IdeocoopSpazio Open
Reverendo Frank Reverendo Frank Corvo rosso Corvo rosso Occhio al Degrado Occhio al degrado
Giovani in biblioteca
Mediterranea

UNRAVEL THE UNCONCIOUS LIFE

(La Voce d’italia)

Il concetto artistico Loona Contemporary deve il nome a Norbert Attard, artista maltese di fama mondiale, ma anche alcune idee, da lui portate avanti, che sono state una preziosa fonte di ispirazione. Questo prova che lo scambio e il dialogo sono un arricchimento per chi, come me, si trova a nuotare nel mare delle proposte culturali, tentando di dare una progettualità a lungo termine all’attività di gallerista.

Altre fonti di ispirazione possono essere la letteratura o la musica. Questo è il caso di un progetto che nasce ora dove un verso del testo di una canzone di Peter Hamill, si è fissato in testa fino a diventare il faro di un’attività che sarà portata avanti per tutto il 2025. Il verso recita “To unravel the unconscious life”, cioè “decifrare” o “sgarbugliare” la vita del inconscio, che è, nel fondo, il lavoro dell’artista (sempre che di arte si tratti).

Intendiamoci, la vita dell’inconscio non si può svelare, rimane sub-limine, altrimenti che inconscio sarebbe? Il mistero che ci accompagna per tutta la vita ha valore se rimane mistero senza il quale la vita non avrebbe senso. L’artista, però, anche inconsapevolmente, è un investigatore di questo mistero e non sa perché fa quello che fa. Semplicemente lo fa. Si lascia guidare da un’esigenza intima e profonda che lo spinge a rappresentare, attraverso la sua opera,  la sua vita interiore, a volte ribellandosi allo stato delle cose, altre semplicemente attingendo da un patrimonio di suggerimenti che vengono dal suo essere più profondo, portando al fruitore un mondo diverso da quello della vita cosciente.

Ma come avviene?

Certo, in molte opere d’arte è l’ego a guidare l’artista, ma noi non ci occupiamo di quelle, semmai intendiamo rappresentare, attraverso un progetto della durata di un anno, l’azione artistica primaria, la guida primordiale che slega la creatività da stilemi e canoni consolidati, cerchiamo quindi nell’inconscio. 

Avrete notato  che qui non parlo di spiritualità, non ho questa presunzione. L’essere è animato da qualcosa che prende forma nella mente, ciò che lo anima può essere cercato od osservato furtivamente, ma dobbiamo essere consapevoli che rimarrà in un territorio inviolato perché è tanto grande che qualsiasi cosa si faccia rimarrà nel profondo e la spiegazione, che può essere una gabbia, sarà sempre insufficiente.

Il progetto si sviluppa su tre temi e che sarà presentato attraverso mostre e relative pubblicazioni quadrimestrali di cataloghi tematici. I temi sono: transizioni (dal 13 al 25 gennaio 2025), scarabocchi (dal 5 al 17 maggio 2025) e angeli (dall’8 al 20 settembre 2025). Perché? Non si tratta di ricerche esoteriche o di discipline spirituali, ma di presa di coscienza della disciplina artistica a cui si é fedeli (a meno che non si inciampi negli specchi per allodole, richiami che gonfiano l’ego e che ogni artista dovrebbe essere in grado di identificare non dico per allontanarsene, queste sono scelte private),  avendo come faro la consapevolezza che l’arte è un cammino interiore atto a “unravel the unconscious life”, altrimenti smette di essere arte. 

Le tre tappe sono, tra l’altro, un crescendo in cui l’artista manifesta questa fedeltà. La prima, transizioni, è facile da capire: quando un artista passa da un linguaggio a un altro, di solito ha delle tappe intermedie che ben rappresentano questo passaggio. Queste opere di “transizione” prendono forma da atti di disubbidienza, da esplorazioni, si rompono i limiti. Non sempre sono opere riuscite, ma sono, questo sì, opere che cercano altro. Bene, quell’altro arriva dopo, intanto la ricerca è lì, nell’opera, e di questo parliamo. Ma quando si fa questa ricerca, beh, è chiaro che si dialoga con l’inconscio. La seconda, scarabocchi, viene da nostre esperienze: credo sia capitato a tutti di fare qualche scarabocchio su un pezzo di carta mentre si è impegnati in una conversazione telefoni o roba simile; stranamente gli scarabocchi sono gli stessi nel corso degli anni, o almeno molto simili, non so se lo avete mai notato. La domanda sarebbe: chi ce li detta? Chiaro, la parte razionale di noi è impegnata in tutt’altra attività, però c’è una parte di noi, che non è razionale, che scarabocchia. L’incoscio è nudo. Manca solo trasformare questo scarabocchio in opera d’arte e poi, chissà, forse i prossimi scarabocchi saranno diversi perche quelli vecchi, dopo anni di non ascolto, avranno avuto la loro realizzazione. La terza, angeli, è la più ambiziosa: gli angeli non sono quegli esseri biondi, belli, magri, giovani, alati e asessuati che popolano la storia dell’arte, si può dire che siano i messaggeri, quindi portatori di voce, una voce, quella voce che ci guida nelle nostre scelte. In questo passaggio non ci interessa né l’angelo né il messaggio, semmai ci interessa quella voce che ci indica la strada, la sfida sarà non rappresentare il messaggio, che è sempre interpretabile, ma la voce, questa profonda energia che ci anima e ci guida, e che non è un angelo, ma siamo noi e, di nuovo, la voce dell’inconscio.

Le tre pubblicazioni conterranno, oltre le immagini delle opere, una curatela e, per ogni opera, le parole dell’artista in cui racconta il perché o descrive le sensazioni legate ad ogni singolo suo intervento. Il risultato sarà, più che un catalogo tematico per ogni mostra, una rivista d’artista trilingue, con uscite ogni quattro mesi. 

Dipendendo dal risultato di questa esperienza, per ora sperimentale, affronteremo il seguito nel 2026 con altre idee e altre proposte, ma sempre con l’arte dentro, pronta a manifestarsi, grazie alla guida della vita dell’inconscio.

Ricerca Avanzata

Cerca negli archivi per data, categoria e testo.

Torna in alto