Menomale che Giuseppe c’è
È sufficiente un pizzico di reale, concreta chiarezza per far comprendere all’ignaro cittadino quanto sia...

È sufficiente un pizzico di reale, concreta chiarezza per far comprendere all’ignaro cittadino quanto sia...

La Rai mantiene gli impegni , infatti nel Contratto di Servizio RAI – STATO 2023-2028, RAI CALABRIA Sede Regionale RAI. Capo Fila per le Trasmissioni in Lingua Arbëreshë, per la tutela della lingua sancito dall’art. 6 della Costituzione Italiana. Al mattino del sabato 19 Dicembre 2020 alle ore 07:30 per la prima volta della presenza della RAI in Calabria , attraverso il canale del Digitale Terrestre di RAI regionale e la piattaforma satellitare italiana TVSAT veniva trasmessa in televisione una commedia in lingua Arbëreshë sottotitolata in lingua italiana, nel rispetto delle indicazioni della Carta Europea sulle Lingue Regionali e di Minoranza, già sottoscritta dal Governo Italiano nel 2000, che invita a rendere sempre accessibili a tutti parlanti e non la lingua di minoranza attraverso sottotitolazione o doppiaggio. Di questa sperimentazione, autorizzata dalle varie Direzioni Centrali della RAI, in particolare Direzione Coordinamento Sedi Regionali ed Estere per la produzione televisiva Direttore dell’epoca avv. Luigi Meloni e Direzione Palinsesti dott. Marcello Ciannamea e del dott. Alberto Trionfi per le autorizzazioni alla diffusione nelle reti della RAI, mentre la TGR Calabria che ha avuto sempre una grande attenzione nei confronti delle Minoranze Linguistiche Storiche presenti in Calabria (Arbereshe, Grecanica e Occitana) all’epoca Caporedattore Pasqualino Pandullo fece fare un bel servizio al telegiornale edizione serale dedicato agli eventi il primo per le trasmissioni via satellite di tutto il palinsesto della TGR Calabria e il secondo alla messa in onda dopo 50 anni dalla Legge 103 del 1975 di Riforma della RAI della rappresentazione teatrale JETA (Vita) in lingua Arbëreshë, il giornalista che ha condotto la edizione serale del TGR Calabria era il dott. Antonio Liotta. Ma di cosa si trattava, entriamo dietro le quinte, questa sperimentazione, insieme alle altre sperimentazioni dedicate alle Minoranze Linguistiche Storiche della Calabria, veniva presa in carico dalla Sede Regionale in alcune fasi importanti: nella fase di produzione riprese e montggio, e in quella di post-produzione per i sottotitoli in lingua italiana e diffusione sul Satellite e Digitale Terreste. Importanti per le ricadute che sicuramente avrà nel caso partissero le trasmissioni dedicate sia in lingua italiana sia in lingua minoritaria( in questo caso lingua Arbëreshë ) sarebbe la possibilità di utilizzare per un paio di trasmissioni a settimana i sottotitoli in italiano, per coinvolgere tutti, anche coloro che non parlano subito la lingua di minoranza, in questo caso l’Arbëreshë . Infatti, il 19 dicembre 2020 è stata mandata in onda una commedia in lingua originale arbëreshë sottotitolata in italiano, l’occasione si è presentata quando la Fidapa di Cosenza ha organizzato la messa in scena della commedia in lingua arbëreshë JETA in occasione del Primo Centenario della Eparchia di Lungro (1919-2019) . Di seguito alcuni momenti del documentario e i protagonisti.

Avv. Anna Cerrigone all’epoca Presidente Fidapa Cosenza.
Avv. Anna Cerrigone che ha proposto all’Eparchia di Lungro di fare questa rappresentazione teatrale in onore del Primo Centenario per il riconoscimento del Vaticano della stessa Eparchia di Lungro, (1919-2019). La Sede regionale RAI poi ha messo lo “zampino” facendo le riprese, montaggio e sottotitoli con la collaborazione degli attori, autore e direttore artistico, e con la collaborzione della dott.ssa Saverina Bavasso che ha tradotto i testi in Arbereshe in Italiano per i sottotitoli, collaborazione con RAI avvenne a titolo gratuito.
La Commedia Jeta (Vita) è la storia di due anziani coniugi, Isabella e Francesco che per i loro 50 anni di matrimonio ricordano i momenti più importanti della loro vita: dal matrimonio, alle feste e ai canti con gli amici, la prima guerra e la perdita del loro adorato figlio Giuseppe. Nel finale, toccante la preghiera di Francesco che, rivolgendosi al Signore, lo prega affinché lui e la sua Isabella, possano iniziare il loro ultimo viaggio, che li ricongiungerà al figlio perso, nello stesso momento. È un atto unico messo in scena dagli attori non professionisti dell’Associazione “Il Sipario” di Spezzano Albanese. A cura dell’Associazione culturale e teatrale “il Sipario” di Spezzano Albanese (cs) Sisina: Adele Marino Francesco: Cenzino Barbati; Cantante: Emiliana Oriolo; Poeti: Tina Cacciola, Massimo De Roris, Adele Diodati, Rocco Gallucci; Sisina (Bambina): Alessandra Jasmine Fusca Francesco (bambino): Francesco Nino Corino Sisina (sposa): Martina Pia Gentile Francesco( sposo): Marco Perri Comparse: Tina Cacciola, Massimo De Roris, Adele Diodati, Rocco Gallucci, Angelo Sposato, Antonio Giovanni Spingola, Tiziana Palmieri, Anna Maria Oriolo, Annalisa Di Minco, Katia Maiolino, Maria Amodio, Stefano Martucci Bambini: Alessandra Jasmine Fusca, Francesco Nino Corino, Agostino Luci, Beatrice Corino, Azzurra Francesca Serrago, Alessandra Corino, Andrea Marino; Trucco artistico: Ines Antonietta Scorza; Musiche : Franco Damiano e Cosimo Scaravaglione; Poesie: Anna Maria Basile; Direzione Artistica, scenografica e Costumistica : Giuseppe Piragine; Regia Demetrio Corino; Servizio Audio e Luci, sono state curate da Marko mixer.

JETA (la vita) Opera in atto unico di Demetrio Corin
Dalla parte della Sede Regionale è stata interessata tutta la Produzione Radio e TV con il Funzionario Capo della Produzione dell’epoca Antonio Gatto e coordinamento delle riprese e della regia televisiva Andrea Beniamino Recchia.
Questa sperimentazione fatta della Sede Regionale RAI per la Calabria non è passata inosservata dalla Azienda RAI e nell’importantissimo documento del Bilancio Sostenibilità 2021 della RAI, documento previsto per Legge per le grandi Aziende: DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 2016, n. 254 Attuazione della direttiva 2014/95/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2014, recante modifica alla direttiva 2013/34/UE per quanto riguarda la comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e di informazioni sulla diversita’ da parte di talune imprese e di taluni gruppi di grandi dimensioni, (l’immagine di apertura dell’articolo è proprio la copertina del Bilancio Sostenibilità della RAI). Il Bilancio di Sostenibilità 2021 (circa 300 pagine) fu redatto dalla Direzione Bilancio Sociale della RAI il cui Direttore era il dott. Maurizio Rastrello e sottoposto alla firma dell’Amministratore Delegato della RAI all’epoca dott. Carlo Fuortes e del Presidente oggi in carica la dott.ssa Marinella Soldi.
Gli approfondimenti in merito possono essere acquisiti dai documenti di bilancio 2021 pubblicati nell’apposita sezione del sito www.rai.it/trasparenza. ( vedere link alla fine dell’articolo). Perché è così importante la citazione del Bilancio di sostenibilità 2021? Mette a confronto il tempo della mezz’ora di trasmissione realizzata secondo i crismi della Legge 103/1975 Nuova Riforma della RAI (dell’epoca), ovvero produzione di un programma in lingua Arbëreshë lingua Madre appartenente alla Minoranza Linguistica Storica degli Italo-Albanesi d’Italia e a pagina 191 del Bilancio Sostenibile 2021 ( realizzato con dati del 2020) vengono esposte le ore di trasmissioni effettuate ogni anno almeno a partire per alcune Lingue fin dal 1975 e piu’ di recente per altre (tv lingua Friulana (la Radio era già presente e Radio e Tv per la Lingua Sarda). Ed infine viene evidenziata la mezz’ora di trasmissione della Sede Regionale della Calabria che sembra un granellino di sabbia, la luce di una piccola candela ( la candela della speranza a memoria di Fabrizio Frizzi nel raccontare la storia delle tre candele!) , vediamo quella importante pagina tratta dal Bilancio Sostenibilità 2021 che fa parte del principio della Trasparenza adottata dalla RAI Radio Televisione Italiana, pagina che potremmo definire storica:

E’ importante precisare che la trasmissione della Sede Regionale Calabria del dicembre 2020 era rivolta alla lingua di Minoranza Linguistica Storica ovvero in Lingua Arbëreshë in forza della Legge 103/1975 e della Legge 482 del 1999 senza nulla togliere alla cosiddetta Minoranza Linguistica Nazionale a cui appartengono gli Albanesi in Italia stabilmente presenti in Italia la cui attenzione da parte del Governo Italiano potrebbe avvenire attraverso l’adozione e l’applicazione del Trattato “Carta Europea” delle Lingue Regionali e Minoritarie che ancora l’Italia non ha ratificato, mentre la Repubblica di Albania ha iniziato l’iter di ratifica.

Vogliamo ricordare che a marzo del 2020 e’ stata autorizzata dalla Direzioni Centrali della RAI già menzionate la produzione e la messa in onda a Diffusione Regionale e anche su RAIPLAY di un documentario in occasione del Primo Centenario della Eparchia di Lungro, (1919- 2019) la locandina dell’evento e fu sperimentata la post-produzione di doppiaggio attraverso la collaborazione della dott.ssa Saverina Bavasso che prestò la sua voce per il doppiaggio in lingua Arbëreshë del documentario realizzato dalla Produzione Radio Tv della Sede Regionale con un contratto a titolo gratuito non avendo ancora la Sede Regionale per la Calabria i livelli minimi di tutela della Lingua assegnati e il relativo fondo economico per coprire i costi di esperti esterni e/o di programmi prodotti da terzi, fondo economico dedicato per le Minoranze Linguistiche Storiche, oltre a personale di varie categorie per esempio giornalisti, programmisti – registi, interpreti, doppiatori, tecnici e amministrativi dedicati.
Un esempio di post-produzione di doppiaggio in lingua Arbereshe fu fatto nel 2012 presentato a tutti i Sindaci appartenenti al Co.Re.Mil Comitato Regionale Minoranze Linguistiche, anche questa sperimentazione fu anche apprezzata dal Direttore di Coordinamento Sedi Regionali ed Estere il dott. Alessandro Zucca. Questa sperimentazione serve per tamponare l’esigenza di avere subito giornalisti e programmisti registi che conoscano la lingua arbëreshë in questo caso si rese disponibile la prof. Anna Stratigo’ di Lungro
Per realizzare il doppiaggio della voce del giornalista in italiano del Servizio Giornalistico che era stato prescelto dalla teca della Sede Regionale della Calabria.

Cosenza, 2012. La prima sperimentazione in lingua arbëreshë di un servizio del TGR Calabria conservato nella teca regionale Rai con il doppiaggio audio a cura della proff.ssa Anna Stratigò.
Poi furono fatte delle prove anche per la lingua grecanica a cui collaborò il prof. Salvatore Dieni di Bova Marina. E per finire in lingua Occitana la dott.ssa Adele Pisano di Guardia Piemontese

Queste prove sono servite a dimostrare che era possibile fare dei servizi giornalistici e dei programmi anche da chi parlava solamente italiano.
Hanno contribuito alla realizzazione della sperimentazione il dott. Domenico Marchese responsabile della Prodizione radio e tv dell’epoca e i due programmisti registi che la Sede Regionale aveva in organico dott. Roberto De Napoli e la dott.ssa Anna Bruna Eugeni. Per le attività gestionali collaborarono prima la Responsabile dott.ssa Rosalba Valentini e nelle azioni recenti l’attuale responsabile dell’Area Gestionale dott. ing. Francesco Gallo.
Ma toriniamo ai nostri giorni, nessuno vuole escludere una lingua la lingua Arbereshe dalla Lingua Albanese sono due pilastri di comunicazione che possono coesistere. Un importante messaggio è stato lanciato dal Presidene della Repubblica di Albania S.E. Bajram Begaj nella visita alla Sede RAI della Calabria, ad Ottobre 2023.
Facciamo tesoro di quanto espresso dal Presidente dell’Albania S.E. Bajram Begaj a proposito della Tutela della Lingua Madre Arbëreshë che l’ha paragonata per loro Albanesi come la Lingua di Dante per noi italiani.

Nuovo Paradigma in Italia: il popolo Arbëreshë (gli Italo- Albanesi DI Italia) hanno diritto ad utilizzare la loro Lingua Arbëreshe. Il popolo Albanese (gli Albanesi IN Italia) hanno diritto ad utilizzare la lingua Albanese, come? Nel rispetto delle regole Europee! L’ articolo apparso su Calabriapost il 28 Dicembre 2023 ha voluto dare un contributo all’annoso problema se scegliere l’Arbereshe oppure l’Albanese. L’utilizzo delle diverse preposizioni “DI” e “IN” è stato introdotto per la prima volta in Italia dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale Istituto del Ministero Italiano per la Cultura, Direttore Generale dott. Leandro Ventura, di cui riporto il testo:
“La lingua arbëreshe è, una vera isola linguistica di antica tradizione, che ha tramandato, attraverso i secoli, il patrimonio linguistico, culturale e religioso.
Questa definizione è pubblicata sul sito web dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, che nel tempo ha assorbito altre strutture del Ministero della Cultura della Repubblica Italiana.

L’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale è una organizzazione del Ministero della Cultura del Governo Italiano, così definisce gli Arbereshe in termini di comunità e lingua.
“Arbëreshë: comunità e lingua
La lingua parlata dagli arbëreshë è l’arbërisht, varietà antica del tosco (toskë), dialetto meridionale dell’albanese. In qualche centro è misto con inflessioni tratte dal ghego (gegë), il dialetto parlato nel nord dell’Albania, con il greco antico e con contaminazioni con i dialetti meridionali sviluppatesi durante la permanenza in Italia. La lingua arbëreshë appartiene al gruppo di minoranze di antico insediamento che hanno poca contiguità territoriale con il ceppo d’origine; è, infatti, una vera isola linguistica di antica tradizione, che ha tramandato, attraverso i secoli, il patrimonio linguistico, culturale e religioso.
Una delle caratteristiche peculiari di questa lingua è la mancanza di vocaboli per la denominazione di concetti astratti, sostituiti nel corso dei secoli da perifrasi o da prestiti dalla lingua italiana o da grecismi. Le parlate arbëreshe, pur mantenendo nella loro struttura fonetica, morfosintattica e lessicale tratti comuni, registrano variazioni consistenti da paese a paese.
La lingua albanese (n.d.r.: ovvero la lingua arbërisht, degli Italo-Albanesi) in Italia è tutelata dalla legge n. 482 in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche.”
Che lingua parlano gli arbereshe?

Dizionario Arbereshe Italiano e Italiano -Arbereshe scritto da Papas Emanuele Giordano di Enjania Fraz. di Frascineto (CS).
Molto semplicemente una preposizione (di e in) fa comprendere la sottile differenza, quando ci si riferisce agli Albanesi di Italia rispetto agli Albanesi in Italia.
Mentre è da precisare che la lingua degli Albanesi in Italia rimanda a questa definizione:
– La lingua albanese (nome nativo gjuha shqipe /ˈɟʝuˑha ˈʃcçiˑpɛ/, storicamente gjuha arbëreshe, arbërishtja o arbërore) è la lingua ufficiale dell’Albania e appartiene al gruppo delle lingue indoeuropee, standardizzata nel 1972. “
Fatta questa premessa dobbiamo osservare che le preoccupazioni del Primo Ministro del Governo Albanese Edi RAMA, espresse in occasione della visita in Calabria a giugno del 2023 sono sacrosante, e cioè come poter affrontare la “continuità linguistica” con la lingua madre per i nati in Italia da famiglie albanesi e non far perdere l’uso della lingua agli albanesi adulti soggiornanti permanentemente in Italia. A questo proposito per approfondimenti si rimanda all’articolo sempre di Calabriapost del 28 Dicembre 2023. Dal titolo: NUOVO PARADIGMA IN ITALIA: I POPOLI ARBERESHE E ALBANESE E L’UTILIZZO DELLE LORO LINGUE, NEL RISPETTO DELLE REGOLE EUROPEE.

Vaccarizzo Albanese, 3/6/2023 Sindaco Antonio Polillo di Vaccarizzo Albanese (Vakarici) mentre consegna l’Onorificenza di Cittadino Onorario del Comune al Primo Ministro Edi Rama.
Un altro aspetto fondamentale che non va trascurato è la nascita presso il Ministero degli Esteri della Repubblica Albanese nel 2019 di un importante Dipartimento Governativo il Centro Studi e Pubblicazioni Arbëreshe (QSPA) il cui Direttore Esecutivo è la prof.ssa Diana Kastrati che ha partecipato da Tirana, per un disguido con l’areo, in video conferenza alla Giornata di Studi su “Istruzione e Comunicazione per la Tutela della Minoranza Linguistica Storica Arbëreshë “ tenutasi il 3 Luglio 2023 a Palazzo Giustiniani del Senato Sala Zuccari, voluta fortemente all’epoca VicePresidente del Senato Sen. Maurizio Gasparri oggi Presidente del Gruppo Parlamentare di FI-PE al Senato in cui invito’ pubblicamente gli organizzatori della Giornata di Studio di presentare un breve promemoria per presentare un emendamendo al Contratto di Servizio RAI-STATO 2023-2028 che di li’ a qualche mese si sarebbe discusso in Commissione di Vigilanza RAI.

Tavolo della Presidenza della Giornata di Studi del 3 Luglio 2023 alla Sala Zuccari del Senato, Dalla sinistra Pino Nano gia’ Capo Redattore Cenrale della RAI, Ernesto Madeo Commissario Fondazione Regionale per la Comunità Arbëreshë, S.E. Mons. Donato Oliverio Vescovo della Eparchia di Lungro degli Italo-Albanesi dell’Italia Continentale, Vice Presidente del Senato Sen. Maurizio Gasparri, Lorenzo Del Boca Presidente della FIGEC, Pierfranco Bruni Presidente del Comitato Scientifico della Giornata di Studi e ora Presidente della Commissione per la città Capitale del Libro 2024, del Ministero della Cultura, l’Assesore Regionale alle Minoranze Linguistiche On.le Gianluca Gallo ci raggiunse dopo per un impegno Istituzionale, sullo schermo in video conferenza il Direttore Esecutivo/Generale dello QSPA da Tirana la prof.ssa Diana Kastrati.
E arriviamo al 19 Gennaio 2024 l’Assessore alle Minoranze Linguistiche Storiche della Regione Calabria On.le Gianluca Gallo ha fatto pubblicare un importante Comunicato Stampa in cui si parla di avvio nel contratto di Servizio RAI-STATO di trasmissioni in lingua arbëreshë :
Agricoltura – Catanzaro, 19/01/2024

In Calabria la Rai parlerà anche arbëreshë. Lo prevede il nuovo contratto di servizio per il quinquennio 2023-2028, licenziato in via definitiva dal Cda dell’azienda radiotelevisiva, presieduto da Marinella Soldi.
Il testo, condiviso con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy a seguito degli emendamenti proposti dalla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, dovrà ora passare al vaglio del Consiglio dei Ministri, prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, “ma già ora – specifica l’assessore regionale all’agricoltura con delega alle minoranze linguistiche, Gianluca Gallo – un dato può dirsi acquisito, come del resto anticipato qualche mese fa dal capogruppo di FI al Senato, Maurizio Gasparri: in Calabria la futura programmazione della sede regionale, guidata da Massimo Fedele, sarà basata anche su spazi nuovi, interamente dedicati alla tutela e promozione della lingua e della cultura di Arbëria”.

Senatore Maurizio Gasparri
Il Senatore Gasparri Vice Presidente del Senato (oggi Presidente del Gruppo Parlamentare al Senato per FI-PE) durante il suo intervento alla Giornata di studi del 3 Luglio 2023 presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani del Senato della Repubblica Italiano.
“Si tratta – aggiunge Gallo -, per come di tutta evidenza, di un risultato storico, frutto di un lavoro di squadra che ha visto adoperarsi Regione, movimenti, associazioni e sindaci e che è stato infine premiato da successo grazie alla tenacia ed alla sensibilità di Gasparri, capace di tradurre in concretezza in sede parlamentare, con interventi e proposte ed un lungo lavoro preparatorio, il sogno cullato da tanti e tra questi, proprio in ambito radiotelevisivo, dall’ex direttore della sede Rai Calabria, Demetrio Crucitti”.
“Proseguiremo nel cammino intrapreso, che vuol dire difesa di un patrimonio di inestimabile valore, ma anche creazione di nuove opportunità: in adempimento del Contratto di Servizio, ad esempio, la Rai – Conclude l’assessore Gallo – provvederà ora ad assicurare non solo produzione e distribuzione di trasmissioni radiofoniche e televisive ad hoc, ma anche realizzazione di contenuti audiovisivi e digitalizzazione di tutti gli archivi dei programmi prodotti, allo scopo di preservarli e renderli universalmente fruibili. Insomma, uno strumento in più per guardare con fiducia al futuro”.
( link: Rai per la trasparenza )
