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L’ultimo saluto a Pippo di Marca: fondatore del metateatro tra drammaturgia e spettacolo

di Nadir Masuero

Il panorama culturale e spettacolare italiano pone l’ultimo saluto a Pippo Di Marca, straordinario attore, regista e drammaturgo che ha segnato in modo indelebile la storia del teatro d’avanguardia del nostro Paese. Nato a Catania e attivo per decenni nella Capitale, l’artista si è spento all’età di ottantasei anni a Roma il 21 luglio precipitando attraverso i piani di un palazzo. In corso sono le indagini per l’accertamento della volontà del gesto, accompagnato da un biglietto ai familiari: “non ne posso più […] lo spettacolo è finito”. L’accaduto lascia un profondo senso di sgomento tra colleghi, accademici e appassionati. Fin dal suo esordio negli anni Sessanta all’interno della vivace scena romana delle cantine, Di Marca ha incarnato lo spirito di una ricerca scenica coraggiosa, del tutto estranea alle logiche commerciali e costantemente orientata al superamento dei canoni rappresentativi tradizionali.

Fautore di un’idea di rappresentazione totale, visionaria e anticonformista, Di Marca ha fondato il celebre Meta-Teatro, uno spazio che per decenni ha rappresentato un fondamentale crocevia di sperimentazione per drammaturghi, attori e performer. Nel corso del suo lungo e articolato percorso creativo, il regista catanese ha intessuto dialoghi e collaborazioni di primissimo piano con autentici giganti della scena contemporanea, tra cui Carmelo Bene, Leo de Berardinis e Julian Beck del Living Theatre. Attraverso ispirazioni dedicate a figure del calibro di Marcel Duchamp e di Lautréamont, la sua poetica ha trasformato il palcoscenico in un laboratorio di continua decostruzione dei linguaggi performativi.

Oltre all’intensa e incessante attività sul palcoscenico e ai numerosi saggi critici scritti per analizzare l’evoluzione dell’atto drammatico, Di Marca ha saputo regalare performance memorabili anche sul grande schermo. Il pubblico cinematografico lo ricorda in particolare per la sua incisiva interpretazione dell’uomo politico Giulio Andreotti nella pellicola “Il traditore”, diretta nel 2019 da Marco Bellocchio. Questa prova attoriale, caratterizzata da un rigoroso lavoro sulla mimica e sull’espressività contenuta, ha testimoniato la grande versatilità di un interprete capace di passare con estrema naturalezza dai palchi alternativi del teatro di ricerca ai grandi set del cinema d’autore internazionale.

La scomparsa di Pippo Di Marca lascia un vuoto incolmabile nel panorama artistico e intellettuale nazionale, ma la sua profonda eredità culturale rimane un punto di riferimento fondamentale per quanti concepiscono il teatro come luogo di interrogazione etica ed estetica. La sua lezione sulla libertà espressiva e il suo costante invito a non omologarsi ai codici dominanti continuano a guidare le nuove leve della regia e della recitazione. Il ricordo di questo indiscusso maestro dell’avanguardia proseguirà così attraverso le sue opere, le pubblicazioni teoriche e la memoria di una vita interamente consacrata alla sperimentazione e alla ricerca della verità scenica.

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