LA FONDAZIONE CORRADO ALVARO SALUTA IL NUOVO VESCOVO DI LOCRI-GERACE
Ecco il testo della lettera che Franco Arcidiaco, Presidente della Fondazione Corrado Alvaro, ha inviato...

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Dal 18 agosto sette grandi murales trasformeranno Pentedattilo con artisti internazionali. “Tra le mani di pietra”, parte del progetto “Rianimare Pentedattilo”, unisce arte urbana, comunità e rigenerazione culturale
Pochi luoghi possiedono la forza evocativa di Pentedattilo. Adagiato ai piedi della celebre rupe che ricorda una gigantesca mano, il piccolo borgo del comune di Melito Porto Salvo custodisce una storia secolare e un patrimonio unico che, dopo molti anni di abbandono, sta conoscendo oggi una nuova stagione. Dal 18 agosto questo percorso di rinascita entrerà in una ulteriore fase con “Tra le mani di pietra”, il Festival internazionale di arte urbana nel paese nuovo di Pentedattilo, che porterà nel borgo artisti provenienti da Italia, Messico, Cuba e altri contesti internazionali, chiamati a dialogare con la storia, la memoria e il paesaggio attraverso sette grandi opere murali. L’obiettivo non è soltanto recuperare edifici e spazi, ma restituire anima e futuro a un luogo che continua a esercitare un fascino potente su chi lo visita.
Un progetto che nasce dall’ascolto
L’evento rappresenta uno dei momenti centrali di “Rianimare Pentedattilo”, il progetto di Azimut APS, in partenariato con il Consorzio Ecolandia e l’associazione Pro Pentedattilo, sostenuto da Fondazione Con il Sud e Fondazione CDP, l’ente no profit del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, che animerà il borgo durante tutta l’estate con iniziative dedicate alla cultura e alla valorizzazione del territorio.
Dietro il festival non c’è soltanto un programma artistico, ma un percorso costruito con attenzione e sensibilità. La direzione artistica è affidata a Boris Veliz, artista visivo, muralista e scenografo formatosi all’Accademia di Belle Arti di Brera, che ha sviluppato un concept nato da un lungo lavoro di osservazione, ascolto e confronto con il territorio e con la comunità locale.
Il masterplan immaginato da Veliz considera Pentedattilo un organismo vivente e sviluppa gli interventi lungo cinque grandi temi – Memoria, Tragedia, Migrazione, Natura e Futuro – affinché ogni opera dialoghi con le altre e contribuisca a raccontare l’identità del borgo in una chiave contemporanea.
Una comunità che apre le proprie case all’arte
Uno degli aspetti più significativi del progetto è il coinvolgimento diretto della comunità.
Ben sei dei sette murales nasceranno sulle pareti di abitazioni private (l’ultimo abbellirà la facciata dell’Ostello della Gioventù). Un risultato possibile grazie alla grande disponibilità dimostrata da numerosi proprietari, che hanno scelto di mettere a disposizione le facciate delle proprie dimore, condividendo con entusiasmo un progetto di rigenerazione che appartiene all’intero paese.
Importante è stata anche la collaborazione con il Comune di Melito Porto Salvo, che ha sostenuto il percorso organizzativo favorendo la realizzazione di un’iniziativa destinata a lasciare un segno duraturo sul territorio.
A testimoniare il valore culturale dell’iniziativa è anche la scelta degli artisti che hanno accolto l’invito vivendo l’esperienza come un autentico scambio: hanno infatti deciso di offrire la propria arte in cambio dell’ospitalità ricevuta. Un gesto spontaneo che racconta il crescente potere attrattivo di Pentedattilo e la capacità del borgo di creare relazioni, prima ancora che eventi.
In dialogo con il 48 Ore Pentedattilo Film Festival
“Tra le mani di pietra” si svilupperà nello stesso periodo del 48 Ore Pentedattilo Film Festival, ideato dal regista e attore Americo Melchionda, creando un intreccio tra cinema, arte urbana e partecipazione. Una sfida creativa che dal 28 al 30 agosto porterà cineasti e videomaker a vivere un’esperienza immersiva tra vicoli, pietra e memoria.
Le iscrizioni, chiuse il 15 luglio scorso, hanno registrato una partecipazione numerosissima e sentita, confermando il crescente interesse verso un progetto che sta facendo conoscere Pentedattilo ben oltre i confini della Calabria.
Gli artisti protagonisti
Sette artisti, sette visioni, un unico racconto collettivo. Provenienti da Italia, Ecuador, Messico e Cuba, gli artisti invitati interpretano i grandi temi del masterplan curatoriale – memoria, tragedia, migrazione, natura e futuro – dando vita a un museo diffuso che intreccia linguaggi contemporanei e identità del territorio.
Boris Veliz
Artista visivo, muralista e scenografo italo-ecuadoriano, opera tra Italia, Europa e America Latina sviluppando interventi che intrecciano arte, territorio e inclusione sociale. La sua ricerca coniuga produzione artistica, formazione delle nuove generazioni e processi partecipativi, trasformando lo spazio pubblico in un luogo di dialogo e confronto. A Pentedattilo cura la direzione artistica del festival e realizza l’opera dedicata all’incontro tra culture e alla memoria condivisa.
Basik (Lucio Bolognesi)
Tra i principali protagonisti della street art italiana dagli anni Novanta, Basik ha esposto e realizzato opere in numerosi festival internazionali. La sua ricerca artistica ruota attorno alla figura della mano come simbolo di relazione, memoria e spiritualità. A Pentedattilo affronterà il tema della tragedia, reinterpretando la celebre leggenda del borgo attraverso un linguaggio contemporaneo.
Farid Rueda
Artista messicano di fama internazionale, autore di murales in oltre trenta Paesi, è riconosciuto per il suo stile caratterizzato da colori vibranti, geometrie e animali simbolici ispirati alle culture ancestrali. Il suo intervento sarà dedicato alla natura, raccontando il rapporto profondo tra biodiversità, mito e paesaggio.
Associazione Kronos
Realtà culturale attiva da oltre un decennio nell’area grecanica, promuove progetti di arte pubblica, partecipazione e valorizzazione del territorio. Il murale realizzato per il festival rifletterà sul tema della migrazione, attraverso la memoria delle partenze che hanno segnato la storia di Pentedattilo e il legame mai interrotto con le comunità emigrate.
Tania Azzar
Artista reggina e psicologa, sviluppa una ricerca multidisciplinare che comprende pittura, murales, acquerello, scultura e installazione. Da anni racconta i borghi calabresi attraverso uno sguardo poetico e profondamente legato al territorio. A Pentedattilo interpreterà il tema del futuro, ponendo al centro lo sguardo delle nuove generazioni e il valore della bellezza come eredità collettiva.
Lisley Durañón Ojeda
Artista visiva, scrittrice e promotrice culturale dell’Avana, fondatrice di EstudioTaller Karma, sviluppa una ricerca che intreccia memoria afrodiscendente, spiritualità, identità e partecipazione sociale. La sua opera sarà dedicata a Madre Natura, simbolo universale di rinascita e ponte culturale tra Cuba e Pentedattilo.
Elena Accenti e Cristian Neri
Duo artistico milanese proveniente dal mondo dell’illustrazione, del fumetto e delle arti visive, costruisce progetti che uniscono narrazione, ricerca storica e coinvolgimento del pubblico. Il loro intervento esplorerà il rapporto tra memoria, paesaggio e identità botanica, trasformando un elemento naturale simbolo di Pentedattilo in una metafora di resilienza e appartenenza.
Un modello di rigenerazione che guarda lontano
“Tra le mani di pietra” va oltre la realizzazione di sette murales. L’ambizione è costruire un museo diffuso permanente, capace di generare turismo culturale, nuove opportunità economiche, senso di appartenenza e una diversa narrazione del territorio.
La presenza di artisti provenienti da esperienze e culture differenti conferma la vocazione internazionale del progetto e rafforza l’idea di Pentedattilo come luogo d’incontro, di ricerca e di sperimentazione artistica.
Un modello di rigenerazione che punta a diventare un appuntamento annuale di respiro europeo e un esempio per molti altri borghi del Mezzogiorno. Perché a Pentedattilo l’arte non colorerà soltanto delle pareti ma intreccerà futuro e memoria, creando un racconto collettivo, come si legge nella vision del progetto: “Non stiamo solo dipingendo muri. Stiamo scrivendo il futuro del nostro patrimonio sulla pietra”.
