GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO E DEL DIRITTO D’AUTORE
Il 23 APRILE – Una Giornata per la Lettura, la Conoscenza e il Rispetto della...

Il 23 APRILE – Una Giornata per la Lettura, la Conoscenza e il Rispetto della...
Non ci è dato sapere se la scelta della data, cinque di febbraio, sia stata voluta, o semplicemente casuale. Di certo, fa riflettere la coincidenza: Anna Nucera, la cui esistenza è inesorabilmente avvinghiata al servizio politico, cioè “all’esser d’aiuto agli altri”, lancia la sua “rivoluzione gentile” nel giorno in cui la Chiesa Cattolica fa memoria di Sant’Agata, la martire catanese che diede la vita pur di non rinnegare la propria fede in Dio.
E Anna Nucera, insegnante e dirigente scolastica, militante nel PCI e consigliere comunale della primavera reggina, fiorita all’ombra della sindacatura di Italo Falcomatà, assessore alla Pubblica Istruzione nella giunta di Giuseppe Falcomatà, in fatto di coerenza è, pressoché, imbattibile. Tant’è che, accettando l’invito rivoltole lo scorso diciotto gennaio da “esponenti della società reggina e associazioni”, decide d’accettare d’intraprendere un percorso che potrebbe condurla ad assumersi un “impegno molto più gravoso, qual è il governo di una città importante come Reggio Calabria”.
Attenzione, però. In un gremito Spazio Open, Anna Nucera non annuncia d’esser già candidata alla carica di Sindaco. Sottolinea, in verità, che “sarò candidata a Sindaco della città di Reggio Calabria se, nel corso dei prossimi mesi, riusciremo a realizzare nel nostro territorio una mobilitazione concreta dei nostri concittadini e delle nostre concittadine, alimentata e sostenuta attraverso pratiche di informazione continue e costanti. Una concreta partecipazione e un tangibile progetto di cittadinanza attiva e, eventualmente, digitale finalizzata al coinvolgimento ed alla responsabilizzazione nella gestione amministrativa locale di donne e uomini di questa città per una innovativa Governance comunale”.
La conferenza stampa, moderata da Giorgio Neri, va ben al di la dei tempi canonici: in un’ora abbondante, Anna Nucera racconta la sua vita, “lunga e interessante”, e il suo modo d’intendere la politica. Ricorda l’adolescenza, allorquando, “seconda di sette figli, con sei femmine e un maschio in quel del Rione Marconi”, scelse “lo studio, appoggiata da due genitori che, come si suol dire, non avevano le scuole, ma quel buonsenso che consentì loro di render noi figli liberi, autonomi e capaci di guadagnar la pagnotta col solo sudore della fronte nostra”.
A proposito di libertà: “la politica – sottolinea la Nucera – è passione, non carrierismo. E se campi di politica perdi la tua libertà, t’imbavagli. Tant’è che, in campagna elettorale, non ho mai chiesto voti. Superbia? Assolutamente no! Consapevolezza che il cittadino debba votare colei o colui che ritiene idoneo a portare a compimento le sue istanze”.
Anche perchè, aggiunge, “in questo particolare momento storico siamo chiamati a compiere uno sforzo d’immaginazione: vogliamo aprire un innovativo Cantiere per un progetto politico, dinamico e focalizzato a ricucire il Territorio comunale, per risanare le spaccature di un tessuto sociale nel quale si sono sviluppate solitudini e insicurezze; vogliamo intervenire nelle disarticolazioni di un mondo produttivo comunale deficitario di politiche volte alla creazione di nuove opportunità lavorative peri i nostri giovani”.
Insomma, Anna Nucera convoca i cittadini: “il politico è tale se vive il territorio, se circola fra i vicoli e le vie. Io, oggi, qui, non voglio imporre niente e nessuno. Ogni decisione va presa insieme alle donne e agli uomini della nostra Reggio. Ecco perché ritengo opportuno far mio un concetto espresso da don Italo Calabrò: è essenziale partire dalla lettura dei segni del tempo e dalla loro interpretazione, con un atteggiamento propositivo e di ascolto”.
Sogna, la Nucera, di riportar “la gente alla politica”. E se la politica “deve migliorare la qualità della vita delle persone” e la società “mettere nelle condizioni chiunque di raggiungere degli obiettivi, indipendentemente dalla provenienza geografica o sociale”, i partiti devono “ripristinare quel mandato conferitogli dalla Costituzione: esser luoghi di dialogo e d’ascolto, di dibattito e di sintesi”.
Ritiene che “la strategia più opportuna è quella delle api laboriose che si contrappongono – con la loro collaborazione e la mutua stima – alle vespe prepotenti ed nevrotiche che diffondono esclusivamente malessere, egoismo, populismo e incertezza”.
Parla pure di programma, Anna Nucera: “un programma che si dovrà caratterizzare per l’adozione di valide strategie operative finalizzate alla cura dei beni comuni, all’inclusione sociale, all’innovazione nei processi per lo sviluppo locale, alla riqualificazione del territorio attraverso la tutela dell’ambiente e lo sviluppo, reale, di un progetto turistico solido e sostenibile. Abbiamo una grossa responsabilità nei confronti dei nostri giovani che, purtroppo, sono costretti ad abbandonare la nostra città per cercare altrove una sistemazione. Tutto ciò è inaccettabile! Vanno assicurati ai nostri giovani condizioni, concrete, per rimanere a Reggio Calabria. Sarà, quindi, la nostra Mission pensare, programmare e attuare politiche, virtuose, che favoriscano lo sviluppo dei loro ideali e delle loro passioni”.
E se in cantiere c’è “un cammino di ascolto, in tutti i nostri quartieri e, con le Associazioni e i Movimenti territoriali per comprenderne dettagliatamente i bisogni”, in prospettiva v’è la realizzazione di “un Raggruppamento Civico composto da liste civiche che rappresentino tutte le esigenze politiche e sociali della nostra città”. Senza chiuder però la porta ai partiti: “nessuno escluso, mai, diceva don Italo Calabrò”.
Insomma, Anna Nucera le luci della ribalta le ha appena accese. Non ha ancora alzato il sipario. Ma, lì dietro, sta già lavorando. In maniera genuina, con fare, ci sia concesso dire, fraterno. E chi c’era alla conferenza stampa potrebbe pur confermare queste nostre parole. Negli occhi di Anna non si leggeva rivalsa, né si percepiva il vibrar del guanto della sfida. S’avvertiva, semplicemente, il profumo buono di colei che, innamorata della propria Città e dei suoi concittadini, s’è resa disponibile a far si che un briciolino di dignità resti ancora intatto sulla carta d’identità di quanti nascono e vivono tra il verde aspromontano e l’azzurro mediterraneo.
