Costruisci il tuo futuro nel cuore dello Stretto: perché scegliere Giurisprudenza alla Mediterranea
Scegliere il proprio percorso universitario significa fare una scommessa sul futuro. In un mondo del...

Scegliere il proprio percorso universitario significa fare una scommessa sul futuro. In un mondo del...

“Diventare madre non dovrebbe mai significare mettere in pausa i propri studi. Non basta parlare di accesso all’istruzione: dobbiamo garantire continuità, accompagnamento e successo formativo. Troppo spesso la maternità diventa una frattura nei percorsi accademici. Per questo, ho sottoposto un’interrogazione scritta alla Commissione europea: è necessario rendere la maternità compatibile con la crescita personale e professionale”. Ad annunciarlo l’eurodeputata calabrese Giusi Princi, membro delle Commissioni per i Diritti delle Donne, l’Istruzione e gli Affari Sociali del Parlamento europeo, che ha presentato un’interrogazione sostenuta da un ampio numero di europarlamentari, quasi 50, appartenenti a ogni parte politica e provenienti da numerosi Stati membri. Tra gli eurodeputati che sostengono l’iniziativa, anche le Vicepresidenti Pina Picierno, Antonella Sberna ed Ewa Kopacz e gli europarlamentari calabresi Denis Nesci e Pasquale Tridico.
L’interrogazione pone al centro una criticità ancora poco affrontata a livello europeo: la difficoltà, per molte donne, di completare gli studi universitari durante la gravidanza e nei primi anni di vita dei figli. Una condizione che continua ad amplificare il divario occupazionale tra donne e uomini e limita l’accesso a professioni qualificate. Nonostante alcune buone pratiche già avviate in diversi Stati membri – come i servizi per l’infanzia in Finlandia o le misure di flessibilità e i sostegni mirati in Belgio – manca ancora una visione europea organica capace di superare la frammentazione attuale. L’interrogazione chiede, dunque, alla Commissione europea: la disponibilità di dati chiari e comparabili a livello UE su quante studentesse diventano madri e su cosa accade ai loro percorsi di studio e lavoro; un impegno concreto dell’Europa per fare di più, attraverso politiche comuni, linee guida e strumenti di supporto per accompagnare queste donne nella costruzione della loro carriera.
“L’Europa investe molto in istruzione e ricerca. Ora però deve compiere un passo in più: integrare in modo strutturale la dimensione della genitorialità nelle politiche educative. È una questione di equità, ma anche di competitività del nostro sistema”, prosegue l’On Princi.
“Sono davvero orgogliosa – aggiunge – che la mia interrogazione sia stata trasversalmente sostenuta da tutti i gruppi politici: i diritti delle donne e la parità di genere non hanno colore e ideologia. Ci troviamo di fronte a una responsabilità comune. Difendere il diritto allo studio delle donne, anche quando diventano madri, significa costruire una società più equa, moderna e competitiva. Un’Europa che sostiene le madri è un’Europa più giusta e più forte”, conclude l’eurodeputata.
