata una maggioranza che lo ha protetto, difeso e incoraggiato. Ci sono stati, ad esempio, Assessori che hanno irriso la minoranza quando evidenziava gravi irregolarità negli atti relativi ai lavori della scuola Bachelet. Un cittadino che poneva domande scomode è stato pubblicamente dileggiato perché, a dire di Caino & C., non aveva un titolo di studio “adeguato”. Una Sentenza passata in giudicato è stata sovvertita pur di garantire la permanenza in Consiglio a chi non ne aveva diritto. L’intera maggioranza ha votato contro una mozione della minoranza che offriva collaborazione sulle opere pubbliche. C’è stata poi la pagina vergognosa dei giornalisti buttati fuori dall’Aula consiliare. Ecc., ecc. .
I Kamikaze 2040 hanno aperto la crisi tafazziana chiedendo espressamente la poltrona di Vicesindaco salvo poi fare marcia indietro affermando che era uno scherzo: a loro le poltrone fanno schifo!!! I K 40 cianciavano pure sulla mancanza di “deleghe”, mentre le deleghe per gli Assessori c’erano, a meno che non vogliamo fare i pignoli perché allora bisognerebbe dire che gli Assessori non erano legittimamente tali, non potevano presenziare in Giunta e nemmeno percepire l’indennità messa in saccoccia. Per ora fermiamoci qua.
Certo, adesso che le fasi della luna sono cambiate e la situazione è precipitata di brutto, è più conveniente indossare il vestitino bianco e fare le verginelle smarrite in un campo di fiori scrivendo chilometri di lettere agli amatissimi elettori, che manco gli 883 ai tempi belli, nella speranza che abbiano dimenticato il recentissimo passato. Ma perfavore…
Le domande che si pongono i cittadini, invece, hanno tenore completamente diverso rispetto ai noiosissimi sermoni dei Kamikaze 2040 : come ha fatto questo campione del nulla ad attrarre a se i candidati? Cosa ha potuto determinare il successo elettorale di un uomo senza qualità? Che dire della divisa infangata e dei maneggi per depistare la Procura? C’è forse «una seconda vita delle cose, segreta e ignorata, una dimensione alla quale abitualmente nessuno fa attenzione»? Qual’è il filo che unisce?
Chiudiamo queste riflessioni a caldo sul capitombolo di Pippo Caino affermando che è certamente vero – come da lui stesso confidato ad un caro amico che si dava da fare per sistemare le cose- che quando la nave affonda i primi a scappare son sempre i topi, ma è vero, altresì, che continuare a far finta di nulla difronte alla implosione della maggioranza e alla propria inadeguatezza amministrativa – che ha comportato la perdita di finanziamenti per milioni di euro- è altrettanto squallido. Un applauso amaro, dunque, all’ex Sindaco Caino e applausi doppi (amarissimi) a chi nel maggio del 2023, pur sapendo che sarebbe finita così, non lo ha contrastato. Adesso andate pure a fare un bagno a mare che a me vien voglia di cantare perché io sono innocente e spero dal profondo del mio cuore che lo siate anche Voi…Vorrei sembrare per Te un bambino… Insegna pure come si deve… Come si deve una donna amare… Sciolgo le trecce e i cavalli, corrono… E le tue gambe eleganti, ballano… Balla per me balla balla… Tutta la notte sei bella… Non ti fermare ma balla… Fino a che, non finiranno le stelle… Intono musica, canti e poemi… Mentre tu balli ti sciogli di più… Mentre ti guardo muoio per Te… Dammi la vita dammi l’amore… Riprova ancora e non ti fermare!









