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A SPAZIO OPEN “EVOLUZIONE O INVOLUZIONE”: IL PRESENTE CON LA LENTE DELLA DISTOPIA

Chi dimentica il passato è destinato a ripeterlo, diceva George Santayana. Gli faceva eco George Orwell, il padre della Fattoria degli Animali e di 1984 con la frase che “chi possiede il passato possiede anche il futuro” e che “nell’era dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario”. Oggi nell’era delle Post-verità si parla tanto di inumano e post-umano tant’è che a “Spazio Open “, in via Filippini, sarà dedicato uno spazio di cineforum a tema distopico. Proprio per restare nel vivo dell’argomento proposto, martedì 5 maggio si è svolto, in collaborazione col Club UNESCO “Re Italo”, l’associazione ambientalistica Kronos 1978 e l’Associazione culturale Sandhi, il convegno dibattito dal titolo” Evoluzione o Involuzione” che, facendo una panoramica sulla situazione geopolitica e tecnologica internazionale e sul fenomeno dilagante di fake news e deepfake e manipolazione mediatica, ha tracciato una linea discorsiva sui temi totalitarismi di ieri e di oggi e di domani negli stati liberali, geopolitica e libero arbitrio da Origene, Agostino e Tommaso d’Aquino. Cosi dopo i saluti iniziali dei relatori Susanna Quattrone (Presidente Kronos), Alessandro Gioffrè D’Ambra (Presidente Sandhi) e Alberto Gioffrè (Presidente Club UNESCO Sez. RE ITALO (Rc), ha avuto luogo la presentazione del libro del giovane scrittore catonese Felice Francesco Delfino, filologo delle religioni, nonché’ collaboratore  di Calabria Post, dal titolo “4981 – Il Ritorno del Grande Fratello”, un’opera che omaggiato Orwell sin dal titolo (4981 è un anagramma di 1984) e dallo stesso protagonista della storia Winston Smith, impiegato presso il Ministero delle Verità cui riscrive la storia e brucia documenti “scottanti” adattando la narrazione alla versione ufficiale del Partito del Grande Fratello. Ma Winston a un certo punto si ribella al Partito del megastato di Oceania, oppressivo e continuamente videosorveglianza dalle telecamere e si macchia di “psicoreato” amando Julia arrestato dalla Psicopolizia e torturato nella Stanza 101 fino ad amare il suo “aguzzino” Grande Fratello. Il testo del Delfino prosegue laddove Orwell l’aveva concluso: con una lunga criostasi e un risveglio dopo quasi tremila anni in un nuovo mondo di Neo-Pangea con un nuovo leader “Ombra” che con la manipolazione mentale del programma 2.0 del Nexus Unico, rappresenta lo junghiano “inconscio collettivo”. L’agile opera, 190 pagine, risulta nella sua variegata natura essere ibrida e di ampio respiro tra il saggio con analisi sociale (38 pag.), quasi 150 pagine di romanzo distopico, 5 pag. di riflessione filosofica sulla filosofia originale e innovativa del Limen/Soglia, idea del suo creatore che trae spunto da una visione immersiva della nuova era digitale. Dopo un preambolo che chiarisce i fondamentali sulla diversificazione di genere tra Utopia, (un mondo ideale, perfetto e ordinato che va ben oltre le possibilità reali: si pensi all’Utopia Politica Comunista con le opportune divergenze di Lenin, Stalin, Antonio Gramsci con la lotte classiste, a partire dal manifesto di Marx ed Engels in difesa del proletariato e della classe operaia e contro le ingarbugliate e fallaci riforme borghesi) e nella letteratura, a partire da Thomas Moore, Francis Bacon con Atlantide e Città del Sole del concittadino di Stilo, Monaco domenicano, teologo e filosofo “Tommaso Campanella” e il genere prettamente distopico: oltre Orwell, il Nuovo Mondo di Huxley, Noi di Eugenji Zamjatin, il racconto dell’Ancella di Margareth Atwood e Fareneith 451 di Bradbury. Il quesito resta aperto: dopo pandemie e guerre (Medioriente, Russia-Ucraina, Iran) e con l’era digitale in continua espansione si può parlare di Progresso a tutto tondo o Regresso sino in fondo? Se il digitale ha accorciato le distanze, reso la comunicazione real-time, aperto scoperte in campo bio-medico e in prospettiva di una conoscenza democratica ha dato largo a un surpluss informativo unico nel suo genere. Di contro la privacy è stata intaccata dal sistema di controllo digitale “orwelliano direi” di Meta e di altri Social che fanno rivivere come in 4981 o come i programmi del Grande Fratello, The Circle, Temptation Island, in un grande reality show e il confine tra vero e falso e sempre più sottile a discapito di quella memoria collettiva che Winston nell’opera del Delfino, vuol far risvegliare nella mente degli omologati, simbolo estremo della necessità di riappropriarsi delle nostre radici e della nostra storia autentica a partire dallo studio delle fonti e del pensiero critico contro ogni singola percezione di una soggettività che non contrasta l’oggettivo buon senso comune. E come disse il celebre Alessandro Manzoni nella poesia 5 Maggio intitolata a Napoleone Bonaparte, similitudine attinente data la giornata dei lavori in opera: Ai posteri l’Ardua Sentenza! Ricordandoci tutti che l’impegno parte da oggi e da noi tutti per un domani migliore che possa smentire le profezie di questa o qualsivoglia distopia.

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