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LA RAI MANTIENE GLI IMPEGNI: RAI CALABRIA CAPOFILA PER LE TRASMISSIONI IN LINGUA ARBERESHE

 La   Rai  mantiene  gli impegni , infatti  nel  Contratto di  Servizio  RAI – STATO   2023-2028, RAI CALABRIA Sede  Regionale  RAI. Capo Fila per le Trasmissioni   in Lingua   Arbëreshë, per la  tutela  della  lingua  sancito  dall’art. 6  della  Costituzione Italiana. Al mattino del   sabato 19 Dicembre  2020  alle ore  07:30  per  la prima  volta  della  presenza  della  RAI in Calabria ,  attraverso  il canale  del Digitale  Terrestre di  RAI regionale   e la piattaforma  satellitare  italiana TVSAT  veniva  trasmessa  in televisione una  commedia  in lingua  Arbëreshë sottotitolata  in lingua  italiana,  nel  rispetto  delle  indicazioni della  Carta Europea  sulle Lingue  Regionali e di Minoranza,  già sottoscritta dal Governo Italiano nel 2000, che  invita a rendere  sempre  accessibili a tutti  parlanti e non la lingua di minoranza  attraverso  sottotitolazione o doppiaggio.  Di questa sperimentazione, autorizzata  dalle  varie  Direzioni  Centrali della  RAI, in particolare  Direzione Coordinamento  Sedi Regionali ed Estere  per  la produzione  televisiva  Direttore dell’epoca avv. Luigi Meloni  e Direzione Palinsesti dott. Marcello Ciannamea e del dott.  Alberto  Trionfi  per  le  autorizzazioni alla  diffusione  nelle  reti della  RAI, mentre    la  TGR Calabria che ha avuto sempre una  grande attenzione  nei  confronti delle  Minoranze Linguistiche Storiche  presenti in Calabria (Arbereshe, Grecanica e Occitana)  all’epoca Caporedattore  Pasqualino Pandullo  fece fare  un bel servizio  al telegiornale  edizione serale  dedicato agli eventi il primo per le trasmissioni  via satellite  di tutto il palinsesto della TGR Calabria   e il secondo  alla  messa in onda  dopo 50 anni  dalla Legge  103 del 1975 di Riforma della RAI   della  rappresentazione teatrale  JETA (Vita)  in lingua  Arbëreshë, il giornalista che ha condotto la  edizione serale  del  TGR Calabria era il  dott. Antonio Liotta.  Ma  di cosa  si trattava,  entriamo  dietro le quinte,  questa  sperimentazione, insieme  alle altre sperimentazioni dedicate  alle  Minoranze Linguistiche Storiche della Calabria,  veniva  presa in carico  dalla Sede Regionale  in alcune  fasi importanti:  nella fase di produzione riprese e montggio,  e in quella di post-produzione per i sottotitoli  in lingua  italiana  e diffusione sul Satellite e Digitale Terreste. Importanti  per le ricadute che sicuramente avrà nel caso  partissero le trasmissioni dedicate sia in lingua italiana sia in lingua minoritaria( in questo caso lingua Arbëreshë )  sarebbe la possibilità di utilizzare per un paio di trasmissioni a settimana i sottotitoli in italiano, per coinvolgere tutti, anche coloro che non parlano subito la lingua di minoranza, in questo caso l’Arbëreshë . Infatti, il 19  dicembre 2020 è stata mandata in onda una commedia in lingua originale arbëreshë sottotitolata in italiano, l’occasione si è presentata quando la Fidapa di Cosenza ha organizzato la messa in scena della commedia in lingua arbëreshë JETA  in occasione del Primo Centenario della Eparchia di Lungro (1919-2019) . Di seguito alcuni momenti del documentario e i protagonisti. 

Avv. Anna  Cerrigone  all’epoca    Presidente  Fidapa  Cosenza.

Avv. Anna Cerrigone che ha proposto all’Eparchia di Lungro di fare questa rappresentazione teatrale in onore del Primo Centenario per il riconoscimento del Vaticano della stessa Eparchia di Lungro, (1919-2019). La Sede regionale RAI poi ha messo lo “zampino” facendo le riprese, montaggio e sottotitoli con la collaborazione degli attori, autore e direttore artistico, e con la collaborzione  della  dott.ssa  Saverina  Bavasso  che  ha tradotto i testi in Arbereshe in Italiano per i sottotitoli, collaborazione con RAI   avvenne  a titolo  gratuito.

 

 La  Commedia Jeta (Vita) è la storia di due anziani coniugi, Isabella e Francesco che per i loro 50 anni di matrimonio ricordano i momenti più importanti della loro vita: dal matrimonio, alle feste e ai canti con gli amici, la prima guerra e la perdita del loro adorato figlio Giuseppe. Nel finale, toccante la preghiera di Francesco che, rivolgendosi al Signore, lo prega affinché lui e la sua Isabella, possano iniziare il loro ultimo viaggio, che li ricongiungerà al figlio perso, nello stesso momento. È un atto unico messo in scena dagli attori non professionisti dell’Associazione “Il Sipario” di Spezzano Albanese. A cura dell’Associazione culturale e teatrale “il Sipario” di Spezzano Albanese (cs) Sisina: Adele Marino Francesco: Cenzino Barbati; Cantante: Emiliana Oriolo;  Poeti: Tina Cacciola, Massimo De Roris, Adele Diodati, Rocco Gallucci;  Sisina (Bambina): Alessandra Jasmine Fusca Francesco (bambino): Francesco Nino Corino Sisina (sposa): Martina Pia Gentile Francesco( sposo): Marco Perri Comparse: Tina Cacciola, Massimo De Roris, Adele Diodati, Rocco Gallucci, Angelo Sposato, Antonio Giovanni Spingola, Tiziana Palmieri, Anna Maria Oriolo, Annalisa Di Minco, Katia Maiolino, Maria Amodio, Stefano Martucci Bambini: Alessandra Jasmine Fusca, Francesco Nino Corino, Agostino Luci, Beatrice Corino, Azzurra Francesca Serrago, Alessandra Corino, Andrea Marino; Trucco artistico: Ines Antonietta Scorza;    Musiche : Franco Damiano e Cosimo Scaravaglione;  Poesie: Anna Maria Basile; Direzione Artistica, scenografica e Costumistica : Giuseppe Piragine; Regia Demetrio Corino;  Servizio Audio e Luci, sono state curate da  Marko mixer.

JETA (la vita) Opera in atto unico di Demetrio Corin

Dalla  parte  della  Sede  Regionale  è stata  interessata  tutta  la  Produzione  Radio e TV  con  il Funzionario Capo   della  Produzione dell’epoca    Antonio Gatto e  coordinamento  delle riprese e  della regia  televisiva  Andrea Beniamino Recchia. 

Questa  sperimentazione  fatta  della  Sede  Regionale RAI  per la Calabria  non è passata  inosservata dalla  Azienda  RAI   e  nell’importantissimo  documento  del  Bilancio  Sostenibilità  2021   della  RAI, documento  previsto per Legge   per  le  grandi  Aziende:    DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 2016, n. 254 Attuazione della direttiva 2014/95/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2014, recante modifica alla direttiva 2013/34/UE per quanto riguarda la comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e di informazioni sulla diversita’ da parte di talune imprese e di taluni gruppi di grandi dimensioni, (l’immagine  di apertura   dell’articolo  è proprio la copertina del Bilancio  Sostenibilità della  RAI). Il  Bilancio di Sostenibilità  2021 (circa 300 pagine)  fu redatto dalla Direzione  Bilancio Sociale della RAI  il cui Direttore  era  il dott. Maurizio Rastrello e  sottoposto alla firma dell’Amministratore Delegato della RAI  all’epoca  dott.  Carlo Fuortes e del Presidente  oggi  in carica  la dott.ssa  Marinella  Soldi.

 Gli approfondimenti in merito possono essere acquisiti dai documenti di bilancio 2021 pubblicati nell’apposita sezione del sito www.rai.it/trasparenza. ( vedere  link alla  fine  dell’articolo).   Perché  è così  importante  la  citazione del  Bilancio  di  sostenibilità 2021?  Mette  a confronto il tempo  della   mezz’ora  di  trasmissione   realizzata  secondo i crismi della Legge  103/1975 Nuova Riforma della  RAI (dell’epoca), ovvero  produzione  di un programma  in lingua  Arbëreshë  lingua Madre appartenente alla Minoranza  Linguistica  Storica   degli Italo-Albanesi  d’Italia e a pagina  191  del  Bilancio  Sostenibile 2021 ( realizzato con dati del 2020) vengono esposte le ore di trasmissioni  effettuate  ogni anno almeno a partire  per  alcune Lingue  fin dal 1975 e piu’ di recente  per  altre (tv lingua Friulana (la Radio era già presente e  Radio e Tv per  la Lingua Sarda).  Ed infine  viene  evidenziata la  mezz’ora  di  trasmissione della Sede Regionale della Calabria  che  sembra un granellino di sabbia, la luce  di una piccola candela  ( la candela della speranza a memoria  di Fabrizio Frizzi nel raccontare  la storia delle tre candele!) , vediamo  quella  importante  pagina tratta  dal  Bilancio Sostenibilità 2021 che  fa parte  del principio della Trasparenza  adottata dalla  RAI Radio Televisione Italiana,  pagina che potremmo definire  storica: 

 

 

E’ importante   precisare  che  la trasmissione  della  Sede  Regionale  Calabria del dicembre 2020  era rivolta  alla lingua di  Minoranza  Linguistica  Storica  ovvero in Lingua  Arbëreshë in  forza  della Legge  103/1975 e della Legge  482 del 1999 senza  nulla  togliere  alla cosiddetta   Minoranza  Linguistica Nazionale  a cui  appartengono  gli  Albanesi in Italia stabilmente presenti   in Italia   la cui attenzione da parte del Governo Italiano  potrebbe  avvenire  attraverso l’adozione  e l’applicazione  del Trattato  “Carta Europea” delle Lingue Regionali e Minoritarie   che  ancora  l’Italia non ha ratificato, mentre la Repubblica di Albania ha iniziato l’iter di  ratifica.

Vogliamo  ricordare  che  a  marzo del 2020  e’ stata  autorizzata  dalla  Direzioni Centrali della RAI  già  menzionate  la  produzione e la messa in onda  a Diffusione Regionale e  anche  su RAIPLAY   di un documentario  in occasione del Primo Centenario della Eparchia di Lungro, (1919- 2019)   la locandina  dell’evento  e fu sperimentata   la  post-produzione  di doppiaggio  attraverso  la collaborazione della dott.ssa  Saverina  Bavasso che  prestò  la sua  voce  per  il doppiaggio in  lingua  Arbëreshë    del  documentario  realizzato dalla Produzione Radio Tv della Sede Regionale  con un contratto a titolo gratuito  non avendo  ancora la Sede Regionale  per la Calabria  i livelli  minimi di tutela della  Lingua  assegnati    e il relativo fondo  economico  per  coprire i costi  di esperti  esterni  e/o di programmi prodotti  da  terzi, fondo economico  dedicato   per le Minoranze Linguistiche  Storiche, oltre  a personale  di varie  categorie  per  esempio  giornalisti,  programmisti – registi, interpreti, doppiatori, tecnici e amministrativi dedicati.

Un esempio di  post-produzione di doppiaggio   in lingua  Arbereshe  fu  fatto nel 2012   presentato  a tutti i Sindaci  appartenenti   al  Co.Re.Mil  Comitato Regionale  Minoranze  Linguistiche,   anche  questa  sperimentazione  fu  anche apprezzata dal Direttore  di  Coordinamento  Sedi Regionali ed Estere il dott. Alessandro  Zucca.  Questa  sperimentazione  serve  per  tamponare  l’esigenza  di avere  subito giornalisti e programmisti  registi  che  conoscano la lingua  arbëreshë    in questo caso  si  rese  disponibile  la prof. Anna Stratigo’ di Lungro 

Per  realizzare  il  doppiaggio della  voce  del giornalista in italiano  del  Servizio  Giornalistico  che era stato  prescelto  dalla  teca  della Sede  Regionale della  Calabria.   

 

Cosenza,  2012. La prima sperimentazione in lingua arbëreshë di un servizio del TGR Calabria conservato nella teca regionale Rai con il doppiaggio audio a cura della proff.ssa Anna Stratigò.

Poi  furono fatte  delle prove  anche per la lingua  grecanica  a cui collaborò  il prof. Salvatore  Dieni  di Bova Marina. E  per  finire  in lingua  Occitana   la dott.ssa  Adele Pisano di  Guardia Piemontese 

Queste  prove  sono servite  a dimostrare  che  era possibile  fare  dei   servizi  giornalistici  e  dei programmi  anche  da  chi  parlava  solamente  italiano. 

Hanno  contribuito  alla  realizzazione  della sperimentazione   il dott.  Domenico  Marchese  responsabile della Prodizione  radio e tv  dell’epoca  e i due  programmisti  registi  che la  Sede  Regionale  aveva in organico  dott. Roberto De Napoli e  la dott.ssa  Anna Bruna  Eugeni.  Per le attività   gestionali  collaborarono  prima la Responsabile  dott.ssa  Rosalba  Valentini  e  nelle  azioni  recenti  l’attuale  responsabile  dell’Area  Gestionale  dott. ing.  Francesco Gallo.

 

Ma toriniamo  ai nostri  giorni, nessuno  vuole  escludere  una  lingua  la lingua  Arbereshe  dalla  Lingua  Albanese  sono due  pilastri  di comunicazione  che possono coesistere.  Un  importante  messaggio  è stato lanciato  dal  Presidene  della  Repubblica  di Albania   S.E. Bajram Begaj   nella visita alla  Sede  RAI  della  Calabria, ad Ottobre 2023.

Facciamo  tesoro di quanto  espresso  dal  Presidente  dell’Albania  S.E. Bajram Begaj   a proposito della Tutela  della  Lingua  Madre  Arbëreshë  che l’ha  paragonata  per loro Albanesi   come la Lingua di Dante  per noi italiani.

 

Visita presso  la Sede Regionale RAI della  Calabria del  Presidente  della Repubblica  Ottobre 2023 Nella  foto da sinistra:  il direttore generale Alfred Peza della TV pubblica albanese, il Caporedattore della  TGR Calabria  Riccardo Giacoia, il Presidente  della Repubblica di Albania S.E. Bajram Begaj, il Direttore della Sede Regionale RAI  Massimo Fedele, il Commissario della Fondazione Regionale per la Comunità Arbëreshë Ernesto  Madeo,  e il Direttore Marco Zela delle  Relazioni Internazionali della  Rai.   Sono  stati letti  i messaggi del Presidente della RAI  Marinella Soldi e dell’Amministratore Delegato della RAI  Roberto Sergio. (da  articolo pubblicato su  Calabria Post del 2 novembre 2023  dal titolo: MA CHI TUTELA LA LINGUA DI MINORANZA STORICA??)

 

Per  compredere   questa  differenza  tra  la lingua  Arbereshe  rispetto  alla lingua  Albanese standard che non può entrare nella tutela della legge 482/99 ma nella Carta europea per la tutela delle lingue regionali e minoritarie del 1992. Per comprendere meglio il confronto tra le due lingue ci  viene  incontro  una  importante  ricerca  fatta  dall’Istituto Centrale  dei Patrimoni  Immateriali.

Nuovo Paradigma in Italia:  il  popolo  Arbëreshë (gli Italo- Albanesi DI Italia)  hanno diritto  ad  utilizzare  la loro Lingua  Arbëreshe.   Il  popolo Albanese (gli Albanesi IN Italia)  hanno diritto  ad utilizzare  la lingua Albanese,  come? Nel rispetto delle  regole Europee! L’ articolo apparso  su Calabriapost il 28  Dicembre 2023 ha  voluto  dare  un contributo all’annoso problema se scegliere  l’Arbereshe  oppure  l’Albanese. L’utilizzo  delle diverse  preposizioni  “DI” e  “IN” è stato introdotto per la prima volta in Italia dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale Istituto del Ministero  Italiano per la Cultura, Direttore  Generale  dott. Leandro Ventura, di cui riporto il testo:

“La lingua arbëreshe è, una vera isola linguistica di antica tradizione, che ha tramandato, attraverso i secoli, il patrimonio linguistico, culturale e religioso.

 

Questa  definizione  è pubblicata sul  sito web  dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, che nel tempo ha assorbito altre  strutture del Ministero della Cultura della Repubblica Italiana.

L’Istituto  Centrale  per il Patrimonio  Immateriale  è una  organizzazione  del Ministero della  Cultura del Governo Italiano, così definisce  gli Arbereshe  in termini di comunità e lingua.

 

“Arbëreshë: comunità e lingua

La lingua parlata dagli arbëreshë è l’arbërisht, varietà antica del tosco (toskë), dialetto meridionale dell’albanese. In qualche centro è misto con inflessioni tratte dal ghego (gegë), il dialetto parlato nel nord dell’Albania, con il greco antico e con contaminazioni con i dialetti meridionali sviluppatesi durante la permanenza in Italia. La lingua arbëreshë appartiene al gruppo di minoranze di antico insediamento che hanno poca contiguità territoriale con il ceppo d’origineè, infatti, una vera isola linguistica di antica tradizione, che ha tramandato, attraverso i secoli, il patrimonio linguistico, culturale e religioso.

Una delle caratteristiche peculiari di questa lingua è la mancanza di vocaboli per la denominazione di concetti astratti, sostituiti nel corso dei secoli da perifrasi o da prestiti dalla lingua italiana o da grecismi. Le parlate arbëreshe, pur mantenendo nella loro struttura fonetica, morfosintattica e lessicale tratti comuni, registrano variazioni consistenti da paese a paese.
La lingua albanese (n.d.r.: ovvero la  lingua arbërisht, degli Italo-Albanesi)  in Italia è tutelata dalla legge n. 482 in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche.”

 Che lingua parlano gli arbereshe?

Dizionario  Arbereshe Italiano e Italiano -Arbereshe   scritto da  Papas  Emanuele Giordano di  Enjania Fraz. di Frascineto (CS).

 

Molto  semplicemente  una  preposizione  (di  e in)  fa comprendere  la sottile    differenza, quando ci si riferisce agli   Albanesi di  Italia  rispetto agli Albanesi in Italia.   

 

  • La lingua arbëreshe, è parlata dagli Albanesi di Italia noti anche come  italo-albanesi (nome nativo arbërisht -ja o gluha, gljuha, gjuha arbëreshe nelle parlate albanesi locali) è una lingua parlata dalla minoranza etno-linguistica albanese d’Italia. Questa  lingua  ha  una sua  identità  ed è considerata  dall’UNESCO una lingua in estinzione.

 

Mentre  è da precisare  che la  lingua degli Albanesi in  Italia rimanda  a questa  definizione:

 

– La lingua albanese (nome nativo gjuha shqipe /ˈɟʝuˑha ˈʃcçiˑpɛ/, storicamente gjuha arbëreshe, arbërishtja o arbërore) è la lingua ufficiale dell’Albania e appartiene al gruppo delle lingue indoeuropee, standardizzata nel 1972. “

 

 

Fatta  questa  premessa  dobbiamo osservare che le  preoccupazioni del  Primo Ministro  del Governo  Albanese Edi  RAMA,  espresse  in occasione  della  visita  in Calabria  a giugno del 2023  sono  sacrosante, e cioè  come poter  affrontare  la   “continuità  linguistica”  con la lingua madre per i nati in Italia  da  famiglie albanesi  e non far  perdere  l’uso della lingua  agli  albanesi adulti  soggiornanti permanentemente in Italia.  A questo  proposito per  approfondimenti   si  rimanda  all’articolo sempre   di Calabriapost del 28 Dicembre 2023.  Dal titolo: NUOVO PARADIGMA IN ITALIA: I POPOLI ARBERESHE E ALBANESE E L’UTILIZZO DELLE LORO LINGUE, NEL RISPETTO DELLE REGOLE EUROPEE.

 

Vaccarizzo Albanese,  3/6/2023 Sindaco Antonio Polillo  di Vaccarizzo Albanese (Vakarici)  mentre consegna l’Onorificenza  di Cittadino Onorario del  Comune  al Primo Ministro Edi Rama.

 

Un altro  aspetto   fondamentale  che  non  va  trascurato  è la  nascita   presso il  Ministero degli Esteri  della Repubblica  Albanese nel 2019    di un importante  Dipartimento Governativo  il  Centro Studi e Pubblicazioni  Arbëreshe (QSPA)  il cui  Direttore  Esecutivo  è la prof.ssa  Diana  Kastrati  che  ha  partecipato  da  Tirana,   per  un disguido con l’areo, in video  conferenza  alla  Giornata di Studi  su  “Istruzione  e Comunicazione  per la Tutela della  Minoranza  Linguistica Storica  Arbëreshë “  tenutasi il 3 Luglio 2023  a Palazzo Giustiniani del  Senato Sala Zuccari, voluta  fortemente  all’epoca  VicePresidente del  Senato  Sen. Maurizio  Gasparri  oggi  Presidente del  Gruppo Parlamentare  di FI-PE al  Senato in cui invito’  pubblicamente  gli organizzatori  della  Giornata di Studio  di presentare  un  breve  promemoria  per  presentare  un emendamendo  al Contratto di Servizio  RAI-STATO 2023-2028  che  di li’ a qualche  mese si sarebbe  discusso  in Commissione di Vigilanza  RAI.

 

 

Tavolo della Presidenza  della Giornata di Studi  del 3 Luglio  2023  alla  Sala  Zuccari  del Senato,  Dalla  sinistra  Pino  Nano  gia’ Capo Redattore  Cenrale  della  RAI,  Ernesto  Madeo  Commissario Fondazione  Regionale per la  Comunità  Arbëreshë,  S.E. Mons. Donato Oliverio Vescovo  della Eparchia di Lungro  degli Italo-Albanesi  dell’Italia Continentale,  Vice Presidente  del  Senato  Sen. Maurizio Gasparri, Lorenzo  Del Boca  Presidente  della  FIGEC, Pierfranco Bruni  Presidente del Comitato Scientifico  della  Giornata di Studi e ora Presidente  della  Commissione per la città Capitale del Libro  2024, del  Ministero della  Cultura, l’Assesore Regionale alle  Minoranze Linguistiche On.le  Gianluca Gallo  ci  raggiunse  dopo per un impegno Istituzionale,  sullo schermo in video conferenza il  Direttore  Esecutivo/Generale  dello QSPA da Tirana   la prof.ssa  Diana  Kastrati.

 

E arriviamo  al  19  Gennaio  2024 l’Assessore  alle  Minoranze  Linguistiche Storiche  della  Regione  Calabria On.le  Gianluca  Gallo   ha  fatto  pubblicare  un importante  Comunicato  Stampa in cui si parla  di  avvio nel contratto di  Servizio RAI-STATO di  trasmissioni  in  lingua  arbëreshë :

 

LA RAI ADOTTA IL NUOVO CONTRATTO DI SERVIZIO, SPAZIO ALLA LINGUA ARBËRESHË. GALLO: “RISULTATO STORICO PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO CULTURALE DELL’ARBERIA”

Agricoltura – Catanzaro, 19/01/2024

In Calabria la Rai parlerà anche arbëreshë. Lo prevede il nuovo contratto di servizio per il quinquennio 2023-2028, licenziato in via definitiva dal Cda dell’azienda radiotelevisiva, presieduto da Marinella Soldi.

Il testo, condiviso con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy a seguito degli emendamenti proposti dalla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, dovrà ora passare al vaglio del Consiglio dei Ministri, prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, “ma già ora – specifica l’assessore regionale all’agricoltura con delega alle minoranze linguistiche, Gianluca Gallo – un dato può dirsi acquisito, come del resto anticipato qualche mese fa dal capogruppo di FI al Senato, Maurizio Gasparri: in Calabria la futura programmazione della sede regionale, guidata da Massimo Fedele, sarà basata anche su spazi nuovi, interamente dedicati alla tutela e promozione della lingua e della cultura di Arbëria”.

Senatore   Maurizio   Gasparri

 

Il  Senatore  Gasparri  Vice  Presidente  del Senato  (oggi Presidente del Gruppo  Parlamentare al  Senato  per  FI-PE)  durante il  suo  intervento   alla  Giornata di studi del 3 Luglio 2023  presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani  del Senato della Repubblica  Italiano.

“Si tratta – aggiunge Gallo -, per come di tutta evidenza, di un risultato storico, frutto di un lavoro di squadra che ha visto adoperarsi Regione, movimenti, associazioni e sindaci e che è stato infine premiato da successo grazie alla tenacia ed alla sensibilità di Gasparri, capace di tradurre in concretezza in sede parlamentare, con interventi e proposte ed un lungo lavoro preparatorio, il sogno cullato da tanti e tra questi, proprio in ambito radiotelevisivo, dall’ex direttore della sede Rai Calabria, Demetrio Crucitti”.

“Proseguiremo nel cammino intrapreso, che vuol dire difesa di un patrimonio di inestimabile valore, ma anche creazione di nuove opportunità: in adempimento del Contratto di Servizio, ad esempio, la Rai – Conclude l’assessore Gallo – provvederà ora ad assicurare non solo produzione e distribuzione di trasmissioni radiofoniche e televisive ad hoc, ma anche realizzazione di contenuti audiovisivi e digitalizzazione di tutti gli archivi dei programmi prodotti, allo scopo di preservarli e renderli universalmente fruibili. Insomma, uno strumento in più per guardare con fiducia al futuro”.

 

( link:  Rai per la trasparenza )

 

 

 

 

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