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FEDELTÀ & POLITICA 

La rifeudalizzazione di Massimo De Carolis 

Politica ed economia si inseguono, si dipanano e si intrecciano nel densissimo saggio di Massimo de Carolis Rifeudalizzazione. La mutazione che sta disintegrando le democrazie occidentali (Feltrinelli, Milano, 2025). Da una parte, la politica, declinata nei termini della democrazia liberale, è caratterizzata «negli ultimi anni» da un «evidente arretramento degli standard democratici» colonizzati da movimenti populisti e identitari. Dall’altra parte, «nel mondo reale, un numero di compagnie finanziarie che si conta sulle dita di una mano controlla quasi tutte le aziende quotate sui principali listini». Il successo che i movimenti populisti pretendono di avere fa leva su relazioni asimmetriche» di vassallaggio, fedeltà e devozione. Il successo che il capitalismo globale pretende di conseguire fa leva sul mero approfittare «di ogni zona grigia per creare situazioni di fatto che il legislatore era alla fine più o meno costretto ad avallare». Il quadro, dunque, è chiaro! De Carolis lo sintetizza nella frase comprensiva che fa riferimento alla «crescente simbiosi fra la circolazione del denaro e quella del potere». Ci si apre un mondo … il nostro, appunto! L’economia di mercato capitalistica opera un azione di «sfondamento». Realizza, nella cosiddetta realtà, delle isole di «ecosfera artificiale» all’interno delle quali crescono situazioni di post-capitalismo e di post-modernità. «Anche se prendono spesso la forma di contratti veri e propri, tutelati dalla legge, i patti di affiliazione e vassallaggio vengono sanciti in una dimensione immateriale, creata artificialmente dagli strumenti finanziari e digitali, e situata letteralmente off-shore: fuori dal mondo». Il denaro vuole sempre più denaro. Le democrazie liberali sono viste come un ostacolo al potere delle grandi corporation. Il potere si configura  alla stregua di un dispositivo nel quale «l’autorità del polo dominante è generata dalla fedeltà degli affiliati e comporta perciò un impegno alla protezione e al beneficio, che a sua volta è condizione necessaria per ottenere fedeltà e obbedienza». Il neoliberismo, ultima forma del capitalismo di mercato (globale), opera un movimento carsico: da un lato «sfonda» (in nome delle sue logiche accumulative di denaro e potere) il «mondo esterno» (sociale, politico, antropologico) o quello che ne resta, e dall’altro lato «genera» relazioni di sudditanza «neofeudali». Siamo, così, di fronte a una vera e propria «rifeudalizzazione» che «esercita una pressione creando un “mondo collettivo” nel quale essa allestisce un “ecosistema artificiale”, in cui l’unico patto vincolante è la “promessa di risarcire” ogni investimento di denaro, autorità o potere “con sempre più denaro e potere». La curva in su, rispeto al movimento carsico, vede il libero mercato, un tempo pubblico, divenuto preda di investitoti privati e la politica, un tempo generata dal consenso (elettorale), gestita, adesso, da affilati, sodali e vassalli. La curva in gìù prospetta «un campo di tensione» (politica e fedeltà) che si cronicizza e che tende a trasfigurare le tradizionali istituzioni della modernità in una postmodernissima «rifeudalizzazione». Quest’ultima «emerge» (come dice De Carolis). «Emerge» dalla crisi del moderno. «Emerge» dallo stallo delle sue tre dimensioni: quella politica, quella economica e quella dovuta all’avvento della «tecnoscienza». «Emerge» come una reazione ma più che altro «come risultato dell’espansione planetaria della modernità». Reazione o risultato che sia, questa nuova rifeudalizzazione apre un territorio nuovo. Non più moderno e nemmeno più capitalista; probabilmente «un insieme di forme ibride e precarie, che si nutrono della crescente simbiosi tra privato e pubblico, denaro e potere, economia e politica, ma anche, almeno per il momento, continuano a figurare più come fattori disfuzionali e patogeni che come un’opzione  realmente capace di prospettare una fuoriuscita dalla crisi». Massimo De Carolis è davvero molto bravo a tenere assieme azione e reazione, formula e risultato in un libro che apre più di una luce sul mondo attuale. Una luce che non avremmo mai voluto veder brillare.   

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