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Mediterranea

La giornalista Roxana Guzmán è stata assassinata

da giornalistitalia.it

VERACRUZ (Messico) – È stata trovata morta la giornalista Roxana Guzmán, rapita il 2 giugno scorso da un commando che ha fatto irruzione nella sua casa di Nanchital, nello Stato costiero orientale messicano di Veracruz.

2 giugno 2026: il commando sfonda a colpi di mazza la porta d’ingresso della casa di Roxana Guzmán

Lo ha reso noto la Procura Generale dello Stato (FGE) confermando, a conclusione del processo di identificazione, che i resti umani rinvenuti in un ranch di Moloacán appartengono alla giornalista.
Otto persone sono state arrestate con l’accusa di omicidio aggravato, tra cui quattro agenti della polizia municipale di Ixhuatlán del Sureste, accusati di aver fornito risorse, cibo e supporto logistico al gruppo criminale responsabile del sequestro e dell’omicidio di Roxana Guzmán.
Alcuni giorni fa, le autorità statali e federali hanno, infatti, annunciato l’arresto di José del Carmen N., il quale aveva fornito informazioni su una proprietà situata al confine tra i comuni di Moloacán e Ixhuatlán del Sureste, dove si riteneva si trovassero i resti di Roxana. Dopo diverse indagini, le autorità hanno rinvenuto i resti scheletrici, che sono stati sottoposti ad analisi forensi che hanno confermato l’appartenenza alla giornalista.
I sospettati sono stati identificati come Javier Iván N., alias Delta 1, José del Carmen N, alias Delta 7, e Luis Arturo, alias Delta 11 o El Pelón, sono stati arrestati per il loro presunto coinvolgimento nel rapimento di Roxana, in collusione con Karen Monserrat N, alias La Hiena, e con gli agenti di polizia municipale Julio César N, Luis Enrique N, Juan Carlos N e Ismael N.

Gli otto arrestati

Il 2 giugno scorso, Roxana Berenice Guzmán, direttore del sito di notizie Pulso Informativo del Sureste, è stata rapita da un gruppo di uomini armati che si sono introdotti nella sua casa nel comune di Nanchital.

Uno degli arrestati

Il rapimento è stato ripreso dai familiari e il video è circolato sui social media. Mostra uomini incappucciati che usano una mazza per sfondare la porta, entrare e portare via la giornalista mentre i familiari li implorano di fermarsi. La madre di Guzmán ha raccontato che gli aggressori, armati di fucili d’assalto, erano vestiti da poliziotti e le hanno assicurato che avrebbero portato sua figlia “in commissariato”.
I parenti di due dei quattro agenti arrestati hanno protestato davanti al Centro di Giustizia Integrale di Coatzacoalcos. Hanno ribadito l’innocenza degli agenti di polizia e hanno chiesto al governo di Veracruz e alla Procura Generale dello Stato (FGE) di garantire un processo equo e di assicurare che le loro famiglie non vengano usate come capri espiatori.

Roxana Guzmán

L’Ufficio del Relatore Speciale per la Libertà di Espressione della Commissione Interamericana dei Diritti Umani (Iachr) ha condannato l’omicidio di Roxana Guzmán affermando che «gli atti di violenza commessi contro giornalisti e operatori dei media non solo violano gravemente il loro diritto alla vita, ma mirano anche a sopprimere radicalmente il loro diritto alla libertà di espressione e a generare un clima di autocensura tra gli altri operatori dei media».
Con quest’ultimo caso, sale a 34 (3 nel 2026) il numero dei giornalisti assassinati a Veracruz che, secondo Reporter senza Frontiere, continua a essere in cima alla lista degli stati più pericolosi per i giornalisti. L’organizzazione per la libertà di stampa sottolinea che «l’omicidio di Roxana Guzmán dimostra, ancora una volta, l’incapacità delle autorità di proteggere la stampa»

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