IL CONTEST LETTERARIO “Il MaR fra mezzo” PROCLAMA I VINCITORI
Agata De Luca e Daniela Scuncia Sono pubblici gli esiti del Contest per racconti brevi...

Agata De Luca e Daniela Scuncia Sono pubblici gli esiti del Contest per racconti brevi...

Da Giornalistitalia.it di Ilda Tripodi
Paola Tripodi non c’è più. E dirlo sembra impossibile, anche se oggi la Basilica Cattedrale Metropolitana di Maria Santissima Assunta in Cielo di Reggio Calabria era gremita di parenti e amici profondamente addolorati. Paola Tripodi non c’è più. E a scriverlo sembra ancora più impossibile perché donne come lei lasciano una presenza così forte, così luminosa, da sembrare eterne.
Paola Tripodi è stata una figura straordinaria dello sport italiano, arbitro mondiale di pesistica, insignita della Stella d’Oro Coni al Merito Sportivo, prima e unica donna calabrese, fino a oggi, ad aver ricevuto questa prestigiosa onorificenza. Ma ridurre la sua vita ai titoli sarebbe troppo poco. Perché Paola è stata molto più di una grande protagonista dello sport: è stata una grande donna, oltre che un’esperta fisioterapista.
Una donna elegante. Elegantissima. Non soltanto nel modo di vestire, sempre impeccabile, ma soprattutto nei modi, nello sguardo, nell’approccio alle persone. Elegante nell’amicizia, nelle relazioni umane, nella capacità rara di esserci senza mai invadere, di sostenere senza mai giudicare. Aveva 65 anni e quella grazia autentica che appartiene solo alle anime nobili.
È stata una bandiera dello sport vero, del fair play, del sacrificio, della disciplina e dei valori più puri della competizione. Con il suo coraggio e la sua tenacia ha rappresentato un esempio per generazioni di atleti e dirigenti sportivi. Ma ancora più grande è stata la sua forza come donna.
Fino all’ultimo giorno ha affrontato la sofferenza con un sorriso che non si è mai spento. Un sorriso dignitoso, forte, pieno di luce. Non ha mai smesso di incoraggiare gli altri, di trasmettere speranza, di insegnare che nella vita non bisogna mollare mai.
E forse non è un caso che l’ultimo messaggio scambiato con lei sia stato proprio questo: «Non mollare mai». E lei, con la forza che l’ha sempre contraddistinta, aveva risposto semplicemente: «Mai». In quella parola c’era tutta Paola. La sua anima combattiva. La sua lealtà. La sua infinita forza.
Oggi lo sport perde una delle sue figure più alte e autentiche. Ma chi ha avuto il privilegio di conoscerla perde soprattutto una persona rara: una donna capace di unire bellezza, bontà e verità. Una donna che resterà per sempre nel cuore di chi l’ha amata. Paola Tripodi è stata e resterà una bandiera. Non solo dello sport. Ma della dignità, dell’eleganza dell’anima e della bellezza umana più vera. Reggio Calabria, la città dove è nata e dove ha deciso di vivere, la piange e con Reggio tutta l’Italia sportiva che lei rappresentava nel mondo.
Giunge dalla Federazione Italiana Pesistica una nota commossa per la scomparsa di Paola Tripodi.
«Arbitro Internazionale di lungo corso, Paola ha onorato la maglia federale ai massimi livelli, distinguendosi in ogni contesto per competenza, integrità e dedizione assoluta. Una carriera brillante e instancabile, iniziata nel 1989 come arbitro regionale e culminata nel 2002 con la qualifica di arbitro internazionale di I categoria, che l’ha vista presente nei momenti più importanti della pesistica italiana e mondiale, portando sempre con sé il valore umano prima ancora di quello tecnico.
Il presidente federale Alberto Miglietta, a nome di tutta la Federazione, il segretario generale Francesco Bonincontro, a nome della Segreteria Federale, e Massimo Grassi, a nome della Commissione Nazionale Ufficiali di Gara e di tutti i colleghi arbitri che hanno avuto la fortuna di condividere con lei gare, sacrifici e grandi soddisfazioni, si stringono con affetto al marito Antonio Laganà e a tutti i familiari di Paola in questo momento di immenso dolore. Il suo ricordo, la sua professionalità e il suo esempio resteranno per sempre nel cuore della grande famiglia della pesistica italiana».
Ad Antonio, alle figlie Angela, Claudia ed Arianna, alla mamma Angela e alla famiglia tutta il commosso abbraccio del Direttore e della Redazione di Giornalisti Italia.
