GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO E DEL DIRITTO D’AUTORE
Il 23 APRILE – Una Giornata per la Lettura, la Conoscenza e il Rispetto della...

Il 23 APRILE – Una Giornata per la Lettura, la Conoscenza e il Rispetto della...

La nostra Grazietta Caminiti, la “parente” di Torino se n’è andata in una fredda mattina di gennaio. Da un anno e mezzo combatteva tenacemente una battaglia dura e silenziosa con il coraggio che sempre l’ha contraddistinta. L’avevamo conosciuta qui e subito ci eravamo affezionati reciprocamente. Era un affetto familiare Grazietta, disinteressato, incondizionato, fatto di visite, telefonate, messaggi… per scambiarci notizie personali e per commentare i malesseri del mondo. Era una donna esemplare, una mente sopraffina, leggeva tantissimo, non si faceva mancare mai il quotidiano, rifletteva su tutto e ci passava le sue riflessioni appassionate. Non tollerava le ingiustizie e lo diceva apertamente, non faceva sconti, era libera veramente. Ci vedevamo e ci sentivamo spesso, ci mancavamo a vicenda: non si contano i “ti voglio bene”/“vi voglio bene”/“ti vogliamo bene” che ci siamo scambiati.
Quando ci davamo appuntamento per pranzi o cene, era un tripudio di calabresità, era casa, il tempo non esisteva. Uno degli appuntamenti fissi era il Salone del Libro di Torino: ci ritrovavamo senza appuntamento, tanto sapevamo che ci saremmo trovati nei pressi degli stand calabresi. Lì partecipavamo insieme alle presentazioni, lì ritrovavamo i nostri amici corregionali, lì sorridevamo felici o sarcastici per il bello e per il brutto della nostra Calabria.
Grazietta era davvero una bellissima persona. Il primo incontro in presenza era stato in occasione della presentazione di un libro di Mimmo Gangemi nel 2016 a Torino. Da allora non ci siamo mai lasciati, sempre in contatto, sempre vicini. Ma io Grazietta, in verità, la conoscevo già da prima e non lo sapevo. Mio padre mi parlava spesso del signor “Pascalazzu di Santa Cristina”, una sorta di mito per i paesi dell’Aspromonte tirrenico perchè autista degli autobus di linea di quella zona, praticamente era un collega di mio padre, un predecessore. Ebbene, quando ho conosciuto Grazietta, ho scoperto che quel “Pascalazzu” era suo padre. Un motivo in più per suggellare il nostro legame. Ora che se n’è andata ci rimangono i ricordi della sua presenza tra noi, la sua voce, le sue risate, le sue imprecazioni contro gli ingiusti, i suoi abbracci e i suoi innumerevoli “vi voglio bene”. E noi, carissima Grazietta, ti abbiamo voluto bene e te ne vorremo per sempre, ovunque. Ci uniamo al dolore delle tue figlie, di tuo figlio, della tua famiglia, di chi ti ha voluto bene, di chi ti ha stimato, certi che da lassù ci guarderai col sorriso.
Ciao, Grazietta nostra!
Maria Rosa Rechichi
L’editore, il direttore e la redazione di CalabriaPost si uniscono al dolore di familiari e amici.
