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SPAZIO OPEN PER: “CENTOANNICALVINO” IN PROGRAMMA UN CICLO DI INCONTRI CHE CI ACCOMPAGNERANNO ANCHE NEL 2024

“In un’epoca e in un paese in cui tutti si fanno in quattro per proclamare opinioni o giudizi, il signor Palomar ha preso l’abitudine di mordersi la lingua tre volte prima di fare qualsiasi affermazione. Se al terzo morso di lingua è ancora convinto della cosa che stava per dire, la dice; se no sta zitto. Di fatto, passa settimane e mesi interi in silenzio”. Con la lettura di questo brano, tratto dal romanzo “Palomar”, di Italo Calvino (I silenzi di Palomar), Antonella Cuzzocrea responsabile di Spazio Open, ha aperto il terzo incontro –tenutosi ieri pomeriggio- dedicato Italo Calvino. Le celebrazioni per il centenario dalla nascita di uno dei più influenti scrittori del XX secolo, si concludono, solo temporaneamente, con un reading magistralmente eseguito da Cinzia Messina con il supporto tecnico- musicale di Antonella Bellocchio; con questa formula (reading teatrale) è stato possibile “cogliere” la musicalità dei racconti e la vera essenza delle parole di Calvino. Brani tratti da alcune delle sue opere più significative: come “Palomar”, “Le Città Invisibili” o il meno conosciuto “Sotto il sole giaguaro”, hanno fermato il tempo e trasferito il pubblico in una dimensione onirica, senza tempo ne spazio permettendo, ai presenti, di gustare una scrittura unica e senza tempo. Gli incontri, dedicati da Spazio Open al centenario dalla nascita di Calvino, nato a Cuba da genitori italiani il 15 ottobre 1923, si sono aperti nel mese di aprile con l’incontro che ha coinvolto la professoressa Francesca Neri  studiosa di letteratura nonché responsabile del Centro Studi Anassilaos. Incontro nel corso del quale si è ripercorsa la storia familiare e letteraria di Calvino; ma non solo, si è ricordato l’impegno politico – antifascista e comunista-  di Calvino che prese parte alla Resistenza alla quale dedica il suo primo romanzo: “Il sentiero dei nidi di ragno” e la raccolta di racconti “Ultimo viene il corvo”. Calvino era uno scrittore complesso dall’impronta neorealistica nei primi romanzi  passando ad una scrittura allegorico-fiabesca della produzione più matura come accade in: “Fiabe”. Arrivando, poi, al periodo cosiddetto combinatorio influenzato dallo strutturalismo e dalla semiologia, dagli scritti di Roland Barthes, e da Jorge Borges con opere quali: “Se una notte d’inverno un viaggiatore” e “Le città invisibili”. Proprio a quest’ultimo scritto, è stato dedicato il secondo incontro di Spazio Open, tenutosi il 29 novembre. L’omaggio, ad uno dei romanzi più celebri dello scrittore, ha visto protagonista il professore Isidoro Pennisi dell’Università Mediterranea conversare con l’editore di Città del Sole Franco Arcidiaco, Francesco Costantino, Pino Falduto, Franco Barreca; conversazione intervallata dagli interventi degli studenti di architettura di UniRC Giorgio Retez e Simona Raffa. Proprio quest’ultimi sono gli autori di un interessantissimo esperimento: proseguire, idealmente, lo scritto di Calvino e continuare  il dialogo visionario tra due viaggiatori aggiungendo il decimo capitolo di quest’opera. I due, infatti, dopo uno studio attento ed una ricerca a ritroso della storia, hanno fatto di Taranto la  56esima città invisibile, raccontandola utilizzando lo stesso linguaggio utilizzato da Calvino che muove in uno spazio geografico mentale fatto di ricordi, dejà-vu, impressioni e immagini istantanee che appaiono e scompaiono come frammenti invisibili ma non per questo meno reali.  Il dialogo visionario tra due protagonisti,,si trasforma in una meditazione distopica sulle città, il passato che ritorna presente, la globalizzazione delle diversità e le altre contraddizioni di una società contemporanea in cui oltre la metà della popolazione mondiale di otto miliardi di abitanti vive in ambienti urbani, megalopoli sempre più gigantesche dove (come già profetizzato da Calvino) è l’essenza dell’essere umano a diventare sempre più invisibile. Un esperimento, riuscitissimo che ha aperto un dibattito, inevitabile, sulla nostra città; proprio Reggio, infatti, quando ripartiranno gli incontri dedicati a Calvino da febbraio 2024, sarà oggetto di questo esperimento, diventando la 57esima Città invisibile. Appuntamento, quindi a Spazio Open per il 2024.

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