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ENNESIMA AGGRESSIONE AL PERSONALE MEDICO: “BASTA CON GLI ANNUNCI, I CALABRESI MERITANO RISPOSTE”

 
Soriano, provincia di Vibo. Aggressione ad una dottoressa di continuità assistenziale, da tutti ancora chiamata Guardia Medica. Cinque individui, uno di loro ferito alla testa, senza alcuna motivazione apparente, visto che i soccorsi non sono stati assolutamente negati aggrediscono lei, e alcuni sanitari venuti in soccorso dal vicino Pronto Soccorso. Intervengono i Carabinieri che denunciano due dei cinque soggetti. Come sempre condanna unanime della politica.
 
Degli Ordini professionali. Dei comuni cittadini.1600 aggressioni l’anno al personale sanitario. Condanno anch’io, ma vorrei anche analizzare l’attuale rapporto tra personale sanitario e utenti dei servizi. Un paio di giorni fa un ragazzo è morto dopo aver atteso dieci ore per essere visitato all’ospedale di Locri. La Magistratura sta approfondendo la vicenda. Ma cosa c’è che non va nel rapporto sanitari pazienti per arrivare ad aggressioni fisiche ? Ma cosa c’è che non va nel sistema sanitario nazionale che si muore dopo dieci ore di attesa in un ospedale di trincea? Due situazioni, ovvero le difficoltà di essere visitati in tempo congruo, e le continue aggressioni a sanitari, che inevitabilmente non riesco a non mettere un relazione.
 
La gente va in ospedale prevenuta, come sa andasse a rivendicare un diritto per nulla scontato, e che occorre “riscuotere” di drittezza, come suol dirsi. Con la forza. Dall’altra parte, come se ci fosse un’altra parte, persone che cercano di fare ciò che possono. Sotto organico ovunque, pressati, con scarso sostegno dai vertici aziendali. Ma, dico, l’avete mai vista una postazione di Continuità Assistenziale? Spesso tuguri, senza video camere di sorveglianza, non sempre all’interno del paese. Medici esposti ad ogni situazione, costretti a rivolgersi spesso alle Forze dell’Ordine per farsi accompagnare in situazioni delicate.
 
Ospedali distanti, pubblica emergenza (118) quasi sempre impegnata. Perché depotenziata. E la continuità assistenziale, ovvero la guardia medica, nella maggior parte dei casi è l’unico avamposto di salute pubblica in un territorio vastissimo e scarsamente raggiungibile in tempi brevi. Praticamente scoppiano tutti. Sanitari e utenti.
 
Poi c’è un altro livello. Quello delle rassicurazioni politiche. “Stiamo lavorando, abbiamo migliorato le cose, a breve ci saranno nuove assunzioni. Abbiamo già bandito i concorsi.”Nell’immediatezza molti si sentono rassicurati. Chi incontra i vertici politici e delle aziende sanitarie provinciali si sente rassicurato. Si leggono comunicati che narrano di “proficuo incontro”, ma nei fatti poi si rimane uguali. Sanitari in numero inadeguato, strutture fatiscenti, pazienti poco pazienti. Adesso però basta. Basta con annunci. I calabresi, siano essi sanitari, o pazienti, meritano fatti, servizi, risposte. Rispetto. Forse questo termine, un po’ desueto, è la parola giusta.
 
 
 
 

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