GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO E DEL DIRITTO D’AUTORE
Il 23 APRILE – Una Giornata per la Lettura, la Conoscenza e il Rispetto della...

Il 23 APRILE – Una Giornata per la Lettura, la Conoscenza e il Rispetto della...

per chi oggi prova a riabilitare il cosiddetto “Modello Reggio”
Perché la città ha vissuto oltre dieci anni di depressione economico-sociale, con tasse altissime e servizi ridotti al minimo?
E soprattutto: perché qualcuno prova ancora a raccontare una versione capovolta della realtà?
RICAPITOLIAMO.
Le motivazioni della sentenza sul caso Fallara parlano chiaro: conti non veritieri; squilibri nascosti; responsabilità accertate; non errori occasionali ma una gestione consapevole e scientifica che ha rinviato nel tempo l’emersione di un disavanzo strutturale fondato sulla falsificazione sistematica dei bilanci.
Da lì nasce tutto.
Una crisi profonda delle casse comunali che ha generato un buco di centinaia di milioni di debito per il nostro Comune che, nel 2012, viene interessato da un provvedimento di scioglimento per infiltrazioni mafiose e si insedia quindi la Commissione straordinaria: la “triade commissariale”.
A quel punto non c’erano alternative: per evitare il collasso e sono stati adottati gli strumenti previsti dalla legge:
Predissesto = Piano di Rientro, Bilancio ingessato e vincoli rigidissimi.
E le conseguenze sono state sotto gli occhi di tutti:
Tasse al massimo delle aliquote; spesa drasticamente ridotta; impossibilità di fare mutui; blocco delle assunzioni; investimenti limitati; servizi inevitabilmente compressi.
Non scelte politiche ma Obblighi di legge.
Eppure, negli anni si è costruita una narrazione opposta: quella dei “cattivoni” che avrebbero distrutto la città dopo. Commissari prima, amministrazioni poi.
La verità è un’altra: prima sono state causate, con scienza, le condizioni del pre-dissesto, poi si sono attribuite ad altri le conseguenze inevitabili di quello scempio politico-amministrativo.
Un capovolgimento perfetto: trasformare le vittime in carnefici e i carnefici in vittime.
Oggi, però, qualcosa è cambiato:
Il percorso di riequilibrio è stato portato a compimento; i conti sono stati rimessi in ordine; le partecipate sono risanate; sono stati banditi concorsi e assunto personale; sono stati attivati investimenti per centinaia di milioni di euro in opere pubbliche e sviluppo.
Dopo anni di lacrime e sangue, la città può finalmente tornare a programmare e crescere.
Ed è proprio adesso che chi ha generato quel disastro prova a ripresentarsi come “nuovo”.
Il problema è che la memoria, a differenza di certe narrazioni, non si cancella.
