Menomale che Giuseppe c’è
È sufficiente un pizzico di reale, concreta chiarezza per far comprendere all’ignaro cittadino quanto sia...

È sufficiente un pizzico di reale, concreta chiarezza per far comprendere all’ignaro cittadino quanto sia...
“Donne allo specchio. Viaggio tra le pieghe dell’universo femminile”: è stato questo il leit motiv dell’incontro svoltosi venerdì 20 ottobre presso la Sala del Consiglio del Comune di Bova. L’incontro, che rientra nell’ambito del progetto “Biblioteca diffusa nel borgo di Bova tra natura e cultura”, ha avuto come protagoniste due voci femminili della nostra terra, Mimma Mollica, docente di Storia e Filosofia, autrice del breve scritto autobiografico “L’emporio delle ridondanze”, e Giovanna Cuzzucrea, medico di medicina generale, col suo saggio psicologico “Il Manuale del Califfo”, entrambi editi da Città del Sole Edizioni. Ha dialogato con le scrittrici Margherita Festa, docente di materie letterarie e responsabile, per conto del Museo Rohlfs, dei rapporti con scuole, Università e gruppi di ricerca.
L’emporio delle ridondanze parla di viaggi sia reali che metaforici: Mimma Mollica, con coraggio e sincerità, ripercorre il proprio passato, alla ricerca dell’origine della propria “grigia insoddisfazione”. Un’ infanzia segnata da due madri, due matrimoni falliti, la maternità, fino al viaggio in India, “luogo con mille porte per entrare ma nessuna per uscirne”, “Inferno” di colori, odori e rumori, dove la “realtà è uno squallido disincanto” e “la potenza dell’apparenza trionfa”. Un viaggio che non è tanto una fuga romantica verso l’esotico, ma piuttosto un nostos, è “come tornare a casa”. È qui che, attraverso la lettura e lo studio dei testi vedici, si spalanca per lei un mondo nuovo, infinito e sconosciuto, fatto di “eccitazione e pace, nessun bisogno, nessun desiderio, perfezione dell’appagamento”. Alla fine del libro, la Mollica sembra giungere a nuove consapevolezze, sa che “giocare la vita significa appunto prenderne le giuste distanze”, ma nello stesso tempo sa anche che il sapere da solo non basta e che, oltre a sapere, è necessario sentire col cuore e agire con sudore, timore e tremore.
Il Manuale del Califfo, con grande precisione scientifica, pur sempre accompagnata da una sottile vena di ironia, vuole insegnare alle donne, o meglio alle “pie donne”, come riconoscere il Califfo e soprattutto come evitarlo, come fuggire dai califfati, ossia le relazioni tossiche, da cui ci si può liberare solo conoscendo bene le dinamiche psicologiche e comportamentali del Califfo. A tale scopo la Cuzzucrea delinea un accurato identikit del Califfo, il manipolatore narcisista, che “utilizza la manipolazione per sfruttare l’altro a proprio vantaggio […], si insinua tra le maglie deboli dell’anima piegando la preda al proprio volere”. Come ci si salva dal Califfo? Con “coraggio, carattere, temperamento”, lottando con la propria dipendenza, rispettando e custodendo la propria fragilità, lavorando bene su se stesse e sulla propria autostima, senza avere paura della solitudine, condizione anzi da rivendicare (non è casuale a tal proposito la citazione in esergo del frammento 168b Voigt della poetessa greca Saffo, “Tramontata è la luna […] e io dormo sola”) e che deve in questi casi trasformarsi in obiettivo e conquista, in un modo per ricostruirsi e per difendersi.
Due libri diversi per genere e finalità, ma dal cui confronto è stato possibile individuare tanti spunti e temi comuni: il coraggio di scrivere e raccontarsi, il rapporto con le figure genitoriali, le relazioni con gli uomini, le menzogne e gli inganni, l’importanza di avere sempre uno sguardo lucido e disincantato su se stesse.
Grande interesse e coinvolgimento da parte del pubblico presente, tanti gli interventi durante il dibattito finale concluso dal Vicesindaco di Bova Gianfranco Marino, che ha voluto sottolineare come e quanto simili iniziative stiano crescendo di livello, restituendo l’immagine di un centro dove il comparto culturale assume sempre più un ruolo centrale.
