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SYMPATHY FOR THE DEVIL

«Provate un po’ a impiccare una pulce! Provate a sfuggire alla malasorte! Provate a indovinare dove si nasconde lo spirito maligno!», Io ci provo: nelle pagine di questo Gimpel, l’idiota (Traduzione di Anna Bassan Levi, Adelphi, Milano, 2026) di Isaac Bashevis Singer. Prima raccolta di racconti dello scrittore polacco-statunitense, uscita in volume nel 1957 (ma, prima dell’edizione inglese, in lingua yiddish, pubblicati singolarmente, a partire dal 1942, su varie riviste), questo libro sulfureo (di)mostra un mondo sinistro, quello abitato dagli ebrei a contatto con la fede, la vita di ogni giorno e l’occulto. 11 racconti incentrati sui temi che, in genere, contornano da sempre ogni letteratura. Ricchezza e povertà, scherzi da prete o scherzi del Demonio, amori e tradimenti, il lavoro visto come destino, lo «specchio» come tramite tra due mondi: questo e l’«altro». Singer porta sulla scena personaggi «unici», caratteristici e caratterizzati. Casi unici o casi clinici, verrebbe da chiedersi? Ma il Diavolo si nasconde nei dettagli; ecco la mia risposta alla provocazione di Singer da cui siamo partiti. Nei dettagli vive la vita Gimpel, l’idiota che dà il titolo all’intera raccolta. «Sentii raccontare di tutto, bugie e fandonie, ma più invecchiavo e più capivo che le bugie non esistono. Se una cosa non succede nella realtà qualcuno se la sogna di notte, e se non succede a me succede a un altro, e se non succede oggi succederà domani, fra un secolo o l’anno prossimo. Che importa? Spesso mi è capitato di sentir raccontare una cosa, di dire: “Non può essere” e di scoprire, in capo a meno di un anno, che in qualche modo era successa davvero». Saranno dettagli ma «conta solo ciò che uno s’inventa. Anche le bugie devono contenere un briciolo di verità». Se è vero com’è vero che «è scritto da qualche parte che ogni uomo è seguito da diavoli. Un migliaio sulla sinistra e diecimila sulla destra», se ne ha che lo specchio nasconde un ulteriore dettaglio. «Un giorno d’estate, mentre era intenta a contemplarsi il capezzolo sinistro, Zirel mi scorse nello specchio: nero come la pece, lungo come una pertica, con orecchie d’asino, corna d’ariete, bocca di rana e barba di capro». L’«altro». Mondo si trova sempre dall’altra parte dello specchio. A questo punto non rimane che enunciare la verità «Si dice che io, il Maligno, dopo essere sceso sulla terra per indurre gli uomini al peccato, poi salirò in cielo ad accusarli. In realtà sono io che do la prima spinta al peccatore, ma lo faccio con tanta destrezza che al peccatore sembra una buona azione». Non sono dettagli tutte le conseguenze di questa «prima spinta». La sete di ricchezza di un intero paese viene punita dal Demonio. L’Ammazzamogli estenua, fino al punto di portarle alla morte, le proprie consorti. I piccoli calzolai si raccolgono intorno al vecchio padre, come quando erano bambini, rinsaldando legami di affetto e di solidarietà familiare. Un uomo perdere la fede e la ritrova, grazie alla visita di Rebecca, la sua figlioletta morta. Dal diario di un non nato apprendiamo che «io non sono più un diavoletto ma un demone adulto e maschio per giunta» e gioco con la vita e con la morte, e conduco – per gioco – la morte da mia moglie. Il vecchio, nella sua parabola esistenziale, incontra l’appoggio e il sostegno degli altri ebrei. Il racconto intitolato Fuoco è la storia di un eroe per caso. Costui circumnaviga i due poli della morale: avrebbe voluto fare il male ma si trova, invece (costretto dalle circostanze), a fare il bene. Infine, Colui che non era visto è un traditore. Tentato dal Demonio lascia la moglie per una serva. La serva lo deruba. Torna dalla moglie che si prende cura di lui. La moglie si è, però risposata. La moglie muore. «Se la verità fosse nota a tutti, come potrebbe esservi libertà?  Se l’inferno e il paradiso fossero in mezzo alla piazza del mercato, tutti sarebbero santi. Dio ha concesso all’uomo il suo dono più grande celandogli per sempre il suo volto. Gli uomini sono figli dell’Altissimo e con loro l’Onnipotente gioca a nascondino Egli cela il suo volto e i suoi figli lo cercano quando hanno la fede nella sua esistenza».     

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