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Bonifica a Crotone, Mario Oliverio alla Commissione Rifiuti: “Perché dopo 5 anni ENI non ha ancora bonificato?”

Articolo tratto da eggua.it

L’ex presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, interviene in audizione alla Commissione bicamerale d’inchiesta: “Una bonifica incompiuta, una città dimenticata, un territorio contaminato e senza futuro se non si agisce subito”

Oggi Aula V piano di Palazzo San Macuto. Gerardo Mario Oliverio, già presidente della Giunta Regionale della Calabria, ha parlato a lungo davanti ai commissari della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite legate al ciclo dei rifiuti, connessa anche ai reati ambientali e agroalimentari. Oggetto dell’audizione: la mancata bonifica del SIN di Crotone, sito d’interesse nazionale tra i più compromessi d’Italia.

Il presidente della Regione all’epoca del PAUR ero io”, ha esordito Oliverio, rispondendo a un interrogativo sollevato in precedenti sedute sul Programma Autorizzatorio Unico Regionale, l’atto che regolamenta la bonifica dell’ex area industriale crotonese.

Oliverio ha ripercorso le tappe drammatiche della contaminazione del SIN Crotone-Cassano-Cerchiara. “Inquinamento ingentissimo negli strati superficiali del terreno a causa di metalli pesanti, cadmio in particolare, fino a 10 metri di profondità”, ha ricordato citando la sentenza definitiva del Tribunale di Milano del 2012, che condannò Syndial S.p.A. – oggi Eni Rewind – al risarcimento in forma specifica attraverso l’esecuzione del piano di bonifica.

Tra le aree interessate: l’ex polo industriale, le discariche fronte mare e persino il sito archeologico dell’antica Kroton, dichiarato contaminato.

Nel suo lungo intervento, l’ex presidente ha sottolineato con forza l’inadempienza di Eni Rewind, nonostante un decreto ministeriale del 2020 (n. 7) avesse approvato il piano di bonifica concordato nella conferenza dei servizi del 2019. Quel piano prevedeva, tra l’altro, che i materiali tossici venissero smaltiti in impianti esterni, con ipotesi di trasporto fino al Brennero per l’estero.

Ma nulla si è mosso. Come mai?” ha domandato Oliverio. “Perché nessuno ha chiesto conto a ENI del mancato rispetto della legge?

Uno dei passaggi più critici è stato riservato al Ministero dell’Ambiente, accusato da Oliverio di aver agito in violazione dei principi di autonomia delle Regioni:

“Il direttore generale Proietti ha diffidato la Regione Calabria a modificare il PAUR. Ma il Ministero non ha questo potere! Al più può esercitare poteri sostitutivi, non ordinatori.”

Secondo Oliverio, questo abuso istituzionale ha finito per generare un pericoloso immobilismo, che ha favorito di fatto l’inerzia di Eni.

Le operazioni avviate nel 2024 riguardano appena 40.000 tonnellate di rifiuti tossici, mentre le stime parlano di centinaia di migliaia di tonnellate. “Una bonifica a pezzi è una farsa, se non c’è un programma chiaro con obiettivi temporali e quantitativi precisi. E oggi non lo conosciamo.”

Ancor più grave, secondo l’ex governatore, è l’assenza di vigilanza ambientale: “L’Arpacal è in condizioni di estrema debolezza. Il personale è sottodimensionato e non riesce a monitorare in modo efficace i lavori di bonifica.”

Pur manifestando stima personale per il commissario alla bonifica, generale Errigo, Oliverio ha criticato le sue scelte operative: “Due milioni dei tre ricevuti sono stati spesi per una sede a Roma. Io li avrei destinati a rafforzare l’Arpacal e i controlli sul campo.”

Poi l’affondo sul nuovo Piano dei Rifiuti, che dal 2024 ha riaperto alla termovalorizzazione e autorizzato impianti impattanti nei pressi del SIN, come: Centrale a biomasse con termodistruzione, Impianto per rifiuti speciali pericolosi, Gassificatore per rifiuti organici :Tutto questo, spesso senza una VAS, in un’area già drammaticamente compromessa. Crotone è la città più povera d’Italia, la provincia ultima in ogni indicatore sociale. Ma ha un patrimonio inestimabile e deve ripartire da qui: dalla bonifica.”

Infine, Oliverio ha voluto chiarire: nessun aumento di volumetrie fu concesso a Sovreco durante il suo mandato. E ha ribadito l’impostazione strategica del suo governo: “Abbiamo approvato un Piano Regionale dei Rifiuti moderno, senza inceneritori, con ecodistretti e raccolta differenziata. Poi è stato modificato. A mio avviso, in senso regressivo e contrario alle direttive europee.” 

Tra i passaggi più sentiti, le parole finali: “Crotone è la città di Pitagora, con un patrimonio storico e archeologico unico. I giovani devono poter restare, non fuggire. La bonifica non è solo una questione ambientale, è un prerequisito per qualunque ipotesi di sviluppo”.Cerca

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