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La scuola reggina sia centrale nell’ impegno dei candidati 

di Guido Leone già Dirigente tecnico U.S.R. Calabria

Siamo in piena campagna elettorale e finora non si è sentito parlare quasi per niente di scuola nella stragrande  maggioranza dei dibattiti politici, come se il mondo dei ragazzi e dei giovani non esistesse e come se l’istruzione e la cultura, sia di un mondo alieno. Vai a sapere che cosa pensano i candidati allo scranno dell’assise comunale della scuola al di là delle parole d’ordine, della scuola viva, che sta in trincea nel  centro citta’, nelle perierie urbane e dell’entroterra. 

La scuola di Reggio intesa come strumento strategico di crescita del capitale umano in funzione dello sviluppo del territorio, non ha mai avuto complessivamente su di sé l’attenzione della rappresentanza politica.  

Mentre i vari indicatori sulla qualità del nostro sistema scolastico ci restituiscono severi aspetti di criticità. 

  • E’ sul territorio che si misura la capacità della politica ad affrontare i nodi strutturali di un sistema scolastico come il nostro che manifesta delle criticità ormai consolidate che vanno dal gap nei livelli di apprendimento tra i nostri studenti e il resto del Paese alla qualità dei nostri edifici scolastici ai severi tassi di dispersione e di abbandono, di analfabetismo primario e di ritorno , ad una cultura della illegalità  peraltro molto diffusa ai dati  sconfortanti in materia di sicurezza e di adeguamento degli edifici scolastici per i quali occorrono piani di manutenzione ordinaria e straordinaria costanti (non solo emergenziali),verifiche strutturali e antisismiche certificate per tutti gli edifici,l’ efficientamento energetico (pannelli solari, cappotti termici) per ridurre i costi e messa in sicurezza di giardini e aree esterne. 

Solo per citarne alcuni. 

Quello che ci interessa di più,dunque, è sapere cosa i nostri candidati a sindaco e  al consiglio comunale intendono fare  per i prossimi cinque anni, cosa ne pensano del sistema scolastico e universitario locale ai fini dello sviluppo del nostro vasto territorio. Magari possiamo anche noi proporre alcune idee frutto della nostra pluriennale esperienza sul campo. 

Intanto, si ritiene indispensabile un Progetto Integrato d’Area del Territorio(PIAT) che dovrebbe realizzare azioni comuni tra le diverse istituzioni scolastiche e pubbliche che concorrono ai bisogni sulla base di una regia organica e coerente rivolta a sostenere l’innovazione nei processi formativi e nelle strategie d’accoglienza offerte agli studenti. 

Le iniziative all’interno del PIAT dovrebbero avere la funzione sperimentale di collaudare nuove strategie e modalità organizzative che possono rappresentare elementi paradigmatici da estendere nella realtà scolastica territoriale grazie in particolare a laboratori extrascolastici(Fare per capire),allo spazio genitori(Dentro l’adolescenza),ai progetti di accoglienza e di apertura delle scuole(A scuola aperta),nella promozione di attività di formazione rivolte agli insegnanti per assicurare ai ragazzi abilità di base e capacità di auto-organizzazione nell’apprendimento(Il metodo di studio). 

Nel contesto dei bisogni della scuola reggina ,poi,come già detto,certamente figura l’adeguamento dell’edilizia scolastica e il completo abbattimento delle barriere architettoniche.  

E poi la qualità e l’accessibilità di mensa e trasporti scolastici,il potenziamento dei servizi di pre-scuola e post-scuola per le famiglie lavoratrici,i finanziamenti per l’inclusione scolastica e l’assistenza all’autonomia per studenti con disabilità e nuovi posti per gli asili nido comunali. 

In tale ottica andrebbero accolte le esigenze degli allievi i quali chiedono, come da sondaggi effettuati, aule più adeguate(anche nei colori), più attrezzate (banchi,laboratori,strumentazioni),una migliore razionalizzazione dell’uso degli spazi interni ed esterni. 

Si ravvisa,inoltre, la necessità di una serie di interventi   in vari settori ,che vengono in appresso succintamente elencati: la promozione  di èquipe socio/psico/pedagogiche per tutte quelle situazioni che vengono denunciate dalla scuola riguardanti allievi problematici,che evidenziano frequente assenteismo e comportamenti devianti. Un maggiore controllo sul territorio, relativamente al fenomeno quasi giornaliero di assenze da parte degli studenti dalle lezioni; rivedere la dislocazione degli esercizi pubblici che si propongono con sale gioco e simili in prossimità degli edifici scolastici. 

La  creazione di una  Carta dello Studente: una tessera nominale per ogni studente che possa valere come agevolazione economica per trasporti-manifestazioni culturali e sportive-esercizi commerciali, in particolare librerie-negozi di informatica e di articoli sportivi -agenzie di viaggio-ristorazione collettiva- esercizi cinematografici. Con la Carta si vuole riconoscere uno status sociale che va incoraggiato nella sua crescita formativa creando condizioni più vantaggiose per le famiglie. 

La creazione della Carta  magari sia  frutto di una concertazione con la Camera di Commercio e con tutti gli altri Enti pubblici e Privati che erogano servizi per il tempo libero. 

Per quanto riguarda le Attività sportive si dovrebbe procedere ad un censimento delle strutture, ad un adeguamento di palestre e cortili, individuando nuove modalità di utilizzo e forme di incentivazione degli sport minori. L’intenzione sarebbe quella di  incrementare l’associazionismo sportivo in ambito scolastico, organizzando tornei e gare intrascolastiche nell’ambito del comune. 

In merito alla multiculturalità ,poi,va rilevato che cresce la presenza dei minori stranieri anche nel comune di Reggio. L’attenzione sulle problematiche connesse a queste presenze va raffinata con una serie di iniziative,come: 

a)corsi per insegnanti di pedagogia dell’accoglienza e di interculturalità; 

b)creazione di un laboratorio multimediale presso una scuola-polo già attrezzata o da attrezzare,con la presenza di esperti di mediazione linguistica e culturale; 

Auspicabile, poi, che il Comune si impegni a conferire la cittadinanza onoraria ai minori stranieri, un riconoscimento simbolico non avente valore legale, spesso legato allo jus scholae (frequenza scolastica) per favorire integrazione e pari opportunità. 

6) Non ultimi, infine, la istituzionalizzazione di una annuale  rassegna cinematografica ed un laboratorio sperimentale di produzione di documentari e cortometraggi realizzati dagli studenti e di una analoga rassegna  teatrale che favorisca le scuole nella loro ormai tradizionale attività nel settore. 

7) In conclusione non si possono ignorare le presenze in città di due importanti istituzioni come il Conservatorio di musica “F. Cilea” che , in forza della sua sempre piu’ valida attività, merita la individuazione di una sede più idonea rispetto a quella attuale e dell’Accademia delle belle arti 

ampiamente sottoutilizzata da parte del Comune rispetto ai variegati bisogni della città. 

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