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L’ultima cosa che sai di Paolo Roversi

Dopo un anno Enrico Radeschi ritorna con questo nuovo romanzo che segue due storie parallele, la prima si svolge nella Bassa Padana e l’altra a Milano.
Sono i giorni che precedono la Pasqua del 2019 ma per Enrico non saranno giorni di riposo come lui avrebbe voluto, perché verrà coinvolto in un’indagine su tre omicidi, tutti avvenuti in una zona isolata della Golena del Po. Omicidi legati a questo fiume che da sempre racconta alla gente della Bassa le sue storie e tra queste c’è quella che narra del “Tribunale delle Acque” che risale ai tempi dei Gonzaga, quando, nelle notti senza luna, venivano giudicati coloro che probabilmente si erano macchiati di delitti contro il Grande Fiume. Radeschi dovrà ascoltare bene quello che il Po narra, perché adesso non è più solo una leggenda ma è diventata una storia reale che racconta un torbido passato fatto di crimini veri e di conti rimasti in sospeso.
Nel frattempo a Milano viene ritrovato il cadavere di un professore del Politecnico. Tutto fa pensare a un suicidio. Ma se così non fosse? In assenza di Enrico sarà la sua giovane assistente Liz che, nonostante la nostalgia per il suo amico Danese momentaneamente sparito, darà una mano preziosa all’impaziente ed eternamente indeciso vicequestore Sebastiani.
La scrittura febbrile, leggera, ironica, drammatica e l’atmosfera a volte malinconica mi hanno tenuta incollata a questo libro così appassionante e per questa volta ho resistito alla tentazione di leggere le ultime pagine, una pessima abitudine che ho spesso quando leggo le storie dí Radeschi. Adesso non dirò che è il romanzo migliore, a parte la ripetizione non può essere che ogni romanzo sia il “migliore“.
Ma, a vent’anni dall’uscita del primo libro, questa volta Roversi ci ha fatto atterrare in un mondo pieno di leggende antiche, rancori sopiti, colpe ancestrali, menzogne celate, delitti che non possono essere cancellati, e anche di pranzi sontuosi, di musica coinvolgente e animali molto amati. E sarà sempre lui, Radeschi oppure sarà Paolo Roversi (non sappiamo più distinguerli visto che anche lo scrittore confessa che autore e personaggio a volte si sovrappongono) che, con la sua penna magica, ci svelerà la storia antica che il grande fiume Po ha portato a galla in modo del tutto inaspettato perché la memoria ha una forza che nessuno può sconfiggere.
Per concludere voglio dire un’ultima cosa e cioè che per me una penna magica è quella che rende perfetta ogni parola che scrive. Questo libro ne é un esempio lampante ecco perché “L’ultima cosa che sai” é una storia da leggere ASSOLUTAMENTE!!!

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