GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO E DEL DIRITTO D’AUTORE
Il 23 APRILE – Una Giornata per la Lettura, la Conoscenza e il Rispetto della...

Il 23 APRILE – Una Giornata per la Lettura, la Conoscenza e il Rispetto della...

L’entropia è una funzione matematica che esprime la degradazione dell’energia che si verifica in ogni trasformazione. Come è noto, la nozione di entropia è collegata al secondo principio della termodinamica. Il calore passa soltanto dal corpo più caldo al corpo più freddo; e, per ogni trasformazione di energia, in un sistema chiuso, si ha una perdita dell’energia totale del sistema. In questo senso, il concetto di perdita è legato a quello di irreversibilità: una forma di energia passa in un altra ma quest’altra non può ripassare nella prima. Giuliano Da Empoli, in questo suo prezioso L’ora dei predatori. Il nuovo potere mondiale visto da vicino (Traduzione di Simona Mambrini, Einaudi, 2025) ci fa accostare al cuore di molteplici derive entropiche. E lo fa attraverso il concetto freudiano di «orda». Nell’opera del 1921 Psicologia delle masse e analisi dell’io, Sigmund Freud ha scritto che «Le masse umane tornano a presentarci il ben noto quadro del singolo fortissimo in una schiera di uguali, contenuto anche nella nostra rappresentazione dell’orda primordiale. La psicologia di questa massa, così come la conosciamo dalle descrizioni frequentemente menzionate – il dileguarsi della personalità singola cosciente, l’orientarsi di pensieri e sentimenti nelle medesime direzioni, il predominio dell’affettività e dello psichismo inconscio, la tendenza all’attuazione immediata dei propositi che via via affiorano – tutto ciò corrisponde a uno stato di regressione a un attività psichica primitiva in tutto analoga a quella che siamo propensi ad attribuire all’orda primordiale». Siamo, così, di fronte a una massa incomposta, una torma, che in forma predatoria, oggi, si sta accaparrando tutti i centri del potere. E’ questa la sensazione che Da Empoli trae dagli eventi attuali e che vuol far filtrare attraverso questo suo piccolo libro. E se è vero che il potere (e la sua analisi) è il nucleo dell’analisi daempoliana, è, altresì, vero che la brillante esposizione delle varie derive entropiche che si stanno succedendo, trascura, molto probabilmente volutamente, l’oggetto al quale il potere si riferisce: la società, gli esseri umani, le classi sociali, e soprattutto la middle class (che costituisce – da sempre – l’ossatura di ogni conformazione sociale). Ma non è, davvero, questo il punto. «Oggi è scoccata l’ora dei predatori». I nazisti, nel film di Stephen Spielberg I predatori dell’Arca perduta, intendevano impossessarsi della mitica Arca dell’Alleanza – quella cassa di legno ricoperta di oro che, secondo la Bibbia, doveva custodire il Decalogo consegnato da Dio a Mosè sul monte Sinai. Per Giuliano Da Empoli, i predatori attuali non sono più i nazisti (O almeno, non solo) e l’Arca Perduta consiste nel fatto che «I conquistadores del digitale hanno deciso di fare piazza pulita delle vecchie élite politiche. Se riusciranno a raggiungere il loro scopo, il mondo di Linder e di tutti i suoi simili, i liberali e i socialdemocratici, i conservatori e i progressisti, tutto ciò che siamo abituati a considerare l’asse portante delle nostre democrazie, sarà spazzato via». «Tre mesi prima dell’invasione dell’Ucraina, Surkov, destituito da Putin poco tempo addietro, pubblicava un articolo in cui diceva già tutto. Ogni società diceva, è soggetta alla legge fisica dell’entropia. Per quanto stabile possa essere, in assenza di interventi esterni finisce per produrre caos al suo interno. Fino a un certo punto è possibile gestire questo caos, ma l’unico modo per risolvere il problema una volta per tutte è esportarlo». Da Ucraina a Palestina, da deriva a deriva, questo caos-entropico diventa dunque planetario, universale; il solo costituente del reale. Di ciò che «è», oggi. Ma «Quando il caos oltrepassa un certo stadio, l’unico modo per ristabilire l’ordine è individuare un capro espiatorio». «Il momento che stiamo vivendo è machiavelliano. Ai tempi di Leonardo da Vinci, il segretario fiorentino decreta la fine delle illusioni. Il sofisticato mondo degli umanisti, con i loro principî e le loro regole, le interminabili contese tra fazioni che affliggono la vita politica della sua patria non hanno più ragion d’essere di fronte alla geometrica potenza di fuoco degli invasori stranieri. L’autore del Principe è indifferente al potere legittimo e alle regole che ne governano l’esercizio e la trasmissione, poiché non appartengono più alla realtà che lo circonda. Ciò che interessa al fiorentino è capire come il potere si afferma in mezzo al caos, quando tutti combattono contro tutti e la forza torna a essere l’unica regola del gioco». «Finché la competizione politica si svolgeva nel mondo reale, sulle pubbliche piazze e nei media tradizionali, le consuetudini e le regole di ciascun Paese ne determinavano i limiti, ma ora che si è spostata in rete, il dibattito pubblico si trasforma in un autentica giungla dove tutto è permesso e le uniche regole sono quelle delle piattaforme Internet». E la chiusura di Giuliano da Empoli è, a questo punto, magistrale: «Quel che è cambiato, da noi, rispetto a otto anni fa, è che l’impalcatura di istituzioni e di regole sulle quali si fondava il vecchio ordine, è sostanzialmente crollata. Se a metà degli anni Dieci del Duemila i brexiter, Trump e Bolsonaro potevano essere considerati un gruppo di outsider che sfidavano l’ordine costituito a adottavano una strategia del caos, come fanno gli insorti in guerra con un potere superiore, oggi la situazione si è ribaltata: il caos non è più l’arma dei ribelli, ma il sigillo dei potenti». Il sistema è chiuso. L’entropia aumenta. L’Arca è perduta. Le Tavole della Legge non servono più perché la Legge stessa è infranta. Il sigillo dei potenti è il governo dell’orda primordiale.
