Menomale che Giuseppe c’è
È sufficiente un pizzico di reale, concreta chiarezza per far comprendere all’ignaro cittadino quanto sia...

È sufficiente un pizzico di reale, concreta chiarezza per far comprendere all’ignaro cittadino quanto sia...

Si è tenuto ieri sera, presso Spazio Open, l’incontro di presentazione del libro “Ottomani sullo Stretto. Nulla è come sembra” scritto da: Vinicio Leonetti, Aldo Mantineo, Davide Marchetta e Marcello Mento edito da Città del Sole. Un appuntamento organizzato dal Rotary club Reggio Calabria sud Parallelo 38, al fine di promuovere la “cultura che migliora la vita della comunità e favorisce lo sviluppo di un mondo in pace”, come dichiarato in apertura dal presidente Rotary Enrico Paratore; come tutti i service promossi dal Rotary, anche quest’incontro ha lo scopo di far conoscere realtà d’interesse culturale e socialmente rilevanti. A conversare con due degli autori del libro: Vinicio Leonetti e Aldo Mantineo è stata la giornalista Cristina Cortese, insieme alla quale i due giornalisti e scrittori hanno ripercorso la nascita di questo testo tutto da scoprire. All’incontro presente anche l’editore di Città del Sole, Franco Arcidiaco. Nato da un’idea di Aldo Mantineo in un caldo pomeriggio estivo, sul bus che da Palermo lo avrebbe portato a Siracusa, “Ottomani sullo stretto”, è un patchwork letterario, uno scrigno che svela il contenuto, per anni sopito, dei taccuini di quattro cronisti – uniti dalla collaborazione con uno dei quotidiani più noti tra le due sponde dello stretto come è Gazzetta del Sud- che svincolati dalle rigide regole imposte dalla scrittura giornalistica, hanno dato fondo ai loro ricordi e tolto i freni alla loro fantasia dando vita ad un’opera che non ti aspetti. Otto racconti, due per ogni autore, che prendono vita da “quel che resta” negli appunti dei loro pezzi, “gli avanzi di quel che non viene considerato meritevole di entrare nel pezzo da pubblicare; ma a volte quelle cose inappropriate entrano nella memoria del giornalista e restano archiviate per decenni nelle ram di tanti operai della parola”. Con le loro “ottomani”, questi quattro moschettieri della carta stampata hanno deciso di rivelare i loro “non scritti” attraverso racconti che navigano tra la realtà e la fantasia. Otto racconti, l’uno staccato dall’altro, permettono al lettore di immergersi in realtà ed epoche differenti: dalla Reggio Calabria contemporanea alla Sicilia degli anni cinquanta, sino ad arrivare all’America dei primi del ‘900. Si passa dalla storia sfortunata, ma che raccoglie tutte le contraddizioni del Sud, nel racconto di Marcello Mento: “Micio Pinto, l’uomo che visse tre volte” tratto da una storia vera, al racconto di Aldo Mantineo: “Il Capitano Zan”, omaggio al capitano Natale De Grazia –racconto vincitore del premio Rhegium Julii 2019- , per poi passare al più leggero, non senza colpi di scena, racconto di Vinicio Leonetti: “L’amante del boss”. Tutti racconti di una cronaca “non rilevante” ma che comunque colpisce e lascia il segno; indubbio il taglio giornalistico degli autori che non possono, anche volendo, tradire se stessi, ma che sconfinano in una scrittura più libera che fa l’occhiolino ad una più cinematografica e teatrale, dove non mancano i colpi di scena e descrizioni poetiche. Mai come in quest’occasione, “Nulla è come sembra”.

