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Mediterranea

IL RIBELLE – SUO MALGRADO

di Felice Francesco Delfino

Nel romanzo “il ribelle. Suo Malgrado” di Pat Porpiglia, emerge una narrazione avvincente che pur collocandosi nel contesto della narrativa psicologica contemporanea, si presta a una lettura filologica – religiosa di notevole interesse. L’opera affronta infatti il conflitto tra individuo, famiglia, identità e libertà interiore in un percorso introspettivo gradevole che al contempo, un unicum sui generis.  Questi temi affrontano la tradizione biblica tanto quanto il pensiero antropologico e spirituale mediterraneo. Il protagonista Adamo non porta casualmente il nome del primo uomo della tradizione giudaico – cristiana. La scelta onomastica richiama immediatamente la figura archetipica dell’”uomo incompiuto”, fragile, plasmato dall’ambiente e incapace inizialmente di esercitare una piena autodeterminazione. In chiave filologica il nome “Adamo” deriva dall’ebraico “adam”, collegato alla terra “adamah”, simbolo della creatura legata alla materia, vulnerabile e dipendente. Nel romanzo, Adamo vive infatti una condizione di dipendenza psicologica dalla madre e dalla struttura patriarcale della provincia reggina, quasi se fosse ancora “plasmato” dalle mani della famiglia e non ancora nato alla propria coscienza.

Adele, al contrario, assume i tratti della figura sapienziale e ribelle. È una donna che rifiuta le Pirandelliane “maschere sociali”, elemento che richiama il tema evangelico dell’ipocrisia denunciata da Gesù di Nazareth contro il formalismo religioso e morale. Adele rompe i confini imposti dalla tradizione provinciale e si oppone alla cultura del giudizio collettivo. In tal senso, il personaggio rappresenta quasi una Sophia moderna; una sapienza inquieta che destruttura l’ordine costituito.

La crisi matrimoniale diventa allora un vero e proprio itinerario iniziatico. Nella filologia delle religioni, il viaggio interiore è un archetipo presente dai misteri eleusini fino alla mistica cristiana. Il tradimento, il dolore e la dissoluzione dell’identità sociale assumono il valore simbolico della “morte rituale”, necessaria per la rinascita spirituale.

Adamo così attraversa una sorta di discesa agli inferi psicologici che ricordano il tema della “katabasis”, presente nella letteratura antica e religiosa: dall’Odissea fino alla Divina Commedia.    

L’ambiente della provincia reggina assume inoltre un forte valore antropologico. La comunità appare governata da codici morali impliciti, quasi tribali, nei quali il giudizio collettivo sostituisce la libertà individuale. Questo elemento richiama le dinamiche delle società tradizionali mediterranee studiate dalla filologia religiosa e dall’antropologia culturale: il concetto di onore, il controllo sociale, il peso della famiglia e la difficoltà dell’individuo di emanciparsi dal gruppo.

Nel romanzo si percepisce anche un contrasto tra “legge” e “autenticità”, tema centrale della storia delle religioni. Adamo incarna inizialmente la sottomissione alla norma; Adele invece rappresenta la rottura profetica. Tale tensione richiama il dualismo fra istituzione e coscienza presente nella tradizione biblica, nei testi gnostici e persino nella riflessione esistenzialista contemporanea.

Dal punto di vista simbolico, il “ribelle suo malgrado” è l’uomo moderno che si ribella non per ideologia ma per necessità esistenziale. La ribellione nasce dalla sofferenza, dalla crisi e dalla presa di coscienza. È una ribellione che ricorda il percorso dell’uomo contemporaneo descritto da Carl Gustav Jung: l’individuazione come lotta contro le immagini imposte dalla collettività-

L’opera di Pat Porpiglia può dunque essere letta non soltanto come romanzo psicologico, ma anche come metafora spirituale dell’essere umano contemporaneo; un individuo sospeso tra conformismo e libertà, tra appartenenza e ricerca di sé, tra il bisogno di amore e il desiderio di autenticità.

In questa prospettiva, il ribelle. Suo malgrado diventa una riflessione sul destino dell’uomo occidentale moderno, incapace di sottrarsi completamente ai modelli sociali ma inevitabilmente spinto verso una forma di risveglio interiore.             

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