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Mediterranea

Aldo Gurnari presenta Pucambù. Un viaggio sonoro e linguistico tra le radici della Calabria Greca

Pucambù nasce dall’eco di una poesia in lingua grecanica di Salvino Nucera, professore e studioso appassionato e instancabile custode della cultura dei greci di Calabria, recentemente scomparso. Ma più che un semplice omaggio, il richiamo è una continuità viva, un filo che non si spezza, ma unisce.

Il disco si sviluppa in dieci brani, ognuno con una propria direzione, ma legati da un filo che tiene insieme lingue, suoni e radici. Dentro Pucambù si incontrano nomi e storie che hanno segnato un’epoca. Ego ce to fengari e Zzoddhuna riportano alla voce di Bruno Casile, «poeta contadino» così definito da Pier Paolo Pasolini, con musiche di Carmelo Romeo. C’è poi Pedimmu, dedicata al professore Filippo Violi, figura di riferimento per il patrimonio letterario dei greci di Calabria. Un brano già inciso in passato e qui ripreso, rielaborato, restituito con una nuova veste. E ancora Voglio fare il gentiluomo, che parte da lontano, dall’opera buffa e dal repertorio classico.

Il disco tocca anche temi più ampi, come La questione meridionale, ispirata agli scritti di Pasquino Crupi.

E poi gli altri brani, che allargano ulteriormente il racconto. Manu cu manu è un invito all’unità: Jonio è «un inno alla madre, al mare, alla vita». Beatu cu di l’anima avi cura guarda invece all’interiorità, mentre Stiddha d’amuri chiude il disco con una veste più essenziale, pianoforte e voce, ma con uno sguardo contemporaneo.

ALDO GURNARI
Cantautore dell’area ellenofona reggina che si esibisce da anni facendo un grande lavoro di ricerca e di recupero delle tradizioni musicali grecaniche. Sonorità coinvolgenti, ritmo e passione in meraviglioso connubio con le note malinconiche e calde di questa terra amara e bellissima.

Diplomato in canto lirico presso il Conservatorio “F. Cilea” di Reggio Calabria, Gurnari ha sviluppato una formazione che parte dal rigore della musica colta per aprirsi progressivamente a una dimensione più ampia, fatta di contaminazioni culturali e linguistiche. Cantante, compositore e polistrumentista – capace di spaziare dalla chitarra al bouzouki, dalla lira calabrese alle percussioni – l’artista ha costruito negli anni un linguaggio musicale personale, radicato nella tradizione ma aperto al dialogo con altri mondi sonori.

Un capitolo importante della sua attività è rappresentato dalla fondazione e dalla direzione, dal 1989 al 2018, della Corale Polifonica “Don Ruggero Coin” di Bova Marina. Con questo ensemble Gurnari ha sviluppato un repertorio che spazia dal canto corale classico alle composizioni contemporanee, includendo anche brani legati alle tradizioni greche ed ebraiche del territorio. Un progetto che ha avuto il merito di valorizzare la dimensione collettiva della musica, trasformando il coro in un luogo di incontro tra culture e generazioni.

Parallelamente ha dato vita al gruppo etnomusicale Musicofilia, con il quale ha intrapreso un percorso discografico che ha contribuito a far conoscere questo universo sonoro anche oltre i confini regionali. Album come Acue (1995), Veni Jornu (2005) e Senti (2009) rappresentano tappe di un lavoro che intreccia dialetto calabrese, lingua greco-calabra e sonorità mediterranee, ottenendo apprezzamenti anche nel panorama musicale nazionale.

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