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IL DIARIO DI UN PAESE FELICE. PRESENTATO A BOCALE IL LIBRO DI TOTÒ COGLIANDRO

Di solito, chi, ad un incontro culturale, interviene – diciamo ch’è fra i relatori, in locandina – non sta, poi, a far la cronaca dell’accaduto: rischierebbe d’essere imparziale, o, ancor peggio, impreciso, giacché preso dalle parole sue e distratto sulle altrui considerazioni.

Chi sta, invece, ora scrivendo – cioè, ha scritto già! – al tavolo dell’evento era seduto: ma essendo, il suo, un simpatico ruolo “inquisitore”, s’è trovato nella condizione d’ascoltar bene, attentamente quanto detto dagli illustri relatori, e non solo…!

Pertanto: giovedì due di gennaio, un affollato salone parrocchiale, in quel di Bocale, ha ospitato la prima pubblica uscita di Riprendiamoci il tempo. Bocale, diario di una comunità felice, che Totò Cogliandro, unitamente a Città del Sole Edizioni, ha spedito in libreria ai primi di dicembre del 2024.

Concluso un video, fatto di storiche foto, avente come colonna sonora “La storia siamo noi” di De Gregori, ad introdurre l’incontro è Franco Arcidiaco, l’editore: Città del Sole è casa editrice nata per raccogliere storie e memorie locali, rendendole, così, eterne. Totò Cogliandro – col quale condivido la lunga militanza all’interno della Fondazione Italo Falcomatà – ha messo nero su bianco un libro che, in pieno, sposa la mission della mia casa editrice: narra quella microstoria, essenziale nella crescita di una porzione geografica e umana, che, solitamente viene dai più trascurata, accantonata. Noi, invece, stasera, abbiamo l’opportunità di scoprire cosa e come accadde qui, a Bocale, che fu isola battagliera e felice negli Anni ’80.

Ad entrar nel merito del libro è il parroco, dei Santi Cosma e Damiano in Bocale, don Blaise Mauritius: ogni libro è un’opportunità, che consente al lettore di conoscere una storia. Totò Cogliandro ci racconta della Bocale del secolo scorso, precisamente di quel periodo sintetizzabile con quattro verbi: vivere, abitare, agire, raccontare. Scorrendo le pagine, e pure le foto, scopriamo che c’è vita sol quando si sta insieme, si fa gruppo, ci si confronta. Non ci si può isolare, rintanare nel proprio guscio. E ancora: Totò ci sprona, raccontando fatti e persone, ad imparare ad abitare… Abitiamo il nostro territorio se, ogni centimetro di terra, lo consideriamo, davvero, casa nostra. E lo custodiamo, prendendocene cura.

Il terzo verbo, poi, individuato da don Blaise è agire: ciascuno di noi può e deve assumersi delle responsabilità, verso gli altri e nei confronti del territorio in cui vive e che abita. Possono, queste responsabilità, essere pure politiche: è, però, essenziale che l’azione favorisca il bene comune, l’interesse collettivo, e nasca su principi di lealtà, trasparenza, serietà. Ultimo verbo, regalatoci da Totò, che noi abbiamo letto attentamente fra le righe dei vari capitoletti, è… raccontare. La storia non va subìta: la storia va raccontata. Vissuta e raccontata. Questo chiede l’esser buoni cristiani e onesti cittadini.

Tocca all’autore, Totò Cogliandro, entrar nel merito delle storie, delle emozioni, dei sacrifici che il libro narra. E Totò, punzecchiato da chi scrive – ma anche da Franco Arcidiaco – lascia che, ancora una volta, la memoria sprigioni ricordi creati negli Anni ’80, allorquando, e qui è Totò a parlare, mi e ci rendemmo conto che la situazione, nel nostro borgo, era ormai divenuta insostenibile – dalla spazzatura alla carenza idrica all’assenza di iniziative, ma anche di spazi, capaci di aggregare – e bisognava agire: nacque la Pro Bocale…

Tant’è che scorrendo le 104 pagine che compongono il libro è possibile scoprire quel tipico entusiasmo che anima Uomini e Donne innamorati di un Paese; e quando si è innamorati si è capaci di far di tutto, tralasciando interessi personali e stanchezza, trascurando tempi di vacanza e condividendo risorse private…

Nostalgico e propositivo è stato, infine, il dibattito: l’avvocato Mascianà, la professoressa Bambace e il dottore Moschella hanno offerto personali contributi, rievocando momenti d’impegno comune e attimi di felicità per i risultati all’epoca centrati.

E se Totò Cogliandro, dopo aver letto il saluto del consigliere comunale Giuseppe Marino, presidente della Commissione consiliare permanente Affari istituzionali, città metropolitana e decentramento, controllo enti partecipati, sicurezza e legalità e assente per motivi istituzionali, ha annunciato che i proventi della vendita del libro saranno interamente destinati alla ricerca nella lotta al cancro, l’avvocato Mascianà ha lanciato un’idea, frutto dello spirito della Pro Bocale: osservare, capire e proporre… e realizzare! Perché, ecco il suggerimento, non chiediamo che una fetta di spiaggia, sul mare di Bocale, diventi spiaggia per disabili? Con scivoli e possibilità, per coloro che soffrono, di giungere serenamente fino alla battigia?

Insomma, a quanto pare, a Bocale, oltre a non esser mai domi, son proprio innamorati: della loro Terra, di quel che lì sorge, soprattutto di chi, in quella porzione di storia, abita, o semplicemente sosta per un caffè.

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