Aldo Grasso: Se chi fa inchieste perde la credibilità
da Giornalistitalia.it rip. dal Corriere della Sera di Aldo Grasso La credibilità è il bene...

da Giornalistitalia.it rip. dal Corriere della Sera di Aldo Grasso La credibilità è il bene...

di Felice Francesco Delfino
C’è qualcosa di profondamente italiano nel Carnevale. Non tanto nei coriandoli o nelle maschere, che pure abbondano, quanto nella sua ostinata capacità di riportare la gente in piazza. In un tempo in cui le piazze si svuotano o si riempiono solo per protestare, vedere una comunità che si raduna per festeggiare è quasi un atto sovversivo.
A Catona, sul lungomare di Largo Reitano, domenica 15 febbraio, dalle 15 alle 18.30, è andata in scena la sfilata in maschera del Carnevale 2026, con il patrocinio del Comune di Reggio Calabria. Non un evento mondano, non una passerella per vanità di provincia, ma una festa di popolo. Di quelle che sanno ancora mescolare bambini, nonni, associazioni, commercianti e volontari.
Semplice il programma, quasi spartano: raduno alle 15, partenza un quarto d’ora dopo lungo le vie XX Settembre, Garibaldi e Regina Elena, fino a Piazza Matteotti. Un percorso che non è soltanto geografico, ma simbolico: attraversa il cuore del quartiere, lo ricuce, lo riconsegna ai suoi abitanti.
Alle 16.30 lo spettacolo di bolle di sapone di “Tony il mago delle bolle”, che farà sorridere i più piccoli e, segretamente, anche i grandi. Alle 17.45 il buffet di dolci carnevaleschi offerto dai bar e dalle pasticcerie della zona: gesto antico, quasi contadino, di condivisione. Perché il Carnevale, prima ancora di essere maschera, è tavola comune.
Colpisce, in questa iniziativa, la trama silenziosa delle associazioni che la sostengono. In un’epoca in cui lo Stato è spesso lontano e la politica distratta, sono le realtà locali a tenere in piedi il tessuto civile. Non fanno proclami, non cercano titoli: lavorano. Ed è grazie a Rete Sociale, In Cammino, Scuola Lombardo Radice – Dante Alighieri, Scout Catona 1, Abilmente, Amici di Fatima, Amici di Villa San Giovanni, Agave, Collina del sole., centro diurno figlie di Maria Immacolata, se un pomeriggio di febbraio può diventare memoria collettiva.
Non mancano le precauzioni: in caso di maltempo tutti all’interno dell’IC Radice-Alighieri. Anche questo dettaglio dice qualcosa: l’istituzione scolastica come rifugio, come casa comune. È un’immagine che rassicura.
Il Carnevale, si sa, è tempo di rovesciamento. Per un giorno si indossa un’altra identità, si scherza con il potere, si alleggerisce la fatica dell’anno. Ma a Catona, più che il travestimento, sembra contare l’incontro. La voglia di esserci. Di dire, con semplicità, che una comunità esiste finché si guarda negli occhi e si riconosce.
Non è poco, di questi tempi.
