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Al MUSMI la Borsa di Studio “Costantino Mustari”, premiati gli studenti della terza edizione


L’iniziativa della Società Dante Alighieri in sinergia con la famiglia Mustari tra riflessioni su emigrazione, restanza e diritto alla scelta dei giovani

Credeva profondamente nella forza educativa della scuola e, con grande competenza professionale e straordinaria umanità, ha sempre dimostrato fiducia nell’istituzione scolastica come luogo di crescita civile e umana delle nuove generazioni. Passa da questo pensiero unanime il ricordo di Costantino Mustari, docente, dirigente scolastico, scrittore e uomo di impegno sociale, alla cui memoria è stata dedicata la terza edizione della Borsa di Studio a lui intitolata e promossa dal Comitato di Catanzaro della Società Dante Alighieri.

La cerimonia di consegna si è svolta nella sala conferenze del MUSMI, al Parco della Biodiversità Mediterranea di Catanzaro, alla presenza di studenti, dirigenti scolastici, docenti, istituzioni e ospiti intervenuti per celebrare un progetto che, anno dopo anno, continua a crescere e a consolidarsi.

“Un ulteriore modo con cui nostro padre continua a fare qualcosa di buono per gli studenti”, hanno sottolineato Cristina e Rossella Mustari, ricordando come l’iniziativa nasca dal desiderio di mantenere vivo il patrimonio umano e culturale costruito dall’impegno di un uomo dedito alla conoscenza e sorretto da una profonda fede cristiana, attraverso il coinvolgimento diretto delle giovani generazioni.

Un percorso che continua ad ampliarsi grazie alla collaborazione tra il Comitato Dante Alighieri di Catanzaro e la famiglia Mustari, che dalla seconda edizione contribuisce concretamente alla realizzazione delle borse di studio. La manifestazione si è svolta nell’ambito della “Giornata della Dante”, celebrata nei giorni vicini al 29 maggio da tutti i comitati della Società Dante Alighieri in Italia e all’estero, con l’obiettivo di promuovere l’italianità in tutte le sue forme, dall’arte alla letteratura, dalla musica alla tradizione. Lo ha spiegato la presidente del Comitato Dante Alighieri di CatanzaroTeresa Rizzo, mettendo in evidenza il filo ideale che lega le tematiche affrontate nelle varie edizioni della borsa di studio al senso di appartenenza e al bisogno di mantenere vive le proprie radici.

Il bando 2025-2026 ha invitato gli studenti a confrontarsi con il tema del distacco dalla propria terra e con il desiderio di non spezzare il filo con le proprie radici. Un argomento affrontato attraverso una doppia prospettiva: quella dell’emigrazione italiana, ferita storica che appartiene alla memoria collettiva del Mezzogiorno, e quella delle migrazioni contemporanee, osservate attraverso lo sguardo di chi oggi lascia il proprio Paese per sfuggire alla guerra, alla povertà o alla privazione della libertà.

Gli studenti della scuola prima e della scuola secondaria di primo e secondo grado si sono cimentati nella realizzazione di elaborati narrativi, lirici, grafici o misti, mentre per la scuola primaria il concorso prevedeva racconti brevi, disegni o raccolte di immagini capaci di rappresentare lo stato d’animo di chi si allontana dai propri affetti e dalla propria casa.

Un percorso creativo e umano che ha consentito ai ragazzi di riflettere sia sulle storie dei propri antenati emigrati in cerca di fortuna sia sulla condizione dei migranti di oggi, sviluppando consapevolezza, empatia e attenzione verso chi si ritrova a ricostruire altrove la propria esistenza.

Hanno partecipato all’iniziativa l’Istituto Comprensivo di Taverna e Plesso Pentone – Sant’Elia, Plesso Gimigliano dell’Istituto Comprensivo Guzzo di Tiriolo, Convitto “Galluppi” e Plesso Maddalena, l’Istituto Comprensivo Cz Sala – Santa Maria – Milani – Preti e l’Istituto d’Istruzione Superiore di Vittorio Emanuele II – Bruno Chimirri confermando un’ampia adesione del territorio provinciale. Particolarmente significativa anche la riflessione proposta da Elena De Filippis, vicepresidente del Comitato Dante Alighieri di Catanzaro, che ha ripercorso l’opera letteraria di Costantino Mustari soffermandosi sui riferimenti al tema dell’emigrazione e creando collegamenti con il pensiero di Vito Teti e con il neologismo “restanza”.

Attraverso pagine tratte da “L’odore del pane”, De Filippis ha evidenziato come Mustari abbia saputo raccontare con autenticità il dolore della partenza, il distacco dagli affetti e il viaggio verso l’ignoto vissuto dagli emigranti calabresi, stabilendo un forte parallelismo con le tragedie contemporanee dei migranti che attraversano il Mediterraneo.

Nel suo intervento è emerso il valore simbolico del “pane della restanza”, richiamato da Teti: il pane conservato per giorni nelle case contadine come memoria, resistenza e legame con la propria terra. Un’immagine che diventa metafora della necessità di custodire identità, lingua e relazioni umane anche nei percorsi di lontananza e ritorno. De Filippis ha inoltre ricordato l’impegno educativo di Mustari e il valore della lingua come strumento di emancipazione e libertà, richiamando figure come don Lorenzo Milani e il ruolo della scuola nella formazione di cittadini consapevoli, capaci di costruire una società fondata su solidarietà, accoglienza e inclusione.

Durante la sequenza di interventi moderati dalla giornalista Rosita Mercatante, ha preso la parola anche la Vice Prefetto di Catanzaro Roberta Molè, che ha portato i saluti del Prefetto Castrese De Rosa impegnato in altri appuntamenti istituzionali, elogiando l’iniziativa e sottolineando come essa offra ai giovani la possibilità di riflettere su un punto fondamentale: “Dietro la fuga non c’è solo uno spostamento geografico ma legami interrotti, vuoti creati nelle comunità e nelle famiglie che, chi resta, continua a custodire, credendo che questi luoghi possano ancora generare crescita, futuro e cultura, che è lo strumento più potente di libertà”.

Molto partecipato e personale anche l’intervento del docente universitario Luigi Mariano Guzzo, che ha tratteggiato il profilo umano, culturale e spirituale di Costantino Mustari attraverso il ricordo di una lunga amicizia e di una comune esperienza nel mondo della scuola e dell’impegno civile.

Guzzo ha parlato di una “restanza militante, meridionalista e cristiana”, vissuta da Mustari insieme a figure come Teobaldo Guzzo, Antonio Fazio e Paolo Stranieri, nel tentativo di costruire una Calabria migliore attraverso la scuola democratica, pluralista e attenta agli ultimi. Un impegno civile e pedagogico che, secondo Guzzo, continua oggi a interrogare le coscienze e rappresenta un’eredità da raccogliere per costruire comunità fondate sull’amicizia sociale, sulla solidarietà e sulla responsabilità collettiva.

Interessante anche la testimonianza di Giuseppe Caruso, artista e scrittore che attraverso il suo lavoro nel piccolo centro di Petilia Policastro — dove ha portato l’arte tra i vicoli del paese e aperto una libreria libera — racconta una Calabria vivace e lontana dagli stereotipi. Nel suo volume “Un paese non è come lo vedi. Un paese è come lo vivi”, propone un viaggio narrativo valorizzando le comunità locali e le loro potenzialità umane e culturali.

La commissione che ha valutato gli elaborati era composta da Teresa Rizzo, Rossella Mustari, Cristina Mustari, Maurizio Gimigliano, Mariateresa Libri e Daniela Pietragalla.

Le borse di studio, ciascuna del valore di 250 euro, sono state assegnate a: Ludovica Flora Galloretti, IC Catanzaro Sala – S. Maria Milani Preti, classe III B, con la poesia “La mia casa”, in cui la studentessa esprime con sensibilità il distacco dagli affetti e il senso di appartenenza perduta attraverso immagini poetiche evocative e intense e Salvatore Giuseppe Talarico, IIS Vittorio Emanuele II – Chimirri, classe I A, con il racconto “Non dormo la notte”, in cui emerge con forza il tema dell’emigrazione giovanile e del disagio iniziale del cambiamento, tra spaesamento, difficoltà e speranza di riscatto.

Attestati di partecipazione sono stati inoltre consegnati a Valentina Duro, Luigia De Santis, Giovanni Lucisano, Andrea Marino e Mya Balzenka Caliò. Nel corso della cerimonia i promotori dell’iniziativa hanno inoltre donato libri agli studenti coinvolti, con l’obiettivo di offrire ulteriori strumenti di approfondimento sui temi affrontati e di stimolare una riflessione più ampia e consapevole.

Un appuntamento che ha confermato il valore educativo e culturale

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