La notte di Crotone. Un incontro onirico tra Eleonora Duse e Corrado Alvaro
Pierfranco Bruni Crotone. Il tempo è un pasaggio di ombre.Era una notte di luna piena...

Pierfranco Bruni Crotone. Il tempo è un pasaggio di ombre.Era una notte di luna piena...
Tre anni di guerra in Ucraina. Forse una tregua alle viste, ma nel clima concitato dello shock
europeo per la crisi atlantica e il voltafaccia americano. Trump vuol accordarsi con Putin senza riguardi per Kiev e per UE; si diffonde il dubbio se ci si possa fidare dell’America. Dalla bocca di Friedrich Merz, prossimo capo del governo in Germania, escono parole impensabili per un atlantista come lui. Bisogna rendersi indipendenti dagli Stati Uniti, Berlino deve concordare con Londra e con Parigi la protezione nucleare dell’Europa. Non è certo se la NATO com’è adesso sarà adatta a questa “rottura d’epoca”, oppure serviranno nuove strutture europee.
Forse l’obiettivo è una NATO europeizzata, un baricentro nel Vecchio Continente che possa trattenere o compensare le oscillazioni americane e gli scarti imprevedibili del suo presidente bullo in capo. Comunque: si era detto all’inizio del conflitto che gli europei, colti in contropiede, avrebbero cercato di parare il colpo riaprendo la battaglia per la difesa europea. Riarmare l’Ucraina per riarmare l’Europa. È già un fatto: la spesa militare della UE in questi tre anni è cresciuta di una metà, all’ingrosso da circa 200 miliardi di euro a più di 300, il 2% del prodotto europeo. Adesso però la crisi atlantica accelera le cose. Si progetta di armare al 3%, ci si avvicina ai 500 miliardi, ma resteranno inefficaci se divisi in mille rivoli, e non centralizzati da comandi e piani d’acquisto comuni. Per questo hanno preso a riunirsi Francia, Germania, Polonia, Italia, Spagna più la Gran Bretagna: il Cinque + Uno, assieme ad altri formati, aggirano le lungaggini dei Ventisette e fanno rientrare in partita gli inglesi, dopo l’esito infelice di Brexit. Aver risospinto Londra verso la UE forse è la prima risultante non voluta del nuovo nazionalismo americano.
Si vedrà. Washington al dunque ha sempre frenato un’autonomia strategica dell’Europa e giocherà le sue carte per dividerla; Mosca reagirà a un riarmo missilistico e nucleare dell’Unione. Anche la Cina, forza inaggirabile nella crisi del vecchio ordine, avrà la sua da dire sui nuovi equilibri del terrore. Comunque sia, l’europeismo ha messo l’elmetto. L’ opposizione internazionalista all’imperialismo europeo è una nuova sfida.
